E’ un libretto che sembra un manuale per la ricerca della felicità ma non è di uno psicologo o di un giornalista di costume, l’hanno scritto due tecnici dell’industria baresi, un informatico ed un ingegnere, titolo Depiliamoci. Chiaro il doppio senso. Tutti rincorriamo il PIL , acronimo di Prodotto interno lordo, senza immaginare o sospettare che di Pil potremmo anche morire, e invece dovremmo ricorrere al posto del Pil il Bin, cioè il Bene interno netto. Tradotto: Caro manager che ci state a fare in ufficio fino alle 21 di sera a rincorrere azioni obbligazioni riunioni aerei , per cinquecento euro in più al mese, torna a casa stai con al tua famiglia con i tuoi figli ci guadagnerai in relazione, in salite fisica e psicologica appunto in bin, bene interno netto, che a sua volta assicurano gli autori de Padova e Russo si tardurrà presto anche in Pil. Bello. Difficile ma bello. Alla presentazione c’era anche il presidente e di federmanager Eldorado Lazzati che non si lascia sfuggire la provocazione: certo il bin al posto del pil è una bella filosofia certo prima di rincorrere il bene interno netto ci vuole una base di ricchezza o meglio di benessere che al momento non a tutti che non a tutti è garantita e consentita. Insomma si puo’ filosofare ma prima se la pancia non è piane diventa difficile discutere. Depiliamoci è ovviamente una provocazione per discutere della nostre abitudini: tempi di lavoro e tempi di liberà, scarsa predisposizione all’innovazione e al cambiamento, incrostazione i ritmi e modi di condurre la vita lontani della naturalità. Forse. Ma bastano poche pagine per accorgersi che il lavoro dei due autori pugliesi, che da anni si occupano di innovazione delle organizzazioni non è un saggio sulle sofferenze da sopportare a denti stretti per una vita da copertina, ma il tentativo di raccontare al largo pubblico, con un linguaggio volutamente semplice, spesso provocatorio e sempre divertente, il complesso tema della insostenibilità della economia della crescita a tutti i costi. Quello che dal titolo sembrerebbe dunque un invito alla cultura della bellezza, è invece un appello a guardare a nuove forme di comportamento e ad un nuovo stile di consumo, che riportino al centro dell’agire dei singoli e della collettività valori considerati spesso desueti in un’economia che ha posto il consumo al centro della vita. Gesti di vita ordinaria per i quali non occorrono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio. Occorre solo buona volontà e consapevolezza che, per uscire dal circolo vizioso del PIL superfluo. Il prof. Piero Formica che ha una accademia in Svezia sulle innovazione dei processi produttivi è subito stra chiaro: In Svezia tornano a casa alle 5 del pomeriggio anche i top manager, investono in relazioni, amicizie famiglia. In Svezia si fermano dieci metri prima delle strisce pedonali per vedere se qualcuno deve passare, qui da noi ti arrivano alla tibia e poi forse ci pensano a lasciarti passare. Altri costumi altri stili di vita. L’uomo, la donna, la persona al centro del Pil che diventa Bin e non il prodotto e non le procedure, e non gli schemi e non la stra male benedetta maledetta organizzazione del lavoro, le ore i turni i timbri le casacche . Ma si potrà fare? Già è importante parlarne.
www.virgola1.splinder.com Fabrizio Binacchi

“L’uomo, la donna, la persona al centro ..”
Bello ! Con una difficoltà perticolare : chi sa più che cos’è una “persona”?
Oggi si ammazza per un nulla ,si rischia la vita ancora per meno , si reclamano diritti dimenticando di parlare dei doveri , e senza sapere più su quali valori basare la pretesa….Diogene avrebbe un bel daffare,oggigiorno.