Il patto di consultazione tra le forze laiche, socialiste, liberali, repubblicane della Toscana – e aggiungerei radicali, con l’auspicio, spero condiviso, di un prossimo raccordo con queste – ha in sé il potenziale per rappresentare un’alternativa politica in una regione che ha proprio nel sistemico immobilismo politico uno dei suoi limiti più gravi e che si ripercuote in molti altri settori, dalla cultura fino all’economia.
L’effettivo dispiegarsi di questo potenziale non può però darsi per scontato, tutt’altro! Basterebbe già la semplice constatazione della compattezza del blocco di potere che ingessa la Toscana per sottolineare le difficoltà che potrà incontrare questa proposta. Ciò rappresenta, però, un ostacolo ambientale – ed è insieme sfida ed opportunità per le forze che hanno concorso a stipulare il patto di consultazione – sarà invece la capacità di proposta politica da avanzare nei prossimi mesi a dare risposte sul reale valore dell’alternativa a cui intendiamo dar vita.
In questo senso tengo particolarmente a sottolineare l’importanza – anche dal semplice punto di vista della strategia comunicativa – di connotare l’essenza politica di questo patto di consultazione come fortemente moderna e innovativa. Rivolgersi solo a settori di vecchio elettorato socialista o repubblicano sarebbe una scelta priva di prospettiva, presentarsi come nostalgici dei bei tempi che furono sarebbe la premessa di un fallimento.
Si badi bene che non è solo per motivi di comunicazione, per quanto essi siano rilevanti, che questa necessità è assolutamente strategica, ma anche per ragioni fortemente politiche. Assistiamo quotidianamente alle dinamiche attraverso cui i cambiamenti nella società e le insicurezze che la modernità porta con sé si traducono in sfide alla politica mostrando, in maniera evidente, le difficoltà di gran parte della sinistra italiana nel saperle raccogliere con la necessaria capacità di lettura, anche critica, ma con coraggio di scelta (difficoltà che oggi sono rese ancor più evidenti dagli imbarazzi nel gestire la responsabilità di governo nazionale con atteggiamento apertamente riformista). Se si condivide tale sommaria analisi come punto di critica ad una sinistra tanto conservatrice, quanto opportunisticamente massimalista, non ci si può poi ritrarre dal tentativo di raccogliere con decisione tale sfida, tanto sul piano politico che culturale, mostrando la reale praticabilità di un’alternativa di lunga prospettiva e di ampio e rinnovato respiro.
Non è quindi in nome di un vago ed indefinito nuovismo che tale dato, almeno ai miei occhi, rileva su tutti gli altri in maniera così marcata.
Allo stesso modo non possono essere disattesi gli impegni assunti, sottoscrivendo il patto di consultazione, ad adoperarsi per “favorire la partecipazione ai processi decisionali di tutti i cittadini ancorché non iscritti ai partiti ed alle associazioni che ne fanno parte”. Questo punto si lega direttamente al precedente e sono fermamente convinto che saranno proprio questi i due aspetti su cui si misurerà il valore dell’esperienza a cui il patto di consultazione ha dato avvio.
Tommaso Ciuffoletti

Rifletto con grande interesse sul cortese suggerimento/rimbeccata che l’ottimo Puccio Cartoni fa ad Adalberto Scarlino nel dibattito aperto dall’articolo su Pensalibero “Priorità: difesa dell’ambiente e lotta agli sprechi della politica” perché è indice di una immotivata insofferenza sulla differenza, che oggettivamente esiste ed è storica e politica, tra Socialisti e Liberali.
Correttamente Adalberto si rivolge a due esperienze storiche, due filoni politici, quello Socialista e quello Liberale, con gli opportuni distingui ed auspica una “concordia politico-operativa” che faccio mia. In pratica ci suggerisce, e mi corregga se interpreto male o forzo il Suo pensiero, una federazione su temi forti e li indica specificamente.
Notiamo bene che proprio il distinguo dell’ottimo Scarlino proprio perché è chiaro è un messaggio politico forte mentre volere a tutti i costi fare un livellamento di pensiero e di valori così come di tradizioni politiche (che io non rinnego e non sono solo!) ci porta a fare un’ammucchiata con il preteso collante dell’avversione allo “statalismo clerico-comunista” (ovvero a quello che io chiamo, da craxiano, il partito cattocomunista) che ci porterà a ripetere ovvero, chiedo scusa, a scimmiottare l’alleanza berlusconiana ove ritrovi tutto ed il contrario di tutto.
Avversare lo “statalismo clerico-comunista” non basta. Ci vuole ben altro su cui mi aspetto l’azione politica del Polo laico liberal/socialista in uno ad altri soggetti che operano nella stessa direzione. Ci vuole un’azione politica chiara ed un programma politico come effettivo collante.
Diverso è quanto ci propone Gianni Fiorentino che sostanzialmente chiede impegno di chi, pur essendo rispettoso di storia e valori laici, liberali e socialisti, sostanzialmente sente oggi di essere esente da etichette di un passato sia pur glorioso.
Baldini ci ricorda “…che le culture liberale, mazziniana-repubblicana e socialista riformista siano tre grandi fiumi che hanno caratterizzato tutta la storia italiana da quella preunitaria a quella unitaria e poi repubblicana…..” e “…che questi tre grandi fiumi oggi abbiano la necessità di sfociare in un unico grande fiume liberale, laico e riformista in grado di cambiare il volto dell’attuale politica italiana cosi’ triste e mediocre…”. Queste tre culture sono ancora vive ed attuali.
Faccio mie le istanze politiche di Scarlino e Baldini, Vi evidenzio che ci sono tante iniziative in Italia, ma maledettamente sparse e, mentre è di tutta evidenza che la Rosa nel Pugno è fallita, Vi lancio una proposta ad inizio anno: perché non lavoriamo, per ora almeno, ad una federazione tra i soggetti (partiti, gruppi e singoli) che si richiamano a queste culture, guardando il futuro, ed anche con il soggetto “inetichettato” in embrione di Gianni Fiorentino?
Il Patto che è stato sottoscritto in Toscana, che ha grande valenza politica, non è forse una federazione o si avvia ad una federazione?
Gino Di Maro
Vorrei rispondere a Gabriele Ariola come ho avuto modo di dire durante una recente trasmissione (radiotre mondo) a Emanuele Macaluso che sostanzialmente poneva le stesse domande (enormi difetti e cattiva coscienza circa la nascita del PD,assenza di un partito socialista significativo,mancanza di uno spazio politico liberalsocialista,ecc )
Date le tue premesse,che in buona parte condivido,non credo sia questione di carisma che Turci od altri dovrebbere avere e esercitare in questo processo di aggregazione in uno spazio liberalsocialista,MA E’ PROPRIO LA NECESSITA’ DI SUPERARE QUELLA DIMENSIONE CHE TU GIUSTAMENTE HAI DEFINITO Oggi avvilita da particolarismi,protagonismi,divisioni,piccole beghe,gelosie,egoismi di partito delle oligarchie Sdi e RI,FRAMMENTAZIONE DI TUTTA L’AREA DI RIFERIMENTO.
Se nel forum dell’Associazione per la RnP, cui partecipo attivamente, è stata lanciata la proposta di una Costituente e Turci l’ha raccolata con convinzione ed energia,questo vuol significare che oggi ci dobbiamo chiedere se saremo TUTTI capaci di sviluppare questo progetto,con tutte le difficoltà che sono senzaltro il frutto di questi nostri decenni di politica italiana,ma questo è il nostro impegno,la consapevolezza che non c’è partita come dici ” sempre più mi convinco della enorme difficoltà e dell’inopportunità di proseguire l’esperienza di governo con questa sinistra massimalista a parole,di fatto conservatrice poichè illiberale,clericocomunista,giustizialista “.Questo richiede la consapevolezza che o si riesce a costruire questo progetto oppure siamo condannati a vedere alternanze di cosiddette destre e sinistre bloccate su politiche sempre più condizionate da interessi corporativi e lontane dalla capacità di portare il paese in un contesto di economie e dimensioni sociali moderne,socialite,liberali,laiche.
Siamo in grado di sviluppare terreni di confronto politico che siano spendibili per azioni di proposte legislative che disegnino un possibe futuro diverso?
IO credo proprio di si,e ritengo che davvero non possiamo rinunciare a questo progetto,pena l’ulteriore ennesimo ritardo.
In ogni luogo dove riusciremo a suscitare interesse e partecipazione concrete,su quei piani che hanno caratterizzato i 31 punti di Fiuggi,ma che possono politicamente essere osservati ed ampliati,lì possiamo e dobbiamo esprimere nuove forme di azione e partecipazione politicDa questo LIEVITO PUO’ E DEVE SVILUPPARSI UNO SPAZIO LIBERALSIOCIALISTA :questo è l’obiettivo della Costituente lanciata dall’associazione per la RnP AGGREGARE TUTTI I SOGGETTI POLITICI CHE APPARTENGONO A TUTTA L’AREA ,SENTENDOSI ED AGENDO IIN MODO PARTECIPE,DA PROTAGONISTI CIONVOLTI ED UNITI.
Silvana Prosperi
Caro Tommaso,
pur turandomi il naso,per l’alleanza in cui è,ho votato Rosa nel Pugno e,per essa, ho fatto la campagna elettorale.
Ho ritenuto,in questo bipolarismo sbagliato, di non avere altra scelta,se non l’astensione,in cui non ho voluto perseverare.
Ho sperato,infatti,in un progetto politico,purtroppo,mi rendo conto,mai esistito.
Condivido i 31 punti di Fiuggi,ma,sempre più, temo siano detinati a rimanere,in massima parte,sulla carta.Sempre più mi convinco della enorme difficoltà e dell’inopportunità di proseguire l’esperienza di governo con questa sinistra massimalista a parole,di fatto conservatrice poichè illiberale,clericocomunista,giustizialista.
Che si proceda o meno alla marmellata di cervelli e di coscienze,prevista dal Partito Democratico,resta,comunque,un vuoto politico da colmare.
Che si proceda o meno nell’idea di una strana sinistra italiana,caso unico in Europa,che prevede ben due partiti comunisti e nessuno che osi definirsi socialista,resta,comunque,una domanda politica,sempre più incalzante,cui rispondere.
Resta l’esigenza,sempre più attuale,di un polo liberalsocialista,autonomo,capace di incidere,che abbia,anche,una consistenza elettorale.
La RnP non decolla.Qualcuno dice che è morta,ma è mai nata?
Come cartello elettorale ,tra Sdi e RI,è stata una delusione.Ha raccolto poco,molto poco.
Come alleanza programmatica,ha evidenziato tutti i limiti insiti nel non aver saputo e/o voluto coinvolgere gli altri soggetti politici dell’area laica,socialista,repubblicana,liberale.
Oggi è avvilita da particolarismi,protagonismi,divisioni,piccole beghe,gelosie,egoismi di partito delle oligarchie Sdi e RI.
Sul forum dell’Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno,un esponente del polo laico,liberale e socialista(non ne faccio il nome,egli finora non lo ha fatto)lanciò l’idea di una costituente liberalsocialista.
Turci ha condiviso questa idea e l’ha rilanciata,correttamente indicandone la provenienza.Sembra abbia intenzione,ove non fosse accolta dalla Direzione Nazionale RnP,convocata,salvo ulteriori rinvii,per il 9 gennaio,di procedere da solo.
Colgo l’occasione del tuo ottimo scritto,Tommaso,per ripetere quì alcune questioni,che mi è parso non aver avuto troppa attenzione, da me sollevate,nelle scorse settimane,sia sul forum della tua associazione,che sù quello della RnP.
Può una piccola, ed ancora insufficientemente organizzata,associazione riuscire a coagulare l’articolata galassia laica,radicale,repubblicana,liberale,socialista?
Turci ha il carisma necessario?
Può l’area liberalsocialista essere aggregata se tutti i soggetti politici che vi appartengono non si sentono compartecipi e coinvolti,da protagonisti,in tale processo unificante?