La piega presa in questi giorni da certa stampa che, addirittura, è arrivata ad invocare condanne per direttissima sulla base delle sole intercettazioni, ci preoccupa molto di più della corruzione, a dire il vero.

Politica: posto che appare evidente il coinvolgimento trasversale di tutti i partiti, per cui nessuno può chiamarsi fuori, è altrettanto chiaro che dai tempi di Mani Pulite – come abbiamo più volte scritto – nulla è stato fatto per darsi un codice etico, non solo a parole, e per attivare una serie di provvedimenti e comportamenti utili a garantire una seria azione di controllo interno sui propri dirigenti, rappresentanti istituzionali, e candidati. L’emersione di ogni scandalo conferma puntualmente il verificarsi sul territorio di un radicamento di classe politica inaffondabile saldamente intrecciata ai poteri imprenditoriali e corporativi locali, e questo problema si risolve solo definendo una volta per tutte un limite ai mandati che un politico può ricoprire; un ricambio obbligato di persone entro un limite ragionevole di tempo impedisce o comunque limita di molto il consolidamento di certi comitati d’affari, a patto però che sia accompagnato da un criterio di selezione di una nuova classe dirigente che escluda i protetti, i cooptati ed i delfini degli uscenti, e favorisca invece una leva dal basso, con lo strumento delle primarie. Il potere enorme dei signori delle tessere, dei campioni delle preferenze, dei padri e dei padrini dei territori deve finire, o almeno deve essere seriamente ridimensionato, e questa è materia che attiene strettamente ai partiti, non basta invocare nuove leggi, ce ne sono già a iosa, è necessaria invece una assunzione di responsabilità netta ed inequivocabile, e la definitiva rinuncia alla politica “a vita” che in questo paese è diventata solo la garanzia di un potere intoccabile che si autoalimenta anche della corruzione che genera. Deve finire il giochino delle deroghe statutarie per favorire l’ennesima ricandidatura di persone che ricoprono incarichi da decenni, e deve prevalere il principio che si può partecipare alla politica, intesa come contributo alla vita di una comunità, anche standone fuori, ovvero non disponendo di alcun potere legislativo, amministrativo o burocratico che possa diventare oggetto di scambio e dunque di corruzione. Così come i congressi, locali, regionali e nazionali, devono favorire il ricambio dei dirigenti sui territori, per lo stesso motivo, tagliando letteralmente l’erba sotto i piedi ai piccoli e grandi potentati locali che ruotano attorno a personaggi inamovibili che gestiscono serbatoi di clientelismo che sono l’anticamera di favoritismi di ogni genere.
Lobbismo: siamo il paese del “si fa ma non si dice”, quindi l’ipocrisia imperante nel nostro sistema ci porta a fingere di non vedere quello che poi puntualmente emerge ad ogni nuovo scandalo, ovvero che le lobbies – ma guarda un pò – esistono ed agiscono, solo che lo fanno al coperto, tramite intermediari, faccendieri, personaggi del tutto oscuri all’opinione pubblica finchè i loro nomi non escono dalle carte di qualche inchiesta e comincia il solito giro di smentite, ricusazioni, smemoratezze da parte dei politici che hanno intrattenuto con loro stretti e proficui rapporti fino al giorno prima. Ora, sarebbe davvero il caso di smettere di considerare il lobbismo un termine dispregiativo, come tanta retorica sinistra, sindacale ma anche cattolica ha sin qui ipocritamente imposto, e di adottare soluzioni pragmatiche come democrazie molto più evolute della nostra hanno fatto da gran tempo. I lobbisti devono essere riconosciuti e regolamentati, e dunque anche strettamente controllati, come accade negli Usa, dove si dichiara apertamente chi sostiene e finanzia i partiti ed i singoli deputati del Congresso, e dove le pressioni e le richieste delle lobbies sono oggetto di aperta e pubblica discussione politica, tanto che gli uffici dei lobbisti sono nello stesso palazzo di quelli dei politici – chi sgarra dalle regole, è fuori, e non può più rientrare nel gioco, chiude con la politica, paga il proprio debito con la giustizia e si dedica ad altro. E se è vero che il sistema perfetto non esiste, è però altrettanto vero che questo, sin qui, ha dimostrato di funzionare meglio del nostro, se non altro in termini di trasparenza e di garanzia del bene pubblico, prova ne sia che la corruzione, specie aggravata ed endemica come si manifesta da noi ad ogni grande o piccola opera pubblica che veda la luce, è molto meno diffusa e soprattutto radicata – la certezza dei controlli e delle pene, funziona da efficace deterrente, e certo porre le lobbies alla luce del sole e regolamentare la loro attivitàè soluzione più convincente che mantenerle nell’ombra dell’ambiguità senza controlli come invece facciamo noi.
Regole: sappiamo tutti benissimo che l’eccesso di leggi è il brodo di coltura ideale per la corruzione, grazie anche al numero esorbitante di persone che, a vario titolo, hanno la possibilità di intervenire sugli appalti. Quindi è evidente che la via da percorrere è quella di una semplificazione, in tutti i sensi, accompagnata da una revisione, sia al tetto troppo basso imposto dalla legge Severino per la decadenza e successiva incandidabilità di un condannato per corruzione, sia al meccanismo vizioso dei controllori che finiscono sempre con il coincidere con i controllati, impedendo un reale sradicamento dei comitati d’affari che prosperano in questo comodo equivoco. Così come sappiamo che la lentezza della giustizia è un macigno che, stante i tre gradi di giudizio per arrivare ad una sentenza definitiva, pesa irresponsabilmente su tante candidature di indagati in attesa di giudizio ma non esclusi – giustamente – dalla vita politica. Dunque, bene ha fatto Renzi ad annunciare che tre leggi quadro – quindi strutturali – per aggredire contemporaneamente questi aspetti, corruzione, giustizia, pubblica amministrazione, verranno incardinate e presentate nei prossimi sette giorni, perchè la questione richiede una visione di insieme e non provvedimenti spot dettati dalla pressione del momento ma utili solo ad alimentare il garbuglio di norme già esistenti, e ne discuteremo dopo aver letto i testi per capire se la direzione presa sia quella giusta.
Ma la piega presa in questi giorni da certa stampa che, addirittura, è arrivata a rinnegare il garantismo e ad invocare condanne per direttissima sulla base delle sole intercettazioni, negando persino il diritto alla presunzione di innocenza ed al giusto processo, ci preoccupa molto di più della corruzione, a dire il vero.
Corrotti e corruttori, concussi e concussori sono certamente ed altamente dannosi per il nostro paese, ma coloro che cavalcano l’onda dello scandalo e del malcontento popolare per rinnegare l’orientamento garantista e proporre processi sommari sono molto più pericolosi, per il terribile salto indietro che vorrebbero farci fare, inaugurando un nuovo Terrore di stampo giacobino che è davvero l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno adesso. E sarebbe altamente auspicabile, in una fase difficile e piena di tensioni come quella che stiamo attraversando, che ognuno si assumesse le proprie responsabilità, stampa compresa – perché un conto è fare il watch dog del potere, un conto è diffondere irresponsabilmente tentazioni giustizialiste che, qualora avessero il sopravvento, ci metterebbero tutti nella condizione di essere condannati alla prima delazione, senza neanche il beneficio del dubbio. Francamente, dell’opera di questi mestatori possiamo fare a meno, specie se contribuisce solo ad alimentare ego smisurati e narcisi, tanto dediti a sè quanto pericolosi per gli altri.

Mi sembra tutt’altro che un pelo nell’uovo il politico che sfrutta pro domo sua il bicameralismo perfetto di cui predica l’abbattimento.
Poi, senza cercare il pelo nell’uovo, il PD è implicato nell’affare MOSE, il suo capo non poteva non sapere, quindi fatto grave, l’ormai ex sindaco di Venezia l’ha detto, certo andrà verificato, ma il coinvolgimento dei quadri dirigenti del PD pare ovvio.
Altra chicca renziana su cui gli afficionados sorvolano: nei giorni scorsi il governo alla Camera è andato sotto, non ricordo per cosa. Prontamente la rificolona ha ribattuto: al Senato sarà riprisitinato il testo originario. Ma come, non volevi abbattere la capacità legislativa del Senato? E Renzi non è il peggiore della banda. Avete visto gli occhi pieni di livore di Poletti appena contraddetto? Ma che gente è questa, da dove vengono?
La ricreazione, Marzio, è finita per il ducetto! Persone con un briciolo d’intelligenza si ribellano a una legge schifosa, e lui si indigna…..è proprio un Duce. Il 41% gli da alla testa, ma la ricreazione è finita. Per lui, e per i “suoi”.
La sapete l’ultima:
Il Mullah Renzi, a seguito delle elezioni Europee di cui sarebbe stato il vincitore se si fosse candidato, invece di prenderne le distanze per tutta la campagna elettorale, arriva a Pechino, mentre tutti i suoi colleghi vanno in Svezia.
Li i giornalisti subito gli chiedono: Do you speak English? Lui risponde ” Nomina sunt consequentia rerum”
….la ricreazione è finita, torniamo nei banchi ragazzi, sento i passi della maestra che rientra in classe….
Grazie amici,
Non posso che trovarmi daccordo con voi più che con la fanatica Chiara, che sembra una Mujaidin Renziana, per cui I vostri suggerimenti le sono utili e necessari.
Tuttavia non dimentichiamo che abbiamo sopportato Monti, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Amato e tutta la DC, solo diamoci daffare, l’abbiamo già spedito in Cina manca poco e lo spediamo all’Europa, come è giusto visto che è quella l’unica elezione che lui ha vinto e dove, diviso per 28, poco male può continuare a farci.
La conclusione di tante possibili scorrerie tra il comico e l’antropologico è che a credere di coinvolgere la rificolona Renzi in un discorso politico si fa un buco nell’acqua, ma quel che è peggio si interpreta il buco nell’acqua per storica eccezionalità e originalità del personaggio, quasi per un destino. E ci siamo perché per l’informazione cialtrona la rificolona è già un destino dopo cui sta il baratro. Del resto che aspettarsi da un popolo che ogni giorno si abbevera senza crederci a fogliacci spazzatura e a telegiornali per ritardati? Figurette alla Renzi emergono per collettiva negligenza, per il sentito dire che ci fa vili, e in fondo perché anche il nonno la pensava così. Un po’ di memoriaccia non guasta mai. Amen.
Ahahaha, se consideri che appena nominato (o autonominatosi9 presidente del consiglio, era gia a messa…..non diverso in questo dai suoi predecessori, in Italla, questa è la tristissima verità, se non sei prete, rosso o nero che sia, carriera non la fai…..ti scherniscono, ti mettono nell’angolo, ti evitano e ti danneggiano con l’esclusione. Poi Marzio, parli di ometti bruttarelli e si dice poco, quelli se non se li fila una sola donna, non se li fila nessuno,
Si perdoni il refuso da entusiasmo: intendevo un uomo di settant’anni con undici e non tredici figli.
Si può ironizzare quanto piace e non fa male, ma non dimentichiamo le vere chicche comiche della rificolona Renzi, l’ultima è ” apriamoci al mondo! “. Un vero ecumene della retorica cattolica, così come tutto in lui puzza di sacrestia equivoca detta e non detta. Pensa questo, Paolo: se i miei conti sono esatti Renzi, Del Rio e Nardella assommano insieme undici figli, e purtroppo non ho i dati degli altri renziani sfegatati da sagrestia mimetizzata. Ora undici figli in tre uomini che si aggirano fra i quaranta e i quarantacinque anni è come dire un uomo di settant’anni appunto con tredici figli, la moglie fissa in cinta ogni tre anni, il tempo di riprendersi e via. Si dirà; ma sono benvenuti perché combattono la denatalità. No, la denatalità si combatte passando dalla media di un figlio e mezzo a testa, e anche meno, a almeno due figli. I nostri tre eroi invece, papa boys senza più preservativo, hanno undici figli, il che sposta il discorso sulla loro bigotteria cattolica mascherata. Ci siamo capiti no? Un colpo e via al fonte battesimale dopo nove mesi. Ora gli interessati a non generalizzare diranno che queste sono questioni private in cui la politica è estranea. Invece no, poiché l’Italia è il primo paese dell’Occidente allargato, e in ciò realmente e non ironicamente virtuoso, in cui la politica è morta, il discorso deve instaurarsi a un livello unicamente antropologico, e alle chicche che gli danno spessore. Undici figli dei quarantenni o giù di lì Renzi, Del Rio e Nardella sono una chicca preziosissima, altro che attesa dei fatti sì o fatti no.
Ma scusa Marzio, la cucina vietnamita é (per me) la migliore al Mondo, la signora Agnese si fa una vacanza a sbafo, fa la “First Lady” di un non eletto, lui pure che si agita e tempo per le vacanze non lo ha, approfitta per farsi una bella vacanzina a spese dei contribuenti, chiamalo scemo.
Poi nella rificolona Renzi si celano chicche caratteriali, che le moltitudini in attesa di ciò che farà o non farà dovrebbero soppesare, avendo ben presente che se Tizio e Caio fanno la stessa scelta automaticamente la fanno diversa e con diverse finalità, appunto la finalità di Tizio e di Caio, per cui le chicche caratteriali sono molto importanti. Ne ricordo una della rificolana. Perché Renzi è andato ad Hanoi, ad omaggiare il mausoleo di Ho Chi Min? Per incoraggiare i nostri imprenditori in Vietnam e magari gli investimenti vietnamiti in Italia? Siamo seri, simili sciocchezze non interessano né il Vietnam né la Cina che hanno ben altre interessi geopolitici rispetto all’italietta. E’ piuttosto credibile che la rificolona fin dalla tenera età ascoltasse i sinistri di Rignano sull’Arno che ricordavano la storica sconfitta yankee, sinistri in odore di vetero stalinismo. Allora ecco l’idea geniale per recuperare i rottami dell’ex PCI, rendere onore a Ho Chi Min, il vincitore sugli yankee, dimenticando da ignorantello qual è che la guerra del Vietnam appartiene ancora agli strascichi della seconda guerra mondiale, e che oggi la sinistra radicale cavalca ben altre questioni e obiettivi. Mirabile esempio di uno che non ha capito un’acca dove stia il vecchio e il nuovo, anzi mirabile esempio del vecchio che avanza.
La giustizia sommaria con processi fatti su giornali o telegiornali NON E’ GIUSTIZIA ma giacobinismo e sete di vedere “cadere le teste”. In Italia, invece, dovremmo porci la domanda del perché una “Mani pulite” non sia bastata a risolvere la pratica del malaffare.
Lasciamo da parte il discorso sulle infiltrazioni mafiose, ma non c’è grande progetto o avvenimento EXPO o ogni altro che richiama l’attenzione del mondo su di noi, che non rifletta un’immagine contorta e deformata delle nostre capacità industriali e/o organizzative. Non è forse, dico e sottolineo forse, un problema a monte?
Troppe leggi nessuna legge, m’insegnarono fin da bambino, e la difficoltà nel fare costringe a volte a cercare vie non ortodosse, le quali aggiunte ai nostri storici problemi di criminalità ci portano a questi risultati.
Su questo tuo messaggio, condivido pienamente, ovvio che ci sarà un processo, ma davvero sarà difficile per gli interessati, e intercettati, dimostrare il contrario.
Quindi, processo o meno, per me sono e restano colpevoli, non si tratta di intercettazioni di terzi che parlano di loro, ma di loro stessi che parlano……..dunque, non vedo cosa la giustizia debba provare! Che un imitatore abbia parlato con la loro voce? Possibile, ma irrealistico……
Garantista significa che gli indagati sono presunti innocenti finchè un giusto processo – dove, secondo il nostro ordinamento, si formano le prove di accusa – non li dichiara colpevoli. La nostra storia, recente e passata, abbonda di casi clamorosi di abbagli giudiziari, che hanno distrutto vite e persone, di processi mediatici condotti sui giornali e poi sgonfiati in tribunale, di giudizi sommari non rispondenti a criteri di gisifizia secondo dirittto.
Quindi, invocare una condanna solo sulla base delle intercettazioni, senza passare per un giusto processo, non è solo una barbarie, ma è un pericolo per tutti noi. Immagina che qualcuno parlando di te al telefono, magari per vendetta i anche solo per scherzo, ti dichiari coinvolto in qualche giro di malaffare, sulla base della tua teoria scatterebbe per te l’arresto immediato. Come reagiresti?! Non credo molto bene, anche perchè una volta dimostrata la tua innocenza resterebbe il clamore dell’arresto con tutte le conseguenze devastanti sulla tua vita, stravolta per sempre. Pensaci.
Io non difendo i ladri ed i corrotti, difendo però il loro diritto – perchè è il diritto di tutti noi – ad un giusto processo, che li condanni sulla base di prove certe, e non sul solo ascolto delle intercettazioni.
Chiara, garantista si, deficiente NO! Questi qua, si sono arricchiti di milioni di euro rubando, ci sono le prove, e tu continui a far finta di nulla? Non sapevano? (come Scajola?!?)
Ma fammi il favore va….
Quando, invece del giustizialismo, finiré l’ipocrisia? Tipo l’assassino di Firenze, reo confesso, e il giornalista che dice “Il presunto violentatore….” , ma va, ma va….
In conclusione Chiara sei una liberale neofita del PD, il che mi porta a ribattezzare la politica italiana come un’agenzia di viaggi ” Oltre ogni limite “.
Ma ti ricordi il Bista di ” Gallina vecchia “:
– Beneee, beneeee, o icché ci sono le rificolone?
. Via, via Bistino un fammi ingrullire….
E per non rischiare la tua femminea suscettibilità, il riferimento a “Gallina vecchia” non riguarda te ma la rificolona Renzi, che inaugurò la sua ascesa a Palazzo Chigi andando in Tunisia. Boh?!?! Intanto mentre in Sicilia arrivano dai cinquecento ai mille disperati al giorni, che partono anche dalla Tunisia, il nostro dov’è? Ad Hanoi, per tessere il fondamentale rinnovamento della politica estera italiana, secondo nuove e geniali strategie. Doppio boh?!?!. Ona, ona, oh che bella rificolona…
Più delle chiacchiere di Renzi, interessa constatare che se la questione del Mose fosse stata resa pubblica il 15 maggio, Grillo avrebbe avuto il 40% e Renzi il 20%. Livorno docet. Chissà perché lo scandalo Mose è uscito solo ai primi di giugno, chissà? Ma gli scandali maggiori non sono l’Expo, il Mose, la Carige, ecc. Lo scandalo maggiore è offerto da Giorgio Napolitano che nel silenzio generale da Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura non avverte l’obbligo morale e politico di uscire di scena in punta di piedi per sconfessare e denunciare il degrado nella funzione politica della magistratura italiana. Sessanta milioni di pusillanimi ammutoliti assistono senza reagire a questo scempio e si affidano al primo pifferaio di passaggio che dallo scempio è stato partorito.
Paolo, siccome non capisci il valore del garantismo e del giusto processo, ed invochi la giustizia sommaria, ti auguro di incaparre in un simile caso in prima persona, così proverai sulla tua pelle cosa significhi l’inciviltà giuridica.
Quanto a Livorno, sei molto divertente, ma come al solito inventi. La vecchia dirigenza del Pd – non la nuova – che ha avuto la persistenza e l’arroganza di ripresentarsi, è stata punita dagli elettori con una perfetta rottamazione cui plaudo mentre nei comuni dove la nuova dirigenza Pd si è candidata ha vinto anche nei ballottaggi. Il caso Livorno non rappresenta nessuna rinascita, è un caso perfetto del vecchio autolesionismo insito nella vecchia sinistra ormai finita.
In sostanza Renzi è uno che dice che per diminuire gli infanticidi in Italia, occorre cambiare la generazione di quelli che copulano, a favore della sua.
Capisci perchè poi tutti lo guardano da Crozza.
@Chiara permettimi di dissentire, la corruzione in Italia è sistematica e non diminuibile, i casi di furto, infanticidio, omicidio, corruzione, statisticamente non sono diminuiti dalla nascita di Roma a oggi, chi promette il contrario mente.
Nessuno sano di mente, può pensare che diminuiscano questi reati nei prossimi mille anni, se non nella parte in cui vengono resi impossibili dalla tecnologia, ad esempio lasciando tutte le scelte e i controlli ai Cittadini via internet e se ci leggi Grillo amen.
Possiamo solo constatare che i politici delle Europee rubano meno, probabilmente perchè non riescono ambientarsi a sufficenza e che se torniamo ai popoli che si autogestiscono democraticamente e se leggi God Bless Veneto Indipendente amen, certamente se rubano lo vediamo subito: Non ci vuole molto a livello locale, fare i conti in tasca a tutti.
Ma i renziani non capiscono che i mali dell’Italia sono dell’Italia appunto e quindi occorre operare su confini e suddivisioni, che i ricambi di classe dirigente non servono a nulla più del botulino?
Infatti Chiara, la città di Livorno, FINALMENTE e dopo 70 anni, annientata dalla burocrazia e dalla inconcludenza a 360 gradi della classe dirigente del PCI/DS/PD di nuova e vecchia generazione, cambia pagina e si affida FINALMENTE a un cittadino fuori da questi schemi.
Quanto alle intercettazioni, cosa vuoi di altro come argomenti?!? La situazione che si crea, ogni volta, che si tratti di EXPO, MOSE, progetti X, Y e Z, è sempre la stessa, tangenti, mazzette, favori, mafia, per questo, a dispetto di tentativi che sono aborti, la situazione italiana è e resterà bloccata.
Riformare non basta e non serve assolutamente a niente, si deve ricostruire da ZERO, eliminando il consenso a tutte le forze politiche tradizionali di destra, centro e sinistra, e ripartire dalla gente, proprio come Livorno ha avuto il coraggio di fare!
Da Livorno, la chiave di svolta per la politica italiana, non dalle classe dirigente di un partito , il PD, invischiato nelle piu’ trite e meschine manovre per arricchire solo se stesso e chi fa carriera nel suo interno, idem per gli altri partiti.
Questa gente dovrebbe finire in prigione e restarci, le chiavi? Dopo averli rinchiusi, fare una bella parata come ai tempi dei Dogi, una bella cerimonia, e buttarle in laguna, dove il fondale sia il piu alto possibile.