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Da Monti a Vannacci: quando le élite alimentano ciò che dicono di voler combattere

Mi permetto qualche riflessione relativamente all’incontro fra Mario Monti e Roberto Vannacci a Cernobbio, una delle tante kermesse delle élite, che poco interessano ai cittadini, ma molto più accattivanti per i grandi media e la politica da salotto. Questo incontro-scontro-confronto mi ha comunque fatto pensare al fatto che è proprio gente come Monti (e Draghi) che ha fatto crescere il fenomeno Vannacci.

di Luca Bagatin | 7 Settembre 2026

Mi permetto qualche riflessione relativamente all’incontro fra Mario Monti e Roberto Vannacci a Cernobbio, una delle tante kermesse delle élite, che poco interessano ai cittadini, ma molto più accattivanti per i grandi media e la politica da salotto.

Questo incontro-scontro-confronto mi ha comunque fatto pensare al fatto che è proprio gente come Monti (e Draghi) che ha fatto crescere il fenomeno Vannacci.
Un po’ come la crisi dello Stato liberale e il clima politico del primo dopoguerra alimentarono quell’humus che portò all’avvento del fascismo mussoliniano, “grazie” alla sua incapacità di comprendere le esigenze popolari, marginalizzando le autentiche forze socialiste e di sinistra.

Fascismo mussoliniano che, nei fatti, come il vannaccismo, non è altro che l’altra faccia del liberal capitalismo e delle élite.
Gabriele D’Annunzio (colui il quale sognava “un comunismo senza dittatura”) e Alceste De Ambris all’epoca lo compresero. E lo comprese il repubblicano mazziniano Mario Bergamo che, mettendo al centro del suo progetto la questione sociale e proponendo un’alleanza fra repubblicani e socialisti, ovvero le due forze dell’estrema sinistra dell’epoca, si pose fra i primi quale argine tanto allo Stato liberale, quanto al fascismo.
I Monti, i Draghi e i vari cosiddetti “liberaldemocratici”, “riformisti” del centro, della sedicente sinistra e del centrodestra, continuano a non comprendere che proprio le loro ricette euro-oligarchiche non fanno che far aumentare i consensi dell’estrema destra.

Per anni la dirigenza UE ha imposto austerità e tagli alla spesa pubblica e sociale. Si è tagliato in sanità, welfare e istruzione. Oggi ci chiedono danari per riarmarci contro un nemico che vedono solo loro. La Russia. Che è anch’essa Europa. Solo perché si sono messi in testa di sostenere, “fino all’ultimo ucraino”, un’autocrazia corrotta né aderente all’UE né alla NATO. Seguendo i desiderata dei Presidenti USA di turno.

E parlano di un atlantismo anti-storico e che nulla ha a che fare con l’atlantismo responsabile della Prima Repubblica, attraverso il quale mai siamo ricorsi alle armi contro altre potenze. Con le quali dialogavamo e spesso commerciavamo.

I Monti, i Draghi, i Merz, i Macron, le von der Leyen che parlano di arginare il fascismo (che Paesi come Russia e Cina hanno peraltro sempre combattuto) e di un’Europa unita (sì, ma non parlano di una Europa sociale), da tempo hanno gettato le basi per l’ascesa dei Vannacci, delle Le Pen, delle AfD, ecc…
La Storia, dunque, sembra ripetersi.

Un tempo a denunciare le oligarchie europee e la crisi dello Stato liberale, come poco fa scrivevo, solo i D’Annunzio, i De Ambris, i Bergamo e pochi altri.
Ancora oggi lo fanno solo piccole minoranze illuminate (come Angelo D’Orsi e pochi altri), che hanno compreso che la causa del nuovo fascismo è il liberal capitalismo e i sepolcri imbiancati alla Monti e alla Draghi, oltre ad una maggioranza e ad una opposizione, in Italia, in linea con l’irresponsabile Agenda Ursula.
Ci sarà un futuro roseo?
Negli Anni ’20 e successivi di roseo non ci fu proprio nulla.
Era già troppo tardi.

Personalmente continuo a credere al buonsenso di persone come D’Orsi, Alessandro Di Battista, l’On. Dario Rivolta, il prof. Giancarlo Elia Valori, Paola Bergamo (nipote di Mario Bergamo) e a pochi altri.

Diversi fra loro per storia e orientamento politico, ma le cui lucide analisi fotografano una realtà che, fra qualche tempo, potrebbe essere ancor più tragica.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

Pubblicato in : Editoriale, SocialismoTag: D'Annunzio, d'orsi, dario rivolta, Di Battista, giancarlo elia vaori, mario monti, Vannacci

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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