Quando sei una capitale della cultura te la puoi tirare anche un po’. Quando hai la targa per un anno di città modello di cultura ancorché a livello italiano puoi e deve essere orgoglioso/a. Oggi, cioè quest’anno 2016 Mantova, domani 2017 Pistoia.
Se poi arriva il presidente del consiglio e scrive sul social che Mantova è bella da brivido c’è più da essere fieri di più.
E per i mantovani, che stanno a Mantova e per quelli che più o meno volontariamente non ci stanno più, una occasione di riconsiderare il fascino di piazza Sordello o di via Orefici, l’attrazione di quadri e musei, palazzi e cortili.
Essere capitale della cultura è insieme orgoglio e responsabilità. Tanto merito va a chi ci ha preceduto visto che tra Bonaccolsi e Gonzaga, Mantegna e Alberti ci sono stati principi e duchi, artisti e genialità che hanno costruito mattone su mattone, torre dopo cupola, la capitale da brivido Mantova, lasciando un’offerta artistica e museale di grandissimo pregio e richiamo.
Ma per fare capitale non basta entrare in un museo bello e accogliente. Quando sei una capitale della cultura devi avere anche attività da capitale, per quell’anno insuperabili, appunto come una capitale, in fatto di piccoli o grandi eventi, di presentazioni e manifestazioni, personaggi e stile. La pietra fa tanto, ma bisogna viverla. Paolucci docet.
La sala dei Giganti fa impressione già da sola ma se ci metti un’emozione dentro, sei ancor più capitale. E a volte sei capitale generale anche per un solo settore nel quale si eccelle, per il quale si ha un vero grande primato. Mantova è già da brivido vedendo quella magnifica cartolina del complesso Ducale – San Giorgio venendo dal ponte di Sparafucile, ma quel brivido va consolidato e riempito con i famosi contenuti.
Quei contenuti che ad esempio nella prossima capitale del 2017 Pistoia sembrano già essere belli chiari scodellati: moderno e innovativo sistema di biblioteche. Il problema dunque è riempire bene la targa di capitale, riempirla per l’anno di titolo di capitale e per gli anni che verranno, senza dimenticare che si parte già da una soglia alta: capitale del festival letteratura, capitale della sbrisolona, capitale della ragion di Stato Maria Bellonci Tu vipera gentile e capitale pure di uno stile di vita che unisce e alterna arte, artigianato, cultura e agricoltura.
Dove un tortello può essere un’opera d’arte e dove puoi gustare il cortile della Cavallerizza leggendo e pensando. Si è capitale fuori quando ti senti capitale dentro. .

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