Da “la nostra scorta è la ggente” a “La nostra scorta è l’aggente”.
Parola di Giggino & C. Eventuali e varie.
Ha un chiodo fisso, di quelli che soltanto i mentecatti hanno, quelli che non sanno autovalutarsi, quelli che sono malati di autostima, positiva e preziosa, specie per un giovane, se misurata e equilbrata. Come il coraggio , se usato con saggezza, quando non sfocia nella sventatezza impudenza e imprudenza. Ah , ecco. Il chiodo fisso di comandare, perchè di questo si tratterebbe, qualora ci riuscisse, l’Italia. A trentanni.
A mio gusto l’incaricata, insomma l’esploratrice è troppo gne gne e poco spontanea ma almeno è una signora. Non è poco, dopo le varie taverne e tutta la sguaiataggine il turpidume e la trivialità che ci circonda. Qualcuno mi chiede che cosa intendo per gne gne.
A Firenze, ma credo anche altrove, la gne gne è una che si lamenta sempre. Ma non è questo il caso dove, a mio avviso, significa troppo piatta, troppo seriosa, senza appeal e carisma anche se, devo ammettere è proprio ciò che il ruolo richiede.. una sciura padovana, come la gallina dalle uova d’oro. Ma un siamo mai contenti! Probabilmente sarà un’ottima seconda carica.
Si alle idee no alle ideologie che spesso sono irrazionali e dalle quali non è facile affrancarsi. Alcuni non realizzano che il comportamento che si adegua alla realtà cangiante non significa essere democristiani nel senso deleterio del termine. L’evoluzione è intrinseca all’uomo così come alla reltà che lo circonda, all’habitat. L’atteggiamento di politici odierni, contemporanei, anche intelligenti, che si dicono mille miglia lontani fra loro risulta monco di qualcosa. Di buon senso. Accordarsi non significa necessariamente fare inciuci. Mi è sovvenuto per aver ascoltato un deputato del piddi che considero preparato e intelligente. Costui sostiene che non c’è nulla che lo avvicini minimamente a Salvini. Ma si da il caso che viviamo sotto lo stesso tetto, soffriamo gli stessi disagi. Probabilmente proprio perchè ci sono persone come lui che non riescono a staccarsi l’etichetta dalla fronte. E poi si rimpiangono i vecchi politici quelli della prima repubblica, che hanno fatto errori madornali ma sapevano anche gestire strategicamente i governi e azioni propedeutiche varie. E dovrebbero, i politici di oggi, proprio in base alle esperienze passate, nè buttare i bambino con l’acqua sporca nè mantenerlo a tutti i costi nell’acqua tersa e calda. Bensì analizzare, ricordare e mettere in evidenza il buono che c’è stato, raccogliere ciò che è sparso e, con queste esperienze positive, creare un futuro apprezzabile per i nostri figli.
Montanelli diceva che non considerare il passato significa non avere un futuro. Non credo intendesse prendere il pacchetto completo, ma far tesoro delle esperienze dell’umanità, nel bene e nel male. Cercando di non reiterare il danno. Ma non pare che sia così, proprio perchè ciascuno si abbarbica alle proprie convinzioni stentoree roboanti e ormai obsolete senza fare autocritica o eterocritica. L’ideologia, una volta demitizzata, finisce col cessare di esistere come tale per ridursi a un nucleo di idee che l’ auto o etero-critica ha reso innocue; ma se l’ideologia si conserva globalmente intatta anche dopo il processo di demitizzazione, non si potrà che considerarla patologica. (Assist Itinerario estetico).
Questa campagna elettorale permanente e snervante è ciò che di più deleterio possa esistere per chi soffre e vive male la situazione attuale.
Esiste il rispetto, anche in politica e le estemporaneità di questi giorni proferite da Berlusca sono figlie delle offese infamanti profuse dal borderline dei penta. Non lo cito, non lo merita.
Comunque, si diceva, il rispetto umano per i vecchi e per i ruoli dominanti, nei vari stadi della vita, a noi lo hanno insegnato. Evidentemente a nostra volta non siamo stati capaci di trasmetterlo alle nuove generazioni, e lo vediamo ormai quasi quotidianamente anche nella scuola, di vari gradi. Dove certamente anche le sostanze e l’alcool a cui sono adusi già in tenera età, hanno un ruolo importante. Ma non se ne parla a sufficienza. Quasi fosse un affronto affrontare il pericolo.
E quando i buoi son già scappati e quando la bomba esplode prima di essere disinnescata da chi ne ha facoltà, tutti a stracciarsi le vesti e a strapparsi i capelli.
Nota a margine
Silvietto bello ha sbagliato. Non solo disoccupati ma anche lavoratori in malattia per stress da lavoro, da 8 mesi, che guariscono miracolosamente appena eletti. Nei cinquestelle, naturalmente. Intanto l’orologio batte i suoi colpi a mo’ di surrealista “Cantatrice calva” di ioneschiana memoria.
Carla Ceretelli

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