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DA ENZO TORTORA AL CASO GARLASCO

A me come a molti capita in queste settimane di essere bombardato da una marea di convegni a favore o contro il referendum sulla giustizia. Un supplizio che certamente non fa bene soprattutto ai comitati del SI! Mi spiego meglio: credete che riunendovi fra di voi per il SÌ in ogni luogo in Italia porterete un voto in più? Certamente non otterrete nulla di più in quanto ai vostri innumerevoli convegni verranno solo quelli che già hanno deciso di votare SÌ! Suggerirei di andare fra la gente comune bussando porta a porta, invece di sciorinare lunghe e farraginose tesi legali e costituzionali sarebbe opportuno ricordare quello che fanno da decenni le procure. Gli errori e gli orrori che hanno distrutto la vita di una moltitudine di cittadini/e che non avevano fatto nulla. Allora ricordategli che hanno combinato, a partire dal caso simbolo:

di Raffaele Romano | 17 Febbraio 2026

A me come a molti capita in queste settimane di essere bombardato da una marea di convegni a favore o contro il referendum sulla giustizia. Un supplizio che certamente non fa bene soprattutto ai comitati del SI! Mi spiego meglio: credete che riunendovi fra di voi per il SÌ in ogni luogo in Italia porterete un voto in più? Certamente non otterrete nulla di più in quanto ai vostri innumerevoli convegni verranno solo quelli che già hanno deciso di votare SÌ!

Suggerirei di andare fra la gente comune bussando porta a porta, invece di sciorinare lunghe e farraginose tesi legali e costituzionali sarebbe opportuno ricordare quello che fanno da decenni le procure. Gli errori e gli orrori che hanno distrutto la vita di una moltitudine di cittadini/e che non avevano fatto nulla. Allora ricordategli che hanno combinato, a partire dal caso simbolo:

Enzo Tortora che, fra il 1983 ed il 1987, il celebre conduttore televisivo fu arrestato per associazione camorristica basata sulle false accuse di pentiti. Simbolo degli errori giudiziari, fu assolto totalmente ma morì poco dopo, provato dalla vicenda. Mentre i suoi accusatori hanno continuato a fare una fulgida carriera.

Domenico Morrone: Condannato a 15 anni nonostante prove e alibi, è un caso citato come simbolo di sentenze ostinate, con quattro tentativi di revisione rigettati prima dell’assoluzione.

Angelo Massaro che ha scontato 21 anni di carcere per un omicidio mai commesso, a causa di un’errata interpretazione di un’intercettazione telefonica caso frequente.

Giuseppe Gulotta arrestato a 18 anni per il duplice omicidio di due carabinieri ad Alcamo che confessò sotto tortura. Dopo 22 anni di carcere, la sua innocenza è stata riconosciuta solo nel 2012.

Beniamino Zuncheddu un ex allevatore sardo, condannato all’ergastolo per un triplice omicidio. È stato considerato uno degli errori più gravi, avendo trascorso 33 anni in carcere prima dell’assoluzione nel 2024.

Angelo Massaro ha trascorso 21 anni in carcere per un omicidio mai commesso. Condannato nel 1995 sulla base di un’intercettazione interpretata anche questa erroneamente, fu assolto nel 2017 grazie alla revisione del processo che dimostrò l’infondatezza delle accuse. Questo caso ha acceso, ancora una volta, il dibattito sull’affidabilità delle intercettazioni e la necessità di una verifica rigorosa delle prove.

Serena Grandi, vita e carriera distrutte per un’accusa infondata rimase coinvolta in un’inchiesta su un giro di droga e prostituzione. La sua posizione fu archiviata solo nel 2009.

Gigi Sabani vita e carriera stroncate da accuse ingiuste.

Daniele Barillà: Imprenditore, vittima di un errore giudiziario eclatante.

Senza dimenticare procuratori simbolo come Nicola Gratteri che ha guidato numerose maxioperazioni contro la ‘ndrangheta tra Reggio Calabria e Catanzaro (2016-2023), culminate in migliaia di arresti cautelari. Operazioni come “Rinascita-Scott” (334 arresti nel 2019) hanno prodotto risultati giudiziari misti, con un elevato numero di assoluzioni in primo grado e polemiche sui risarcimenti per ingiusta detenzione. Nel 2003, un’operazione a Platì portò a 125 misure cautelari, con solo 8 condanne finali. L’inchiesta “Circolo Formato” (2011) portò all’arresto di 40 persone, tra cui amministratori locali poi assolti.

Si potrebbe continuare per ore ma, per tracciare una sintesi, in Italia si sono contate oltre 30.000 casi di presunta malagiustizia (tra errori giudiziari e ingiuste detenzioni) dal 1991 ad oggi, con una media di circa 1.000 all’anno. Lo Stato, cioè noi contribuenti, spende circa 30 milioni di euro all’anno in risarcimenti, con un impatto significativo delle ingiuste detenzioni con le custodie cautelari.

I costi per i contribuenti, dal 1991 al 2022, hanno toccato circa 930 milioni di euro in indennizzi.

Per gli Errori Giudiziari (sentenze definitive errate) si contano alcune centinaia di casi (circa 222 accertati fino al 2022).

Concludiamo con il caso di Garlasco dove lo scempio è ancora vivo e non si sa chi abbia commesso l’omicidio con accuse fra procure e carabinieri.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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