“Per quanto mi riguarda non e’ la prima volta che mi trovo ad essere accusato. Tanti anni fa fu Craxi ad andare alla Procura di Milano per denunciare Achille Occhetto e Massimo D’Alema per reati mai avvenuti. Allora era un gesto di un uomo disperato, umanamente comprensibile. Adesso c’e’ il calcolo cinico di un uomo che non ha esitato di offrire al paese uno spettacolo inconsueto di un presidente del Consiglio che si infila nel furgone della scorta
per arrivare alla Procura della Repubblica e gettare un’ombra
sugli avversari dell’opposizione”.
Quelle riportate, sono le parole di Massimo D’Alema pronunciate davanti ai segretari di sezione dei DS, convocati per sentirsi raccontare dal segretario Fassino, dal Presidente e dal tesoriere Sposetti, la loro “verità” sul risanamento degli oltre mille miliardi di debiti (in vecchie lire) attuato miracolosamente senza nessun aiuto da parte dell’UNIPOL di Consorte e Sacchetti.
L’incarico di risolvere i problemi finanziari, attraverso varie operazioni, era stato affidato ad una società controllata da Unipol e presieduta dallo stesso Consorte, ma, ovviamente, sono solo coincidenze.
Davanti ai segretari delle sezioni del loro partito, Fassino e D’Alema si sono atteggiati secondo il consueto copione: il primo esibendo ancora una volta i lucciconi agli occhi, come la Vergine che piange; il secondo irridendo alla memoria di un uomo distrutto, prima politicamente, poi fisicamente, grazie al contributo attivo del partito di D’Alema.
Forse proprio il cinismo e l’arroganza ostentati dal presidente DS in questa occasione sono propri di un uomo disperato e braccato ( quale deve sentirsi in questo momento D’Alema) più di quanto non si sentisse Craxi, se non altro per la diversa statura umana e politica dei due.
Ma anche con questa attenuante, le nuove offese, postume al leader socialista suscitano repulsa.
Ai socialisti che militano nei DS, a Boselli e a quelli dello SDI non chiediamo di rinnegare le loro scelte che sono politicamente legittime.
Chiediamo soltanto uno scatto di orgoglio. Dicano chiaro e tondo a D’Alema che certe cose non deve permettersele. E gli dicano anche che deve chiedere scusa.
D’Alema offende ancora Craxi
Lo ha fatto davanti ai segretari di sezione dei DS, convocati per sentirsi raccontare che il risanamento degli oltre mille miliardi di debiti (in vecchie lire) è stato attuato miracolosamente senza nessun aiuto da parte dell’UNIPOL di Consorte e Sacchetti.

Caro Mercanzin,
mi sembra tu stia equivocando….l’appello non era rivolto a quei “loro” che (come ben osservi) restano “ comunisti di cultura filo-sovietika e di questi bisogna si avere paura “; ma a tutti quei voltagabbana sedicenti “ socialisti che militano nei DS, a Boselli e a quelli dello SDI “ ……a questi si chiede “uno scatto d’orgoglio “. Ma è appello,a mio modesto avviso ,un poco retorico ,tanto per dire…..quale orgoglio pretendere da dei voltagabbana,da calcolatori pro domo sua , da chi raccoglie la bandiera quasi senza parere ,e poi se la rivende pretendendo di ricevere anche le lodi “ per essersi sacrificato,montando la guardia ad un barile vuoto”…..:questi dovrebbero chiedere scusa ,per il gioco di prestigio e per la presa per i fondelli a tutti gli elettori !
Purtroppo bisogna constatare ancora una volta che continua la “DOPPIEZZA TOGLIATTIANA”, e che quindi loro restano non comunisti solo (dei quali nessuno ha paura), ma comunisti di cultura filo-sovietika e di questi bisogna si avere paura. LA FALSITA’ E’ IL LORO CREDO!
NON FATE MAI QUELLO CHE VI DICONO E TANTOMENO QUELLO CHE FANNO
Purtroppo nonostante le Leggi, la giustizia non emerge: Vecchio adagio “chi ruba poco va in galera, chi ruba molto fa carriera!” Pensate a quei poveri diavoli che non rubano, né hanno mai pensato di rubare (che spero siano ancora molti altrimenti…ciccia): tutti alle forche come il povero Aldo Fabrizi ANTIFASCISTA.
ciao.
Giampaolo Mercanzin