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Cul de sac. Ci siamo alla grande. Eventuali e varie

Ma, perdidndirindina.. vorrà l’Europa assumersi responsabilità e accogliere quel che esce dal belpaese? No, non ci pensa nemmeno.

di Carla Ceretelli | 24 Luglio 2017

Grandi manovre sul fronte occidentale. Se da una parte siamo bacchettati prima  con il diktat “L’Italia chiuda i porti e blocchi i migranti in mare”, che arriva  dall’Est Europa e più precisamente da Viktor Orban e i leader del gruppo di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia) e poi dal giovanissimo rampante Kurz, che arriva al gran galoppo e  li vorrebbe tutti compressi nelle isole,  il nostro premierino, il conte insomma, fa la vocetta grossa da chioccia che era. E si permette di affermare che, giustamente, l’Italia sta facendo quel che deve e l’Europa no. E auspica, anzi pretende,  che questi cambino idea. Ma, perdidndirindina.. vorrà l’Europa assumersi responsabilità e accogliere quel che esce dal belpaese? No, non ci pensa nemmeno. D’altra parte avranno le loro ragioni. E ci sembra d’essere al giardino d’infanzia. Peccato che l’erba voglio non nasce neppure nel giardin di Boboli, insomma  del RE.

E’ odioso questo autoritarismo mitteleuropeo sbirciante ad est, ma così impariamo, a comprendere  tutti in un grande abbraccio. Infatti    li abbiamo accolti con i tappeti rossi   nell’ Unione.  Per fare più grande la Scozia.  E,  se la Anghela   spingeva, ad un certo punto della storia,  l’Ue alla solidarietà, in Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e soprattutto Ungheria cresceva il fronte anti-profughi. Un ovvio  paradosso dato che  quei paesi sono stati in un recente passato simboli dell’emigrazione.

E pensare che qualcuno avrebbe voluto anche la Turchia…

Chi ha ascoltato quanto affermato davanti alle telecamere dal giudice ha recepito esattamente  che  il clandestino avrebbe reagito per legittima difesa ad un fermo di polizia. Ulteriore dimostrazione che ormai si sguazza tra le ceneri del diritto. “il Diallo non aveva intenzione di uccidere, ha solo cercato di difendersi , di reagire alla cattura ed ha agito in uno stato di concitazione…”.  Dunque  si è trattato di legittima difesa. Se un ladro, o comunque qualcuno entra in casa tua magari di notte, non invitato, devi alzare le braccia e lasciarlo agire indisturbato senza reagire,  ma se un clandestino accoltella un agente in servizio, seppure involontariamente, ma il coltello ce l’aveva,  beh, in fondo va capito. Le motivazioni di questo provvedimento, cioè della scarcerazione, che paiono dettate  dalla necessità di procedere all’espulsione dell’extracomunitario senza far partire un ingranaggio farraginoso, sono comunque sconcertanti.

Ma, per non farci mancare nulla assistiamo anche al bagno in burkini, naturalmente legittimo.”Eh, ma se una donna occidentale prende il sole in una muta da sub, nessuno le dice nulla”. Al di la’ del fatto che la donna occidentale con la muta a prendere il sole non si è mai vista,  anche se lo facesse non penserebbe mai che colei  che non segue il suo esempio e’ una peccatrice.

E non vogliamo dire  della taglia di 50 mila dollari, ops euri, come nel far west.  L’hashtag WANTED  gira ormai sul web e sui social e  non solo e tutti si sono svegliati dal torpore lugliesco e soffocante alla ricerca di Igor. Il  quale di sicuro ormai nei mari del sud se la ride prendendo per il naso tutti quanti.

Ma all’orizzonte riappare il Re sole, splendido splendente,  in una  nuova alba calda e confortante. Il torello è pronto per la monta, anzi per la rimonta. No, nulla di erotico. Ma il leone ruggirà ancora. Piaccia o non piaccia, finchè avrà fiato.

Nel mentre  si assiste alla consueta sceneggiata del cambio di giacchetta. Dopo Costa e Cassano  i partitini e i partitelli il cui acronimo mi porta via di testa, si stanno sfaldando vieppiù. Chiaro, senza il vincolo di mandato, del quale sono grande sostenitrice, non può succedere altrimenti. I detrattori del quale, in nome di una libera  scelta non si rendono conto che la libertà individuale dovrebbe finire quando comincia quella altrui e  quella collettiva. Chi ha fatto campagna con una bandierina in mano, che gli ha regalato l’agognata poltrona o poltroncina,  dovrebbe sventolarla fino alla fine della legislatura, pena la decadenza del mandato stesso o, al massimo, accontentarsi di  uno strapuntino nei gruppi misti.

Tutti dunque in fila ordinata verso l’ovile  caldo e suadente che li riporterà, forse, sullo scranno, quanto meno sullo zerbino in lista d’attesa. Mentre il popolo sta agonizzando in una siccità senza precedenti. Ma qui la colpa morì  fanciulla. Ops, no no, qualcuno la affibbia a Trump, non chiedetemi perchè.

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: autoritarismo, europa, italia, legislatura, mare, polizia, repubblica

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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