Noi italiani, si sa, cavilliamo. Il sofisma furbesco, l’artificio capzioso, l’arabesco intellettuale, sono il nostro vero sport nazionale ed in questo, ammettiamolo, non siamo secondi a nessuno. E’dunque assolutamente naturale trascorrere le nostre ferie d’agosto a disquisire sottilmente sulle ragioni di chi vorrebbe ricostruire una maggioranza di governo senza andare alle urne, e su quelle di chi invece non concepisce altre soluzioni che il ricorso al voto. E mentre si dibatte amabilmente, da fini giureconsulti degni eredi di Azzecagarbugli, sul fatto che tecnicamente hanno ragione coloro che vogliono il ribaltone mentre costituzionalmente hanno ragione coloro che vogliono il voto anticipato – e già questa evidente discrasia tra dettato costituzionale e sistema bipolare dovrebbe farci riflettere, se avessimo ancora una testa salda sulle spalle – si continua a guardare il dito invece che la luna che quello indica.
Perché la domanda è una sola: ma che cosa risolverebbe ora un nuovo turno elettorale?! E d’altro canto: come accidenti si esce da questo folle cul de sac bipolare che ci inchioda alla nostra stessa impotenza politica, civile e sociale?!
Le ragioni di chi vuole il voto sono chiare e niente affatto meritorie: Berlusconi lo considera una mera prova di forza con cui schiacciare definitivamente ogni velleità leaderistica di Fini; la Lega, che stante gli ultimi eclatanti risultati elettorali non ha alcun bisogno di una prova muscolare avendola già ampiamente fornita, vede però il voto come una concreta possibilità di mettere la freccia e di iniziare il sorpasso a destra. Va da sé che né l’uno né l’altra hanno la buona fede di ammettere che con questa legge elettorale illiberale che ha sancito lo strapotere della partitocrazia non ci sarebbe possibilità alcuna di cambiamento offerta agli elettori che dunque andando a votare perderebbero solo – e diciamolo senza ipocrisie, per la miseria – il loro tempo. E questa è la risposta alla prima domanda che ci siamo posti: un nuovo turno elettorale non risolverebbe nulla rispetto alla nostra situazione politica, servirebbe solo ad un regolamento di conti interno al centrodestra che francamente ci sembra del tutto ingiusto far pagare alla spesa pubblica già gravata oltre ogni possibilità. Berlusconi, Fini e Bossi si vedano dietro il Convento delle Carmelitane scalze, come si usava in tempi meno ipocriti di questi, e si sfidino a duello: il risultato sarà chiaro, la spesa del tutto contenuta e coperta peraltro dall’assicurazione sanitaria dei parlamentari.
Intanto, il Pd, che ha più paura del voto che del fantasma di Stalin, si affanna a vociare che con questa legge elettorale “scandalosa” – parole di Rosy Bindi – non si può votare: o bella, eppure questa legge fu voluta anche da loro, con l’entusiastico sostegno di Massimo D’Alema, ci avrà mica preso per bischeri smemorati il partito che non c’è?! In tutta la vicenda dell’attuale crisi della maggioranza abbiamo sentito Bersani ripetere fino allo sfinimento una sola frase: “Bisogna che Berlusconi se ne vada” che è un po’ come il “delenda Carthago est” di Catone il Censore, una via di mezzo fra una fissazione ossessiva-compulsiva e la patente incapacità di riconnettere il neurone ancora in circolo e partorire uno straccio, anche solo un brandello, di idea politica. Sorvoliamo sulla Bella dalle lunghe ciglia, ovvero Casini, che flirta con tutti ma poi non se la prende nessuno, su Bello Quaglione Rutelli che dice poco e mai nulla di minimamente significativo, sugli arrembaggi spericolati alla lingua italiana di Di Pietro, che aspira alle Idi di Marzo nel ruolo di Bruto ma sembra più il Commissario Basettoni alle prese con la Banda Bassotti, ed il quadro è completo. Allora, la risposta alla seconda domanda, ovvero come si esce da questo devastante cul de sac bipolare è: stando così le cose non se ne esce, e di questo dobbiamo ringraziare tutti quei signori sopra citati che hanno costruito un meccanismo chiuso, partitocratico, illiberale di cui oggi viviamo le conseguenze ultime e degenerate, di cui siamo letteralmente prigionieri, privi di ogni e qualsiasi strumento democratico per liberarcene, schiavi di una oligarchia fondata su lobbies economiche e di potere che non recede di un millimetro dalle proprie posizioni, consegnati mani e piedi ad una schiera di ignoranti asserviti che occupano le istituzioni per il solo merito di essere muti e consenzienti. Questa è la vera cancrena italiana che, ci dispiace per Bersani, non è causata da Berlusconi, perché lui e tutti gli altri, a destra come a sinistra, sono invece la conseguenza di un sistema che ha preso il via con Mani Pulite e si è poi insediato sulla partitocrazia assoluta. Sarebbe dunque oltremodo commendevole che i responsabili di tanto disastro facessero pubblica ammenda delle loro colpe, si assumessero la responsabilità del disastro politico, istituzionale ed amministrativo in cui ci hanno piombati e si decidessero ad avviare una riforma seria, completa, profonda e basilare di un intero sistema che non funziona più neanche come cane da guardia della conservazione del potere. Ma poiché non lo faranno, prepariamoci alla stagione della Lega: certo, se un tempo dicevamo di non voler morire democristiani, la prospettiva di morire leghisti ci piace ancora meno – ma se si continua a guardare il dito invece che la luna, prepariamoci ad indossare la camicia verde. Il presunto tiranno cadrà, ma noi ci faremo più male di lui.
Chiara Boriosi

e fai bene Chiara! La politica la fa solo chi vuole guadagnare tanti soldi, almeno oggi. Se i politici avessero salari normali, allora se ne potrebbe riparlare, ma cosi io non credo piu’ a nessuno, troppi privilegi e troppi soldi in gioco per potermi far ricredere sui politici.
Cari amici, cercherò di rispondere a tutti con un solo intervento. Intanto chiedo venia, perchè sicuramente se sono stata fraintesa su almeno due punti è colpa mia: Primo- non penso affatto che Berlusconi “poveretto” si sia trovato a dover gestire una situazione non creata da lui, penso invece che il Berlusconismo sia l’effetto e non la causa della deriva falsamente bipolare, ma di fatto conservatrice e partitocratica, che ha preso il via con Mani Pulite. Secondo: non rimpiango affatto gli anni ’80, rimpiango invece – e l’ho scritto di recente anche su questo sito – che le forze laiche, liberali, riformiste e repubblicane si siano fatto trovare impreparate nel momento in cui è esploso il giacobinismo giudiziario, perchè quello era il momento di agire e di mettere in campo idee, persone, risorse umane per dare risposte valide alla crisi politica del nostro paese, invece di lasciare che fosse la magistratura a deciderne le sorti.
Detto questo, vorrei anche specificare quanto segue: io scrivo spinta da quella che una volta si chiamava pasisone civile, e questo, e solo questo, è il mio modo di fare politica, ovevro di partecipare alla “politeia”: proporre delle analisi della situazione e dare la possibilità a chi legge di confrontarsi su questi temi. Per mia natura, non potrei mai assoggettarmi ad un partito politico, perchè non potrei accettarne tutti i compromessi e dunque non mi candiderei mai a nulla, sia pure una presidenza di bocciofila. Non sono una moralista nè una facile Cassandra, semplicemente esprimo una mia personale visione delle cose e cerco il confronto ed il dialogo con gli altri. Temo che il cul de sac bipolare sia di difficile risoluzione, credo anche però che se avessimo voglia di ricordarci delle prerogative del nostro ruolo di citatdini questo sarebe il momento giusto per creare un movimento di opinione ed esercitare una forte pressione per riformare un sistema democratico che così non può più funzionare. Infine: ho scritto anche di scuola, di pensioni, ecc. ma poichè non amo i tutologi, scrivo di determinati argomenti a ragion veduta, ovvero quando si prospettano soluzioni, riforme o proposte di legge che incontrano ao meno il mio favore. In una parola: scrivo da cittadina, e come tale vi prego di accettarmi. Grazie a tutti voi per i vostri interventi.
condivido pienamente il suo giudizio su questo momento politico,e appunto per questo ora è il momento dell’agire, si butti..faccia politica attiva, perchè un conto è commentare fare critica ma un conto è andare sul campo..lei comunque ha le qualita e la capacita per affermare le proprie convinzioni.
cordialita
Condivido in pieno l’analisi di Chiara anche sul punto che riguarda la fine della Prima Repubblica: i partiti della Prima Repubblica andavano riformati e non cancellati; come è avvenuto in Germania o in Francia(dove gli scandali per le tangenti hanno colpito personaggi come Kohl..). In tutti i paesi europei ci sono partiti(e non generici movimenti personalizzati senza democrazia interna..) che si richiamano alle principali tradizioni politiche e culturali e questo non avviene solo in Italia dal 1992 ad oggi. Come uscirne non lo so perchè il post Berlusconi, il quale è già iniziato sia che si vada a votare subito sia che la legislatura venga portata avanti stancamente, appare davvero nebuloso. Quello che è certo è che nel post Berlusconi avrà un ruolo centrale la Lega proprio perchè è l’unico partito della Prima Repubblica rimasto in piedi e che paradossalmente non fa che copiare un antico partitone messo in soffitta ovvero il Partito Comunista Italiano. Per Fini invece finito il massacro mediatico si preannuncia un posto ai giardinetti della politica insieme al suo predecessore alla Presidenza della Camera Bertinotti. Quello che è certo è che il post Berlusconi, almeno in teoria, potrebbe aprire spazi politici anche per proposte politiche diverse magari persino laiche e liberaldemocratiche ma ad oggi non si intravede chi possa davvero costruire una tale offerta politica. Magari se ci fosse uno sponsor per Chiara si potrebbe pure fare….
Chiara saprà rispondere alle critiche. Intanto non mi pare che il suo scritto manifesti rimpianti legati a particolari particolari periodi politici o sistemi elettorali. L’elemento centrale, che condivido insieme al giudizio sulla crisi estiva, è piuttosto il vedere l’attuale momento come inevitabile-non evitato approdo. La degenerazione partitocratica non è nata dopo Mani Pulite, e forse la frase di Chiara sul punto è da rileggere. Possiamo avere rimpianti solo per momenti in cui abbiamo avuto alcune o maggiori speranze di piccole o Grandi Riforme.
Quanto alle proposte di cose concrete, socialisti liberali e radicali hanno nelle loro storie tanti buoni progetti da riprendere, nei diversi campi. Non sarà una riforma elettorale, anche la più intelligente, a consertirne la realizzazione. Chiederei però almeno l’abolizione del quorum nel referendum, tanto caro ai governanti a turno. Se crediamo nella democrazia come controllo dei governati sui governanti, e non viceversa..
Vedi Chiara, se fosse solo questione di bipolarismo, o quella di avere come una volta 10, 20 partiti e partitini, credi davvero che l’Italia cambierebbe?!? Se ci fossero i cervelli, anche col sistema cosi come é, ci sarebbero i programmi, ci sarebbero le idee, si potrebbe cercare di applicarle!
Stai tranquilla che se scomponi i due poli, ottieni a destra , al centro e a sinistra, un pollaio di galletti e galline che si beccano su tutto, l’Italia forse sarebbe piu’ democratica, ma resterbbe sempre la stessa.
non rimpiango certamente gli annii ’80 come trasuda da questo articolo “borioso” gli anni del debito pubblico che è raddoppiato, e che noii stiamo pagando, delle grandi “ramazzottinate” milanesi, vi ricordate la canzone di Barbarossa yuppis, e che ci hanno portato a mani pulite. Questo nn vuol dire che responsabilitrà non ci siano state in questi ultimi anni, ma dare adosso a tutto e tutti è quello che la destra e alcuni “millantatori” riformisti stanno facendo ormai da anni.
Purtroppo ,caro Governanti ,l’unico in grado di “agire”,in questa situazione ,sarebbe un novello ” robespierre”,ma non mi appare un suggerimento storicamente e politicamente perseguibile. Potrebbe essere ,ove possibile , il mettere in piedi una colossale raccolta di firme per presentare una legge veramente e l e t t o r a l e di iniziativa popolare , e quindi procede alle “scelte” di più certi “onorevoli”. Ma con tanti vassalli,valvassori e valvassini disseminati per il Paese , come si fa ?
Non entro in merito all’interpretazione, che possiamo o no condividere, della farsa politica estiva, frutto forse di un deficit “politico-istituzionale” degli interpreti, ma sicuramente chiara dimostrazione del pensiero corrente: il faccio tutto mi del cavaliere di Arcore (volevo scrivere di Cervantes, ma l’abisso è incolmabile), spalleggiato da cortigiani e sodali e il tirare a campare di Bersani per il quale è meglio gestire il poco o tanto che ancora ha il PD che perdere le lezioni, specialmente se le dovessero affrontare con questo spirito e con questi uomini di vecchio apparato., senza uno “straccio” di programma e di proposta alternativa.
Non condivido l’affermazione che “la vera cancrena” non è causata da Berlusconi che, poveretto, si è trovato a gestire una situazione causata da un sistema che “ha preso il via con Mani Pulite” e ha dato vita alla “partitocrazia assoluta”.
Non sono un difensore di quel periodo. Ma sarebbe giusto riconoscere che, pur nella sua azione devastante verso una politica corrotta, ha dato l’illusione ai cittadini che contavano qualcosa (ma siccome al fondo non c’è fine … ergo … l’assolutismo partitocratico stupendamente interpretato da Berlusconi circondato da una classe politica di infimo livello). Sono di quel periodo, se non erro, un provvedimento sull’immunità parlamentare e un referendum sul finanziamento pubblico dei partiti. Cosa è rimasto di questi provvedimenti? O, meglio, come sono stati superati quei provvedimenti?
Se ci troviamo in questa situazione da basso impero, la colpa non può essere, in ciò concordo, solo di Berlusconi … e non solo del PD o di Casini o di Di Pietro, ma di una politica priva del fondamento Etico e di una classe di intellettuali che ha lasciato che la politica la sovrastasse.
“Sarebbe commendevole che i responsabile di tanto disastro (penso siano i politici o no?) facessero pubblica ammenda … “.
Signora Boriosi non è che sta facendo come il cane che cerca di mordersi la coda e gira su se stesso? Ma le pare logico che ha combinato il pasticcio si accusi, quando potrà indicare altri? Le sembra possibile che i segretari di partito oggi cambino una legge porcata che li può riportare al potere ?
Le risposte lei le conosce bene visto che conclude con un rassegnato “prepariamoci ad indossare la camicia verde”.
A lei e ai tanti intellettuali o politici nascosti che conoscono bene il male e la causa di esso, non può bastare mettere il dito nella piaga e poi tirarlo via. Una terapia bisogna indicarla e parteciparla.
Non me ne voglia, ma è arrivato il tempo dell’agire, parlando di economia, d’informazione, di lavoro, di scuola, di giustizia uguale per tutti, di legge uguale per tutti, di conflitti d’interesse, di corruzione …
Ne conviene?
Distintamente
Caro Daniele, come darti torto? Ci siamo impeganti a fare sempre peggio, purtroppo.
diceva un filosolo greco “ogni popolo ha il governo che merita”
evidentemente noi italiani non meritiamo nulla di più