Tutti con le cuffiette. O quasi. Una moda dilagante, una pratica che attraversa generazioni e classi sociali. Il manager con gli auricolari a sentire Despacito, e fa finta di telefonare ai colleghi, e la ragazzina che cammina a ritmo di Subeme la radio.
Auricolari nelle orecchie anche di signori attempati e sopra gli orecchini di signore con collane di perle, cuffie da dj anni Settanta sulla testa dei più giovani. Cuffiette benedette o cuffiette maledette? Vedi che in giro nessuno più parla con l’amico o l’amica vicini ma parlano alle cuffiette o ascoltano musica negli auricolari. A proposito di relazioni sociali: stiamo proprio messi bene!
Ragioniamo a livello mentale con strofe e ritornelli, dialoghiamo in contatto effimero via voce, quando va bene o via digital, ancor più spesso. Il massimo è quando vedi questi signori sui 40 e 50 che fanno le stesse cose dei loro figli di 18 venti o 25 anni e mentre si sparano nelle orecchie motivi più o meno di stagione si scambiamo emoticon con la leggerezza di un liceale.
Benedette cuffiette, benedetta moda! Il clou del costume con cuffiette debordanti ritornerà quest’estate tra ombrelloni e disco beach, tra ritrovi storici e nuovi festival sui vari lungomare.
Ma siamo sicuri che avere le orecchie tappate da musica e da cellulari ci faccia davvero bene? Siamo sicuri che comunichiamo con la stessa intensità? Siamo sicuri di stare bene?
Due cose di base vanno dette con chiarezza. Che c’è un’età (tipica) per gli auricolari e per le cuffie multicolori tipo dj anni Settanta e c’è un età per Così come non tutti sono da infradito sia a livello di età sia a livello di luogo, così non tutti e non tutte sono da ipod: diciamocelo! Il cinquantenne che sta con gli auricolari mentre va al lavoro in ufficio come il ventenne che esce dall’università ci dice sicuramente qualcosa di subliminale.
Se poi sia va invece sui nonni dai 65 e 70 in su che si godono la meritata pensioncina in giro con i nipotini beh lì l’immagine della nonna e del nonno con gli auricolari assume tutto un altro sapore, quasi da “che volete, sto con i nipotini”.
E poi va detto che in certe condizioni le cuffiette e gli auricolari sono perlomeno rischiosi perché non ti fanno sentire i rumori e i suoni che possono portare rischio e pericolo.
Cosa sente davvero, del mondo che gli sta attorno, un motociclista che sotto il caso ha un auricolare del cellulare e magari sull’altro orecchio l’auricolare della musica? Un rischio per sé e per gli altri.
Cosa sente davvero l’automobilista alla guida di un’auto che ha anche un solo orecchio tappato dal cel o dall’ipod? Viviamo così immersi nella moda e nella moda di copiarci, ma leggeri nella valutazione dei rischi che il non sentire ci fa correre. E magari corriamo anche. Come se sentissimo tutto bene. Una meraviglia.
Fabrizio Binacchi (con Voce di Mantova)

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