Ci sono
capitato per caso, cercando di arrivare in stazione per prendere un treno.
Otto del mattino e mi ritrovo il viale della
stazione ostruito da centinaia di ragazzi, nessuno si sposta per lasciare
spazio a chi transita da e verso la stazione.
Non è maleducazione, anche perché si comprende
che in tal senso non c’è mai stato un cenno di insegnamento serio.
Non ti vedono proprio, deambulano quasi tutti
come zombie intenti a guardare gli schermi dei telefonini, a fare selfie o ad
ascoltare Rap, sedicente musica sparata a 10000 watt .
Un frastuono di frasi fatte unite in rimacce
gracchiate a infiniti decibel con qualche suono di sottofondo .
Questo bordello parte da alcuni camioncini
diesel con motorizzazioni euro sottozero piazzati lungo la via, con i pianali
stracarichi di mega amplificatori e con tanto di DJ alla consolle.
Autobus stracarichi di baldi giovani
manifestanti, non ho visto un cagnaccio cedere il posto ad uno dei tanti
anziani pigiati forzatamente in piedi a causa dell’evento straordinario.
Stamane leggo sul quotidiano locale una decina
di interviste a questi Robin Hood dell’ambientalismo.
Risposte alla domanda “cosa fai tu per
l’ambiente?” “al mattino mi faccio una doccia veloce e fredda per risparmiare
energia”; “cerco di comprare oggetti in plastica riciclata e non plastica
nuova”, “bevo Coca Cola solo in bottiglia di vetro per evitare le bottiglie di
plastica”;“ metto i jeans all’aria anziché lavarli per evitare l’inquinamento
dei detersivi” e via “amenando”.
Si sono poi tutti dimenticati che uno dei
peggiori fattori di inquinamento e degrado dell’ambiente e delle nostre città è
il brutto, il brutto in genere e nel mezzo del can can il brutto trionfava.
Cari ragazzi, buono il fine teorico, ma i mezzi
usati aumentano la catastrofe in corso.
L’energia bruciata per alimentare i 10000 watt,
sparati per quattro lunghe ore lungo la via, quanti non chilogrammi, ma
quintali polveri sottili ha immesso nella nostra comune atmosfera?
I 200 o oltre decibel che inquinamento sonoro
hanno provocato, che danni al nostro udito?
Avete idea di quanto inquina un telefonino dalla
produzione, alle ricariche, al fine vita utile e quanto sia difficile smaltirlo
e pressochè impossibile riciclarlo?
Per produrre una bottiglia di vetro quanta
energia dobbiamo consumare? Quante polveri sottili ne derivano sulla nostra
aria in chilogrammi?
La plastica riciclata, tra massimo dieci anni
quando inevitabilmente reticolerà e cadrà a pezzi, dove ce la sbattiamo? Non vi
dico la risposta che ho in mente.
I luoghi comuni dell’ambientalismo, iniettati in
rete in modo da promuovere questo o quell’interesse, rischiano di peggiorare la
situazione.
Bene l’urto e la sensibilizzazione sui temi
ambientali dati all’origine dall’iniziativa di Greta, ma così banalizzata
l’iniziativa diventa Gretina.
Consiglio non richiesto ai ragazzi e soprattutto
ai professori che hanno avvallato questa manifestazione: approfondite, studiate
a fondo il problema in termini matematici, andate oltre i luoghi comuni
mediatici.
L’automobile elettrica intesa come “vita
energetica” dalla materia prima allo smaltimento è veramente una soluzione al
problema dell’inquinamento o ci è stata propinata come tale?
L’attuale plastica pur riciclata dopo due o tre
cicli produttivi dove la mettiamo, quanta energia serve per riciclarla, quali
sistemi produttivi bisognerebbe usare per riciclarla?
Quanti chilogrammi di polveri sottili vengono
immesse nell’aria per le ricariche del mio telefonino?
E mille altre.
Ci sono ricerche approfondite in merito a questi
quesiti. Dove sono? Perché gli scienziati che portano avanti queste ricerche e
relativi risultati sono silenziati dai media? Fa comodo a qualcuno il populismo
ambientale Gretino?
Vedrete che l’argomento non è così banale, esige
studi profondi, cambiamenti importanti dei nostri comportamenti, esami di
coscienza fuori dal gregge.
Sono in grado io di accettare questi
cambiamenti, di rinunciare a consuetudini che non ho mai pensato fossero
inquinanti?
E basta avere il telefonino sempre acceso e
cambiarlo ad ogni presunto aggiornamento e basta chiamare mamma o papà e fare
due chilometri a piedi anziché in macchina e basta girare in t shirt in casa
all’inverno ed infilarsi un bel maglione e tenere il riscaldamento al minimo e
basta stare con il maglione in casa d’estate e infilarsi una bella t shirt e
tenere l’aria condizionata spenta…….e basta ascoltare Sfera Ebbasta a 10.000
watt.
Fiorenzo
Da Ros

Il problema esiste, sicuramente, ma forse è diverso da quello che si può pensare al primo approccio. Il clima è cambiato e continua a cambiare per due fattori: uno oggettivo “il clima cambia come è sempre cambiato” ed uno soggettivo “se parliamo 20 volte al giorno di temperature (pensando di parlare di clima) ci rendiamo conto di quanto fa freddo e quanto fa caldo”.
Trovo mirate le parole del prof. Prodi quando afferma che le temperature probabilmente stanno variando in un ambito “normale” mentre è l’insieme dei fattori climatici che deve essere compreso e studiato e per quanto già studiato e compreso, divulgato in modo opportuno.
L’ambiente è una macchina complessa