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Cronaca di una manifestazione Gretina

Consiglio non richiesto ai ragazzi e soprattutto ai professori che hanno avvallato questa manifestazione: approfondite, studiate a fondo il problema in termini matematici, andate oltre i luoghi comuni mediatici.

di Fiorenzo Da Ros | 30 Settembre 2019

Ci sono capitato per caso, cercando di arrivare in stazione per prendere un treno.
Otto del mattino e mi ritrovo il viale della stazione ostruito da centinaia di ragazzi, nessuno si sposta per lasciare spazio a chi transita da e verso la stazione.
Non è maleducazione, anche perché si comprende che in tal senso non c’è mai stato un cenno di insegnamento serio.
Non ti vedono proprio, deambulano quasi tutti come zombie intenti a guardare gli schermi dei telefonini, a fare selfie o ad ascoltare Rap, sedicente musica sparata a 10000 watt .
Un frastuono di frasi fatte unite in rimacce gracchiate a infiniti decibel con qualche suono di sottofondo .
Questo bordello parte da alcuni camioncini diesel con motorizzazioni euro sottozero piazzati lungo la via, con i pianali stracarichi di mega amplificatori e con tanto di DJ alla consolle.
Autobus stracarichi di baldi giovani manifestanti, non ho visto un cagnaccio cedere il posto ad uno dei tanti anziani pigiati forzatamente in piedi a causa dell’evento straordinario.
Stamane leggo sul quotidiano locale una decina di interviste a questi Robin Hood dell’ambientalismo.
Risposte alla domanda “cosa fai tu per l’ambiente?” “al mattino mi faccio una doccia veloce e fredda per risparmiare energia”; “cerco di comprare oggetti in plastica riciclata e non plastica nuova”, “bevo Coca Cola solo in bottiglia di vetro per evitare le bottiglie di plastica”;“ metto i jeans all’aria anziché lavarli per evitare l’inquinamento dei detersivi” e via “amenando”.
Si sono poi tutti dimenticati che uno dei peggiori fattori di inquinamento e degrado dell’ambiente e delle nostre città è il brutto, il brutto in genere e nel mezzo del can can il brutto trionfava.
Cari ragazzi, buono il fine teorico, ma i mezzi usati aumentano la catastrofe in corso.
L’energia bruciata per alimentare i 10000 watt, sparati per quattro lunghe ore lungo la via, quanti non chilogrammi, ma quintali polveri sottili ha immesso nella nostra comune atmosfera?
I 200 o oltre decibel che inquinamento sonoro hanno provocato, che danni al nostro udito?
Avete idea di quanto inquina un telefonino dalla produzione, alle ricariche, al fine vita utile e quanto sia difficile smaltirlo e pressochè impossibile riciclarlo?
Per produrre una bottiglia di vetro quanta energia dobbiamo consumare? Quante polveri sottili ne derivano sulla nostra aria in chilogrammi?
La plastica riciclata, tra massimo dieci anni quando inevitabilmente reticolerà e cadrà a pezzi, dove ce la sbattiamo? Non vi dico la risposta che ho in mente.
I luoghi comuni dell’ambientalismo, iniettati in rete in modo da promuovere questo o quell’interesse, rischiano di peggiorare la situazione.
Bene l’urto e la sensibilizzazione sui temi ambientali dati all’origine dall’iniziativa di Greta, ma così banalizzata l’iniziativa diventa Gretina.
Consiglio non richiesto ai ragazzi e soprattutto ai professori che hanno avvallato questa manifestazione: approfondite, studiate a fondo il problema in termini matematici, andate oltre i luoghi comuni mediatici.
L’automobile elettrica intesa come “vita energetica” dalla materia prima allo smaltimento è veramente una soluzione al problema dell’inquinamento o ci è stata propinata come tale?
L’attuale plastica pur riciclata dopo due o tre cicli produttivi dove la mettiamo, quanta energia serve per riciclarla, quali sistemi produttivi bisognerebbe usare per riciclarla?
Quanti chilogrammi di polveri sottili vengono immesse nell’aria per le ricariche del mio telefonino?
E mille altre.
Ci sono ricerche approfondite in merito a questi quesiti. Dove sono? Perché gli scienziati che portano avanti queste ricerche e relativi risultati sono silenziati dai media? Fa comodo a qualcuno il populismo ambientale Gretino?
Vedrete che l’argomento non è così banale, esige studi profondi, cambiamenti importanti dei nostri comportamenti, esami di coscienza fuori dal gregge.
Sono in grado io di accettare questi cambiamenti, di rinunciare a consuetudini che non ho mai pensato fossero inquinanti?
E basta avere il telefonino sempre acceso e cambiarlo ad ogni presunto aggiornamento e basta chiamare mamma o papà e fare due chilometri a piedi anziché in macchina e basta girare in t shirt in casa all’inverno ed infilarsi un bel maglione e tenere il riscaldamento al minimo e basta stare con il maglione in casa d’estate e infilarsi una bella t shirt e tenere l’aria condizionata spenta…….e basta ascoltare Sfera Ebbasta a 10.000 watt.


Fiorenzo Da Ros

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anziani, bordello, cambiamenti, danni, euro, giovani, manifestazione, merito, polveri sottili, professori, soluzione, treno

Info Fiorenzo Da Ros

Fiorenzo Da Ros, manager, amministratore delegato di aziende internazionali, cofondatore di Interbau Rete di Impresa, esperto di appalti pubblici italiani ed esteri. Appassionato di ambiente ha promosso i primi impianti fotovoltaici LED sin dal 2004. Nel tempo libero coltiva la passione politica (socialista da sempre e per sempre), per la scrittura ironica e per il nuoto.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alessandro

    1 Ottobre 2019 alle 09:23

    Il problema esiste, sicuramente, ma forse è diverso da quello che si può pensare al primo approccio. Il clima è cambiato e continua a cambiare per due fattori: uno oggettivo “il clima cambia come è sempre cambiato” ed uno soggettivo “se parliamo 20 volte al giorno di temperature (pensando di parlare di clima) ci rendiamo conto di quanto fa freddo e quanto fa caldo”.
    Trovo mirate le parole del prof. Prodi quando afferma che le temperature probabilmente stanno variando in un ambito “normale” mentre è l’insieme dei fattori climatici che deve essere compreso e studiato e per quanto già studiato e compreso, divulgato in modo opportuno.
    L’ambiente è una macchina complessa

    Rispondi

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