
Negoziatori a un passo dalla tregua globale: si attende il via libera decisivo di Donald Trump e dell’Ayatollah Khamenei per sbloccare le rotte del greggio.
Gli Stati Uniti e l’Iran hanno formalizzato una bozza di intesa preliminare per la cessazione delle ostilità e la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz. Il canale strategico, fondamentale per il transito del petrolio mondiale, è rimasto paralizzato a causa del blocco militare. Fonti diplomatiche internazionali confermano che il testo tecnico è ormai “largamente finalizzato”. Manca tuttavia l’ultimo e più importante miglio: la ratifica politica ufficiale da parte del Presidente statunitense Donald Trump e della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei.
Il documento, stilato durante serrati colloqui mediati da paesi terzi nella cornice della Dichiarazione di Islamabad, delinea una road map stringente per ristabilire l’ordine geoeconomico:
Sospensione immediata di ogni operazione bellica tra l’asse statunitense-israeliano e le forze di Teheran. Ripristino totale della libera navigazione commerciale entro 30 giorni dalla firma.
Sblocco temporaneo delle sanzioni per permettere all’Iran l’esportazione regolamentata di greggio.
Esclusione temporanea delle navi da guerra americane dal transito e avvio dei negoziati sul programma di arricchimento dell’uranio a partire dal 5 giugno.
Nonostante l’ottimismo espresso dal Segretario di Stato Marco Rubio, Donald Trump mantiene una linea di estrema prudenza. Il capo della Casa Bianca ha precisato che il blocco navale americano “rimarrà pienamente in vigore fino alla firma definitiva” dell’accordo. Trump esige garanzie assolute sul totale congelamento del programma nucleare di Teheran.Dall’altro lato, i media di Stato iraniani mantengono un atteggiamento guardingo. Fonti vicine al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ricordano che “i soli documenti scritti non bastano”. L’Iran chiede lo sblocco immediato dei propri asset finanziari congelati all’estero come precondizione assoluta per dare esecuzione all’apertura delle acque territoriali.
La semplice diffusione delle indiscrezioni sulla bozza ha provocato un’immediata flessione del prezzo del petrolio sui mercati finanziari. Gli operatori intravedono uno spiraglio di uscita da uno shock energetico globale che minacciava l’inflazione occidentale. Anche i partner europei e della NATO guardano con favore all’evoluzione diplomatica. Tra questi l’Italia, che si è detta pronta a supportare le operazioni di sicurezza internazionale inviando le proprie navi sminatrici per bonificare le acque dello Stretto non appena l’accordo sarà siglato. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se i due leader apporranno i sigilli a questa storica tregua.
Giuseppe Basilico

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