Pier Luigi Bersani con il sigaro tra i denti, come un vecchio pirata della filibusta. Di Pietro con il sorriso un po’ ebete di chi offre e cerca complicità. Granata con l’espressione gravissima di chi è convinto che ormai tutti i problemi sono sulle spalle di FLI. Potremmo continuare con la lista degli esponenti di partito che si sono arrampicati sui tetti dopo essersi esercitati in Parlamento sugli specchi per giustificare sostegni, opposizioni e tradimenti sul martoriato testo di riforma universitaria del ministro Gelmini. Ma ci preme sottolineare soltanto il dato più evidente: l’estraneità di questi esponenti politici dalle problematiche al centro della protesta nelle università.
E le frasi di circostanza, banali, uscite dopo le loro profonde meditazioni.
E’ una ulteriore prova della crisi dei partiti. Ormai sono contenitori vuoti, dai quali non solo non escono proposte sui problemi del Paese ma nemmeno l’agenda di ciò di cui si debba discutere.
La sfilata di esponenti dei partiti sui tetti occupati dagli studenti, assomiglia tanto al girovagare di quegli attempati nullafacenti che, dopo aver lavorato per una vita intera, si spostano ovunque ci sia un assembramento o si fermano ad osservare i lavori stradali.
Così sono ormai i partiti: pronti ad appoggiare, assai meno a proporre. Per niente a decidere.
CRISI DEI PARTITI/1: SOTTO I TETTI NIENTE
La sfilata di esponenti dei partiti sui tetti occupati dagli studenti, assomiglia tanto al girovagare di quegli attempati nullafacenti che, dopo aver lavorato per una vita intera, si spostano ovunque ci sia un assembramento o si fermano ad osservare i lavori stradali.

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