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Cretineria di stato all’ennesima potenza, paghiamo il fondo salva stati agli altri mentre i nostri imprenditori strangolati dalle tasse e dai debiti muoiono per davvero.

di Cesare Mannucci | 7 Ottobre 2013

Da tempo la Francia ha detto che non rispetterà i parametri di Maastricht sul deficit pubblico e, nessuno ha fatto una piega. La Finlandia ha dichiarato che nel 2013 farà altrettanto.

imprenditoresuicidaSempre di più il paese dei cretini. Una cretineria che giorno per giorno si eleva al quadrato, al cubo, all’ennesima potenza. Eppure la classe politica dirigente persevera nel suo inutile e drammatico rituale di crisi annunciate, formalmente aperte a livello istituzionale e subito smentite con fiducie last minute e voti palesi nei due rami del parlamento di fronte all’opinione pubblica mondiale che rafforza la sua idea e il suo convincimento che il nostro è si il Belpaese, ma il Belpaese dei cretini e dei piagnoni. Sì perché da anni ci piangiamo addosso stufi e disgustati dei nostri politici inconcludenti, ma ad ogni scadenza elettorale il popolo italiano si ritrova compatto in cabina elettorale a confermare con qualche piccolo scostamento e senza troppi colpi di scena i leader protagonisti del ventennio del dopo-Tangentopoli. Eppure sulla rete e sui social network le idee e le persone che hanno ben chiara la situazione non mancano, come l’amico milanese Francesco Pellizzari che sul suo profilo Facebook ha inaugurato nelle settimane scorse la rubrica del “Paese dei cretini” che ci offre le considerazioni che ora qui sotto proponiamo. Da tempo la Francia ha detto che non rispetterà i parametri di Maastricht sul deficit pubblico e, nessuno ha fatto una piega. Nei giorni scorsi la Finlandia ha dichiarato che nel 2013 non rispetterà il vincolo di Maastricht relativo al debito pubblico (62% invece del 60%). Nel frattempo Olli Rehn (finlandese) viene a bacchettare il governo italiano perché forse il deficit passa dal 3% al 3,1% (in termini assoluti stiamo parlando di 1,6 miliardi su un Pil di 1600). Ma, come si sa, l’Italia è sotto osservazione, è un paese indisciplinato, è il grande malato d’Europa. In realtà ci sarebbe un modo molto semplice per curare il paese che rischia di far saltare l’euro. Basterebbe che l’Unione Europea ci restituisse i 43 miliardi che l’Italia ha versato “cash” al Fondo Salva Stati (dal 2010) che, invece di salvare Grecia, Portogallo e Irlanda, salvasse anche il malato Italia. Olli Rehn invece ci impone IMU e aumento IVA. Già che ci siamo diciamo pure che l’Italia è il paese che contribuisce relativamente al Pil in maniera superiore a tutti gli altri stati europei agli impegni del Fondo Salva Stati: noi 8.78% del Pil, Germania 8,22%, Francia 7,97%. Diciamo anche che nel Management Board del Fondo Salva Stati c’è un tedesco (chairman naturalmente), un inglese (perché? Visto che la sterlina è fuori?), un francese, uno spagnolo e un olandese. Nessun italiano. Insomma cornuti e mazziati. Questi governanti ce li siamo scelti noi. Cretini al quadrato. Ma non è tutto. Questo paese decide assieme ad altre 30 nazioni europee di fare una ferrovia, questa ferrovia passa per una valle, gli abitanti di quella valle domandano “perché proprio qui?” E giustamente esercitano il loro diritto democratico di dimostrare ma poiché in questo paese “se non sei estremista non sei nessuno”, presto la valle da esercizio democratico diventa campo di esercitazione per guerriglieri e terroristi di tutt’Italia. Un gruppo di questi terroristi incendia alcuni mezzi (camion e macchine movimento terra) di una piccola ditta appaltatrice locale. La ditta chiede allo Stato, che non l’ha protetta in questa situazione di assedio, il risarcimento dei danni. Saranno 4-5 milioni di euro. Lo Stato dice che non riesce trovare questi 4 milioni tra gli 800.000 milioni, che incassa ogni anno. Niente risarcimento. Esultano il Movimento 5 stelle  e gli ecologisti-pacifisti NO TAV (se potessimo esportare tutti i NO che produciamo saremmo il paese più ricco al mondo) dimenticandosi che nella stessa riunione lo Stato aveva trovato 165 milioni per le missioni di guerra (teoricamente vietate dalla “costituzione che non si tocca ma di cui ci si frega”). Ora la ditta appaltatrice verrà messa in liquidazione con perdita di posti di lavoro e di risorse imprenditoriali, lo Stato dovrà rifare la procedura di appalto con costi burocratici, ritardi nell’esecuzione dei lavori e i soliti ricorsi e le solite inutili manfrine antimafia che, alla fine, costeranno agli italiani ben più di 4 milioni di euro. Intanto nella stessa giornata due imprenditori si suicidano perché non ce la fanno a dare l’obolo imposto loro dallo Stato per contribuire a quei famosi 800.000 milioni di cui una parte notevolissima è destinata a pagare finanziamenti ai partiti, pensioni d’oro, stipendi stratosferici ai politici e ai bidelli del parlamento, eccetera, eccetera. Cretini al cubo se non all’ennesima potenza.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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