
In un contesto macro e geopolitico sempre più complesso e contraddittorio, cresce la domanda di ben rifugio, come si è potuto vedere nelle ultime sessioni operative, e anche la giornata di ieri non ha fatto eccezione, con la ricerca di strumenti di protezione dei portafogli esposti in asset class ad alto rendimento, in ogni settore. Sui cambi ha prevalso il dollaro, forte contro tutte le valute, eccezion fatta per il franco svizzero che è risultato il vero vincitore della seduta, considerato il fatto che è riuscito a chiudere in positivo anche contro il biglietto verde, che pure ha schiacciato tutte le altre valute concorrenti, almeno tra le majors e le commodity currencies. Nei mercati azionari, abbiamo visto Wall Street chiudere in rosso, con perdite intorno all’1%, mentre i rendimenti dei titoli di stato americani intanto hanno fatto registrare, sul decennale, nuovi massimi a 4.97%, alimentando il timore di ulteriori rialzi dei tassi della Fed. Anche l’oro è salito a 1.963 dollari, alimentando la paura tra gli investitori. Gli indici di rischio hanno visto il Vix salire a 19, anche se per ora l’area di 20 ha retto. Sul fronte dati, segnaliamo le richieste di mutui negli Stati Uniti, in calo del 6.9% nella settimana terminata il 13 ottobre. Si tratta del livello più basso degli ultimi 28 anni, ma del resto con i mutui ormai all’8% il costo di finanziamento diventa insostenibile. Tra i funzionari della Fed che sono intervenuti, segnaliamo Williams e Waller, che hanno dichiarato che i tassi dovranno rimanere alti per qualche tempo per riportare l’inflazione ai target della banca centrale, ma possono comunque attendere a e raccogliere piu’ dati prima di decidere se alzare nuovamente il costo del denaro.
VALUTE.
Franco svizzero sugli scudi contro tutte le valute, in particolar modo su Euro con una discesa giornaliera dello 0.70%, che, considerato il livello attuale a 0.9440, è una percentuale rilevante. Il doppio minimo a 0.9400 registrato nel settembre dello scorso anno, parrebbe ora a rischio, in assenza della Snb che non riesce proprio ad indebolire il Franco, nonostante i vari interventi che ogni tanto sembrano realizzarsi. UsdChf che ha perso, in controtendenza agli altri dollari, scendendo di uno 0.50%, mentre gli altri dollari invece sono saliti, schiacciando le valute concorrenti. EurUsd a 1.0530 da 1.0600 di ieri, Cable a 1.2140 dopo aver visto 1.2215, UsdJpy a ridosso di 150.00 in un crescendo di paura di un eventuale breakout che potrebbe costringere la Boj, finalmente, a muoversi. Tra i cross del franco svizzero segnaliamo NzdChf che in meno di 5 sessioni ha perso oltre il 4%, complice anche la discesa di NzdUsd dopo i dati sull’inflazione, in aumento inferiore al consensus. Petrolio ancora stabile tra 87 e 91 sul Wti e 90 e 93 sul Brent, a livelli dove il mercato sembrerebbe aver trovato un equilibrio tra scarsità dell’offerta e diminuzione della domanda. Per il resto, se i dati americani proseguiranno nella direzione osservata nelle ultime due settimane, sarà difficile vedere una inversione dei mercati.
Saverio Berlinzani

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