Sono passati dieci anni dalla morte e il tempo sta inesorabilmente restituendo a Craxi la sua giusta dimensione: né demonio né santo; un politico appassionato che ha servito il Paese ed il suo partito. Un uomo da discutere e giudicare, appunto, per le luci e le ombre del suo percorso politico. Lasciando ai nostalgici delle manette e della forca le loro non disinteressate contumelie ( molti si sono fatta una posizione con il giustizialismo) Pensalibero propone tre articoli che possono aiutare i giovani a farsi un’idea dello scomparso leader socialista senza le lenti deformanti del pregiudizio.
LE MONETINE DI CRAXI di Fabrizio Rondolino
Quel giorno la mia opinione su “Mani pulite” cambiò radicalmente: capii che cosa effettivamente fosse il giustizialismo: semplicemente, una folla inferocita che tenta il linciaggio. Di Fabrizio Rondolino
IL COMPAGNO BETTINO CRAXI di Fabrizio Rondolino
Mi sarebbe piaciuto fare un libro insieme a lui, un libro di idee e non di recriminazioni che restituisse finalmente il compagno Craxi (e non soltanto la sua politica, che tutti oramai mostrano, col senno di poi, di apprezzare e commemorare) alla sinistra italiana.
GIANFRANCO PASQUINO: CRAXI? NON SOLO CORRUZIONE: NÉ RIFORMATORE, NÉ STATISTA di Gianfranco Pasquino
Che Craxi meriti il titolo di statista è molto dubbio se con statista ci si riferisce a chi antepone il bene del sistema politico, ovvero della Repubblica.

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