
Scendono, a sorpresa, i prezzi al consumo nella seconda potenza mondiale, la Cina, con un -0,3% su base annua che la dice lunga sul calo della domanda globale, considerato il fatto che il gigante asiatico rimane il primo produttore mondiale nel settore manifatturiero. Si tratta della prima discesa dei prezzi dal febbraio 2021, anche se il dato è superiore alle previsioni che erano per una diminuzione dei prezzi dello 0,4% sempre su base annua. Scende per la prima volta da 15 mesi a questa parte il prezzo degli alimentari, mentre aumentano, anche se meno del previsto i prezzi di abbigliamento, immobili, sanità e istruzione. Per contro calano i prezzi di trasporto. L’Istituto di statistica ha affermato comunque che tale discesa dei prezzi sara’ temporanea e le previsioni parlano di un ritorno al rialzo dei prezzi per l’autunno. Ma il Governo cinese, come annunciato anche qualche settimana orsono, potrebbe a sorpresa, per cercare di ridare fiato alla crescita, tagliare ancora il costo del denaro. Da ricordare poi che nella notte sono usciti al ribasso anche i prezzi alla produzione, -4,4% contro attese di -4%.
MOODY’S TAGLIA IL RATING DELLE BANCHE USA.
Nel frattempo va segnalato che la giornata di ieri è stata caratterizzata da un recupero del dollaro come asset rifugio e una discesa dei listini azionari, come contraltare dei movimenti valutari, con una correlazione intermarket che sembra tornare quella classica esclusivamente nei casi di aumento del risk off. L’Agenzia americana Moody’s infatti ha tagliato il rating creditizio di dieci banche statunitensi di piccole e medie dimensioni, e ha avvertito che anche altre grandi banche sarebbero nel mirino di un possibile declassamento. Il Dow Jones ha perso lo 0,45% mentre l’S&P ha ceduto lo 0,42% e infine il Nasdaq ha chiuso in rosso dello 0,79%.
VALUTE:
Il dollaro ha risalito la corrente ieri in giornata per poi ripiegare e correggere parzialmente nel pomeriggio, con EurUsd sceso fino a 1,0926 da sopra 1,1000 durante la sessione europea, per poi tornare a 1,0975 questa notte. Il Cable ha fatto lo stesso con un calo fino a 1,2680 90 area, supporto importante per poi ritornare abbondantemente sopra 1,2700 e stabilizzarsi in area 1,2760. Tecnicamente siamo ancora in fase laterale, se osserviamo i grafici giornalieri, tra 1,2620 e 1,2880. Da segnalare la ripresa del UsdJpy che dopo aver toccato la media a 21 giorni esponenziale a 141,50, supporti che per ora ha tenuto egregiamente, è risalito verso le resistenze chiave posta a 143,80, non lontano dai livelli attuali. EurGbp tornato sotto quota 0,8600 mentre le oceaniche sembrano aver trovato una base di ripartenza dopo avere testato i supporti posti rispettivamente a 0,6500 per AudUsd e 0,6030 per NzdUsd. UsdCad invece che ha ripiegato qualcosa dopo essere andato al test dei livelli chiave di resistenza a 1,3500. Continuiamo a pensare che questa fase di oscillazioni laterali, possa continuare almeno fino alla fine di agosto, poi solo più avanti e soprattutto con i dati di settembre e ottobre, vedremo un aumento della volatilità e delle price action. Per ora rimane valido il trading contrarian sugli eccessi, che sembra quello che in questo momento paga maggiormente.
Saverio Berlinzani

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