• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

COVID & FINANZA. Come vanno in borsa le azioni Biontech (vaccino Pfizer) e Novavax?

La decisione della Corte Suprema Usa di stoppare l’imposizione del requisito di vaccinazione o test alle aziende con più di 100 dipendenti pesa sulle prospettive di business del settore.

di Luciano Priori Friggi | 18 Gennaio 2022

L’intreccio tra finanza e case farmaceutiche, impegnate nello studiare e commercializzare vaccini anti-Covid19,  non è fatto solo di fatturati stellari, come siamo abituati a sentire negli ultimi tempi, per gli specialisti di finanza –ovvero coloro che per conto della clientela investono sui mercati finanziari– la principale preoccupazione sta nel prevedere l’andamento futuro del settore in relazione al sentiment diffuso che si ritiene divenga prevalente nel breve e soprattutto nel medio periodo.

Vediamo dunque cosa sta accadendo.

Le aspettative sui vaccini si sono rivelate piuttosto deludenti. Era noto agli specialisti –biologi, epidemiologi, ecc.– che le varianti, trattandosi di un Coronavirus, sarebbero presto comparse, rendendo rapidamente inefficaci in termini di prevenzione le dosi iniziali (due per Biontech, il partner tecnologico tedesco di Pfizer, che ha progettato il vaccino da quest’ultima commercializzato con il suo nome). È vero che poi si è operato tramite un “richiamo”, ma è risultato sempre più evidente, e l’arrivo di Omicron ha amplificato la sensazione, che le aspettative iniziali erano materia di discussione. La nuova variante infatti non risparmia nessuno, vaccinati, semi-vaccinati e non, e tutti contribuiscono a diffonderla –le rispettive percentuali, incerte e in continua evoluzione, non sono in fondo così importanti per il discorso che stiamo facendo– al punto che Pfizer ha annunciato un nuovo vaccino dedicato ad essa.

Ma la questione centrale per gli investitori non è questa: è se l’opinione pubblica e le autorità accetteranno una perenne sperimentazione, pur sottomettendosi, al momento, all’indicazione di incrementare le dosi –fino ad una quarta per le persone con più fragili– nella speranza che il vaccino sia efficace in una percentuale accettabile almeno per gli sviluppi gravi. Tuttavia gli ultimi studi, tra cui uno israeliano, rilevano come una quarta dose di vaccino non sia sufficiente per prevenire l’infezione da Omicron.

Stando così le cose, gli specialisti di finanza si sono chiesti da qualche mese a questa parte se un investimento in azioni in case farmaceutiche, molto impegnate con i vaccini, sarebbe stato redditizio nel futuro. La riposta che si sono dati è: no. E sono cominciate le vendite.

L’analisi delle quotazioni di Biontech e Novavax

Guardiamo intanto il grafico di due titoli, poi riprenderemo il discorso più generale: il primo è di un’azienda che ha beneficiato del momento d’oro del vaccino anti-Covid19, Biontech, l’altro di una che aspira ad entrarvi, Novavax.

Il valore di borsa di Biontech, al momento dell’annuncio di un vaccino a mRNA allo studio, quindi molto innovativo, galleggiava intorno ai 30 dollari. A metà marzo 2020 quotò un minimo di 30,90, ma già a fine mese era arrivata a 55 dollari, poi l’esplosione finale dai 95 dollari del marzo 2021 al massimo storico di 447 dollari del 9 agosto.  Le nuove ondate di infezioni e le varianti hanno tuttavia cominciato a seminare dubbi sull’effettiva capacità dei vaccini di tenerle sotto controllo e quindi sulla redditività futura del titolo, che è crollato prima a 216 il 5 nov. e, dopo una discreta risalita (“rimbalzo” in termini tecnici) fino a 362 (29 nov.), è sceso di nuovo a precipizio portandosi sotto i 200 dollari. L’ultima quotazione di venerdì scorso 14 gen ’22 lo vede a quota 196. Le linee di tendenza tracciate sull’ultima parte del grafico (in rosso) segnalano un pattern al ribasso, riflesso di un sentiment piuttosto negativo sul titolo.

Per Novavax le cose non vanno molto meglio. Il titolo quotava 10 dollari a inizio pandemia, poi ha beneficiati dell’effetto di trascinamento dell’euforia che si era instaurata nel settore, raggiungendo un massimo di 319 dollari nel febbraio 2021. Ma l’assenza di prospettive concrete di un proprio vaccino ha sgonfiato il titolo che, tra alti e bassi, si è portato con l’ultima quotazione dii venerdì scorso a 110 dollari.

Lo sgambetto della Corte suprema Usa

Non si vedono al momento motivi validi per ipotizzare una ripresa dei due titoli. Non è stato quindi sorprendente che le azioni BioNTech, Novavax ( e Pfizer ) siano scese di prezzo anche nell’ultima settimana. Oltre ai motivi generali indicati all’inizio si è aggiunto un calo ulteriore del sentiment sulla scorta della decisione della Corte Suprema a stelle e strisce che ha annullato un mandato chiave di vaccinazione del governo. La Corte Suprema Usa ha stoppato infatti l’imposizione del requisito di vaccinazione o test alle aziende con più di 100 dipendenti, voluto da Biden, perché aveva superato il potere conferitole dal Congresso nella stesura dei regolamenti.

La decisione della Corte è inappellabile. L’effetto è stato immediato,  nell’Iowa ad es. diversi funzionari centrali hanno confermato giovedì che le loro politiche recentemente approvate –ai dipendenti veniva imposto di essere vaccinati o testati settimanalmente per COVID-19, parallelamente all’obbligo di indossare maschere per il viso– non entreranno in vigore proprio in seguito al pronunciamento di giovedì della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i requisiti voluti dall’amministrazione federale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Nonostante i funzionari del governo avessero stimato che la mossa avrebbe potuto salvare 6.500 vite e prevenire 250.000 ricoveri a livello nazionale in sei mesi, la Corte ha tirato dritto, non facendosi condizionare da cifre ipotetiche di contro a un certo ridimensionamento dell’autonomia dei singoli Stati. Il governatore dell’Iowa Kim Reynolds ha dichiarato giovedì che la decisione della Corte, “è una grande vittoria per gli iowani, la loro indipendenza personale e libertà“. Simili reazioni si sono avute in altri Stati.

I “fondamentali”

Mentre per Pfizer/Biontech si è delineato un futuro pieno di incognite sulla tenuta del vaccino come principale strumento per la sconfitta del Covid19, per Novavax la situazione è ancora più complicata, dal momento che il suo non è ancora stato commercializzato. Anzi le ultime notizie dicono che non lo ha ancora presentato per l’approvazione per l’uso di emergenza (EUA) alla Food and Drug Administration (FDA). La società assicura che lo farà entro la fine di gennaio, ma il mercato è scettico e sta ancora aspettando di vedere quando avverrà l’EUA. C’era da aspettarsi quindi che il titolo scendesse a precipizio, anche se si è fermato una volta arrivato a sfiorare i 100 dollari. Se però scendesse sotto 100 –che è un livello di tenuta psicologico– le vendite potrebbero portare il titolo su nuovi minimi.

Tra l’altro l’azienda, che ha presentato una trimestrale molto negativa, continua a perdere soldi –ha registrato una perdita netta di 322 milioni di dollari nel solo terzo trimestre 2021– mentre il suo valore di mercato di 8,5 miliardi di dollari, se il fatturato non salirà, come da previsioni con la commercializzazione del nuovo vaccino, assumerebbe i contorni di una valutazione eccessiva. In sostanza, mettendo sul piatto della bilancia la sua liquidità, che è consistente, e il fatturato previsto, che è comunque ipotetico, non è da escludere che il titolo possa riprendersi nel corso dei prossimi mesi e comunque entro la fine dell’anno. Il vaccino, basato su una tecnologia ben testata (è la stessa del vaccino per l’epatite) viene attualmente descritto come una soluzione accettabile per una parte del folto pubblico dei no-vaxx.

E tuttavia in aggiunta sia per Biontech –e in una certa misura anche per il partner Pfizer (che tuttavia ha una gamma di prodotti molto ampia) – che per Novavax, bisogna mettere nel conto che a fronte di una prospettiva di endemicità del vaccino, che dovrebbe assicurare un flusso costante di entrate, è previsto l’ingresso di decine di nuovi competitors nella produzione di nuovi vaccini, tra cui uno di essi piuttosto pericoloso per chi punta al business nel settore, dal momento che è nato privo di brevetti per iniziativa di alcuni scienziati del Texas, risultando più economico e più facile da produrre.

Insomma luci e ombre sul futuro dei vaccini, sicuramente dal lato della redditività attesa dell’investimento nel settore.

Luciano Priori Friggi

NOTA. L’analisi sui dati di borsa dei titoli è di venerdì 14 gen 2022. L’autore dell’articolo non detiene azioni dei titoli trattati.

Facebook: https://www.facebook.com/luciano.friggi/
Twitter: https://twitter.com/priorifriggi

Pubblicato in : Primo pianoTag: amministrazione, Biontech, borsa, brevetti, dichiarato, discorso, emergenza, futuro, governo, Joe Biden, lavoro, mercati, mercato, nato, Novavax, Omicron, persone, Pfizer, soldi, soluzione, speranza, stati uniti, usa, valutazione, Virus

Info Luciano Priori Friggi

Laureato in Scienze Politiche, ha insegnato a lungo in Master post-laurea e tenuto corsi presso l’università di Perugia. Giornalista economico e politico. Ha pubblicato “Ricominciare da Bastiat”, “Briganti contro l’Italia”, curato “Machiavelli teorico delle crisi” (con Introduzione e Intervista a S.Bertelli), “Dante” di M. Monnier (Traduzione e Postfazione).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti