I grafici che qui commento fanno parte di un sistema di analisi e previsione collaudato personalmente da decenni di studi e applicazioni professionali, in campi diversi da quello epidemiologico, ma non per questo meno utili ed efficienti se impiegati con i necessari adattamenti anche a questo settore. Si tratterebbe di ricercare la “matematica” del virus, e in un compito tanto impegnativo si deve essere guidati dai dati piuttosto che dalle date, preoccupazione massima quest’ultima della politica, che ha bisogno di risultati rapidi e spendibili a livello della comunicazione di massa, a differenza della scienza che ha tempi e finalità molto più complesse.
Il CPM –Composite Predictive Model– individua l’impulso al rialzo dei decessi della Prima Ondata il 15 marzo 2020.
È già uscito su questo giornale un articolo sulla Prima Ondata in Italia del Covid-19 ―chi è interessato e vuol saperne di più può leggerlo preliminarmente in modo da entrare meglio nella metodologia utilizzata― che qui richiamo rapidamente con il primo grafico qui sotto, in cui sono riportati dati e previsioni sui decessi, certamente l’aspetto più rilevante da analizzare.
La Prima Ondata è partita il 24 Febbraio del 2020, stando alle comunicazioni ufficiali, con i primi quattro decessi. Il grafico riporta lo stato dell’analisi previsionale al 15/03 (v. freccia rossa). In quella data il Modello (CPM-Composite Predictive Model) ha individuato il formarsi dell’Ondata, di cui ha tracciato l’andamento con le varie fasi: rapida ascesa, picco, lenta discesa e annullamento. Una sorta di campana anomala. La previsione è visualizzata dalla linea continua marrone. Qui riporto per brevità nello stesso grafico anche le barre successive dei decessi che, come si vede, si sviluppano con una precisione incredibile lungo la linea marrone, tracciata il 15/03 (per vedere come si sono sviluppate le diverse fasi dell’analisi, rimando all’articolo già citato).

Il numero totale dei decessi della Prima Ondata, previsto a metà marzo, fu all’incirca di 36mila unità, nella realtà sono state 34mila. In estate fu toccato il punto più basso con un solo decesso in data 29 agosto. Era il tempo in cui gli ospedali erano vuoti e infuriava la polemica intorno “al virus clinicamente morto“.
L’unica condizione di tipo “sociale” di cui tiene conto il modello qui presentato è il “distanziamento”, quanto al resto il virus ha una sua “matematica” sostanzialmente indipendente dalle decisioni della politica. A determinare l’andamento della curva intervengono certamente anche altri fattori, ma questi sono “stabili” in quanto di lungo periodo e perfettamente incorporati nei dati a disposizione (in questo caso i decessi). Il CPM Model pertanto è diverso dalle metodologie londinesi, elaborate dall’Imperial College, con le tecniche statistiche SIR (“se fai questo ―ossia chiudi certi esercizi commerciali, per es.― allora ci sarà un tot di infezioni e morti, se fai anche quest’altro ―chiudi tutto il chiudibile, opzione estrema― allora ci sarà un altro tot di infezioni e morti, ecc.). Ritengo questa metodologia (SIR), che tanto è piaciuta alla politica, perché spaventa la gente e la obbliga a rispettare le restrizioni alla propria libertà personale, inaffidabile ed erronea, e soprattutto diseducativa.
La Seconda Ondata parte in Ottobre.
Dopo l’estate prende corpo la Seconda Ondata, ma bisognerà aspettare la fine di Ottobre perché i dati dei decessi assumano una conformazione che il software poteva interpretare come tale. Anche in questo caso i fattori “sociali” si riducono ad uno solo, il “distanziamento”, mentre i fattori “stabili” cambiano e determinano un andamento diverso del grafico rispetto alla Prima Ondata.
Non avendo esperienze precedenti affidabili per l’Italia di Seconde Ondate da studiare, il modello è stato fatto lavorare su due ipotesi, una di più breve durata con una discesa che si concludeva a gennaio con un basso livello di decessi (10-20/giorno), che qui non riporto, l’altra invece di durata più lunga, con una robusta “base” difficile da perforare verso il basso. Questa seconda ipotesi, se validata lungo la linea previsionale marrone per i primi 5 mesi (a partire da Ottobre compreso), avrebbe anche costituito un segnale ―se la conferma non fosse arrivata anche per il sesto mese (marzo)― del possibile formarsi di una nuova Ondata, la Terza, a partire dall’interno della Seconda. Il che ha creato un problema non di poco conto a livello metodologico dal momento che questi modelli sono costruiti su ondate che si formano da zero o quasi, mentre qui avevano una “base” di duemila decessi settimanali (poco meno di 300/giorno) sotto cui non si è scesi.

Il grafico della Seconda Ondata qui riportato ipotizza l’onda lunga discendente fin quasi alla fine di aprile. Il bilancio al 24/03/2021 è piuttosto alto, 69.813 sono i decessi reali (dal 9 Ottobre) a fronte di 71.707 ipotizzati, mentre a fine ondata ( in previsione il 25/04/2021) il totale avrebbe dovuto salire a 74.589, sennonché, come si vede agevolmente dal grafico, le barre dei decessi reali a marzo invece di scendere stabilmente sotto le 250/200 unità giornaliere, in linea con le previsioni, si riportano decisamente in zona 400/500 unità. A questo punto la domanda che mi sono posto è stata, si sta formando una Terza Ondata, dall’interno della Seconda?
Ci sarà una Terza Ondata, nello stesso periodo della Prima?
L’ipotesi di lavoro è il formarsi di un’Ondata a marzo/aprile del ’21 simile a quella dello stesso periodo dell’anno precedente. La domanda che mi sono posto inevitabilmente è stata: ha senso lavorare con un modello costruito su ipotesi rigide, quando queste non possono essere rispettate? Ipotesi che prevedono una partenza da zero o, per le ondate successive alla prima, da un livello molto basso, in ogni caso dopo che un’Ondata precedente si è esaurita. È una forzatura, tuttavia ho deciso di vedere lo stesso cosa poteva produrre. Ebbene, il risultato è quello che si vede nel grafico seguente: il dato di partenza si colloca in data 24 febbraio, come nell’ipotesi della Prima Ondata, con la differenza che allora si erano avuti quattro decessi, i primi, e questa volta siamo invece a 318. Il 16/03/2021, quando il software ha individuato un’accelerazione sufficiente per ipotizzare un possibile percorso ciclico, il risultato è quello che si vede. Picco di ondata a 716 decessi previsto per il 29/03/2021 e poi discesa fin quasi ad azzerare il livello per luglio.

Il monitoraggio del grafico al 24/03/’21 vede per ora una conferma delle ipotesi iniziali, ma io stesso non gli darei più di un 50% di possibilità che si realizzi in toto. Comunque, il totale dei decessi di Terza Ondata ammonterebbe, se fosse rispettata la previsione, a 34mila unità.

Ovviamente qui si deve ragionare non per impressioni, ma sulla base dei dati. Il CPM Model è un potente sistema di analisi, costituito da decine di grafici che servono a confermare da diverse angolazioni l’ipotesi principale. Ne ho selezionato uno che mostra con decisione una diversa visione attuale, dal momento che per ora non conferma l’inizio di Terza Ondata (a differenza della Seconda dove c’era convergenza). Lo si può vedere agevolmente con un colpo d’occhio senza necessità di addentrarsi dentro il suo motore. Da qui le perplessità di cui si è detto (oltre ad altre “divergenze” che non sto ad elencare per non appesantire ulteriormente la trattazione).

Questo grafico serve a mostrare la “forza” di un trend (tale è, anche se trattasi di decessi), cioè di una direzionalità. Ovviamente non si può escludere un’esplosione di decessi di breve periodo, ma il “sistema” per ora non riesce a “vederla” con conferme incrociate, anzi quest’ultimo grafico, aggiornato al 24/03, mostrerebbe una possibile ulteriore persistenza degli attuali livelli, 2.000/3.000 decessi settimanali.
Luciano Priori Friggi
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