E’ la mancata risposta alla sua interpellanza pubblicata da Pensalibero ma quasi da nessun altro giornale la ragione prima delle dimissioni di Francesco Cossiga da senatore a vita.
Le polemiche sul voto, a volte determinante, a volte no, che assieme ai colleghi ha espresso a favore del governo permettendone una navigazione più tranquilla, c’entrano poco: tanto che nella lettera inviata al presidente del senato Marini vengono dopo.
Dunque l’interpellanza, che Cossiga aveva presentato per sapere dal ministro dell’interno Amato se c’erano due giornalisti (presumibilmente di Repubblica n.d.r.) a libro paga della polizia. I quali, secondo l’ex presidente, si erano particolarmente spesi con articoli e inchieste, per far “saltare i vertici del SISMI. Poiché lo scopo era stato ottenuto, chiedo –aveva scritto Cossiga- se la Polizia continui a pagarli.
L’argomento deve essere tabù, perché, come avevamo sottolineato, quasi nessun giornale gli aveva dato risalto. Ma quello che maggiormente ha fatto arrabbiare il senatore a vita è stato il comportamento di Amato.
”Ad una mia interpellanza, infatti, il ministro dell’Interno (persona normalmente garbata e mio personale amico ma politico realista che ha saputo sempre valutare chi e che cosa conti e quando sia opportuno parlare o invece tacere, conoscere o ignorare) ha addirittura fatto rispondere con una dichiarazione del responsabile della pubblica informazione del Dipartimento della Pubblica sicurezza del suo ministero”.
Offeso, Cossiga ha presentato dunque le dimissioni. Ma, siccome non è ingenuo, non senza una velenosa frecciata verso Amato e, soprattutto, non senza costringere tutti i giornali a sollevare il velo di complicità con il quale avevano coperto l’intera vicenda.
COSSIGA SI DIMETTE CONTRO I GIORNALISTI “A LIBRO PAGA”
Ma quello che maggiormente lo ha fatto arrabbiare stato il comportamento di Amato. Che lo ha snobbato non rispondendo direttamente ad una sua interpellanza.

…e,come ora sappiamo ,senza in realtà fare mancare il sostegno del proprio voto al governo in carica.Ridendo e scherzando ,restiamo sempre nel paese dei burattini,mi pare.
Nello specifico episodio il Presidente Cossiga ha ragione, ma poi tutto alla fine si aggiusterà come nel passato.A Cossiga non mancano intelligenza politica ed estro, gli fa difetto però la bussola di comportamenti coerenti e duraturi.
Ha fatto bene! Nicola
Cossiga è una delle poche personalità appena decorose del nostro arido panorama politico. Le sue dimissioni sono un segnale gravissimo della degenerazione in atto, molto più di un attentato o di una deviazione dei servizi con cui l’informazione pilotata eccita l’opinione pubblica facendola credere libera. Questo per chi vuol vedere, invece chi non vuol vedere continui pure a cianciare di politica. Ma con serenità mi raccomando! Antonio Dani
non penso di conoscere a fondo la vicenda
sismi. però ho capito che cossiga è uomo
serio. il motivo di sostenere chi ha servito
e serve lo stato, è sacrosanto e lo condivido
pienamente. da non dimenticare che il sen
cossiga è stato anche ministro degli interni, di profonda conoscenza nel campo dei servizi segreti. ha sempre dimostrato un grande senso dello stato non solo a parole.
occorre anche ricordare che se non si
sostiene un servizio delicatissimo come questo, povero paese nostro. specie in
tempi in cui la nostra sicurezza non si
può dire sia privilegiata. guardiamo anche
non solo all’estero ma al nostro paese dove
non esistono più confini reali…