Con una lezione speciale all’ Università, su “Giovanni Spadolini, la storia contemporanea fra politica e cultura”, ha concluso quarantacinque anni di splendida carriera universitaria.

La storia è stata ed è la sua vita: di ammirato insegnante, di profondo studioso, di docente – “storico” , viene da dire – della Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze.
Cosimo Ceccuti – è lui – ha tenuto una lezione speciale all’ Università, su “Giovanni Spadolini, la storia contemporanea fra politica e cultura”, andando in pensione, dopo quarantacinque anni di splendida carriera, alla fine dell’anno accademico.
Perché Spadolini gli era stato maestro; e di Spadolini Ceccuti è stato, progressivamente, l’assistente, il collaboratore prediletto, il collega, il successore, l’erede naturale e coerente.
Erede – va da sé – nel senso spirituale e culturale; e adesso, da tempo, prestigiosa e sicura guida della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia e animatore delle attività di ricerca, di studio, preziose per Firenze , per l’Italia, per i Paesi nei quali lo studio della storia sia vivo ed amato.
Sterminato il numero delle sue pubblicazioni. Impossibile elencarle tutte, ma qualche titolo serve a richiamare la mole e la qualità dell’eccezionale lavoro svolto: Le Monnier dal Risorgimento alla Repubblica ( 1837 – 1987 ), centocinquant’anni per la cultura e per la scuola; Immagini nelle parole: Ugo Ojetti ; la biografia di Giovanni Spadolini e la curatela di opere postume dello stesso;
Silvestro Lega; Carabinieri in Toscana; La penna e la spada.
Per i centocinquanta anni dell’Unità d’ Italia, nel 2011 è uscita un’altra sua opera. intitolata, con naturalezza, Il Risorgimento, personaggi, eventi, idee, battaglie, della quale ci fa piacere riproporre alcune delle parole introduttive: “ Centocinquanta anni dopo..resta vivo e attuale del Risorgimento …. il sentirsi parte di una comunità di base, costituita da ciascun paese, dalla “patria” , inserito nel più vasto contesto europeo e mondiale……un lavoro comune che permetta di affrontare e vincere le sfide del nostro tempo, non affrontabili da soli. Così come insieme e non da soli Cavour, Mazzini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II e tutti gli altri protagonisti e protagoniste del Risorgimento ( non dimentichiamo il ruolo delle donne, dalla contessa di Castiglione a Cristina di Belgioioso ) sono riusciti a realizzare il “miracolo” dell’unità nazionale “. Scrive ancora Ceccuti . “ Occorre, soprattutto, trasmettere ai nostri giovani … i princìpi a cui si deve costantemente guardare: il senso dello Stato, la fiducia nel sistema democratico, l’interesse generale al di sopra degli egoismi e degli interessi personali, l’onestà dei comportamenti, il superamento dei municipalismi, il riconoscimento dei propri doveri a fianco dei propri diritti, il rispetto degli uni per gli altri, , la tolleranza e lo spirito di collaborazione”.
Laico, “mazziniano”, sempre attento e sensibile ai rapporti tra credenti e non credenti, tra Chiesa cattolica, Stato, altre Chiese, Cosimo Ceccuti è , con la sua Nuova Antologia , con la biblioteca del Pian de’ Giullari e del Tondo dei cipressi, con i libri, i testi scritti e curati, con l’infinita serie di articoli di giornale, personalità di riferimento per tutti coloro che seguono, studiano, amano la storia. Maestro e amico – nella disponibilità e generosità che contraddistinguono lui e le persone che con lui collaborano – a insegnanti e studenti, giovani e anziani, bibliofili e ricercatori, cittadini.
Anche lui, come il “suo” Spadolini, un italiano: al quale, all’inizio dei secondi quarantacinque anni di attività, esprimiamo, con gli auguri, stima, riconoscenza, simpatia.

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