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Così si uccide una grande ricorrenza

Volando a bassa quota sopra l’Italia il 25 aprile, verrai a sapere dalle bandiere esposte che l’Italia è stata liberata da Hamas, dagli Hezbollah, e persino dall’Iran. Ascoltando i discorsi che rimbombano dai microfoni dei palchi capirai che i nemici della libertà sono gli americani e i sionisti. Viviamo in un mondo rovesciato. La liberazione è avvenuta 81 anni fa nel nome della vittoria sul nazifascismo la cui bandiera nera è stato lo sterminio degli ebrei. Mia madre, Wanda Lattes, era una staffetta partigiana decorata, capace di svolgere da ragazzina (espulsa da scuola e dall’università in base alle leggi razziali) il suo eroico compito mentre si nascondeva dalla caccia nazisfascista con tutta la sua famiglia.

di Fiamma Nirenstein | 28 Aprile 2026

Volando a bassa quota sopra l’Italia il 25 aprile, verrai a sapere dalle bandiere esposte che l’Italia è stata liberata da Hamas, dagli Hezbollah, e persino dall’Iran. Ascoltando i discorsi che rimbombano dai microfoni dei palchi capirai che i nemici della libertà sono gli americani e i sionisti. Viviamo in un mondo rovesciato.

La liberazione è avvenuta 81 anni fa nel nome della vittoria sul nazifascismo la cui bandiera nera è stato lo sterminio degli ebrei. Mia madre, Wanda Lattes, era una staffetta partigiana decorata, capace di svolgere da ragazzina (espulsa da scuola e dall’università in base alle leggi razziali) il suo eroico compito mentre si nascondeva dalla caccia nazisfascista con tutta la sua famiglia. Nei documenti falsi da Wanda Lattes divenne Elena Lattanzi per poter affrontare i controlli mentre in bicicletta trasportava le pistole partigiane nel cestino, senza paura.

Mio padre Alberto Nirenstein, storico della Shoah, è stato fra i cinquemila incredibili ragazzi che reduci in gran parte dalla Shoah e in parte provati dal lavoro eroico per dissodare e difendere la terra cui finalmente erano tornati, vennero da “palestinesi” con la Brigata Ebraica in Italia per combattere i nazifascisti, organizzati dall’esercito inglese. Ha sfidato la morte per noi, dopo che la sua famiglia in Polonia era stata in gran parte deportata a Sobibor. I partigiani, la Brigata, le forze alleate hanno salvato l’Italia.  Ma la bandiera con la stella a sei punte ieri è stata espulsa e vilipesa. Questo 25 aprile è suicida, lo diventa quando caccia gli ebrei dai cortei urlando “faremo saponette” e esaltando la violenza jihadista. È un 25 aprile guerrafondaio e antiamericano, loda i responsabili delle attuali guerre, esalta la larga jihad a sfondo iraniano che assedia e ha anche invaso Israele, fa degli Stati Uniti un nemico,  non si occupa dell’aggressione russa che ha occupato l’Ucraina.

L’evocazione continua di una eventuale trimurti ”Trump, Putin, Netanyahu”, priva di qualsiasi significato, incita solo alla disgrazia sanguinosa di sempre: l’antisemitismo. Questo 25 aprile avrebbe dovuto essere quello dedicato a combattere l’antisemitismo la cui onda vergognosa sommerge il mondo, insieme avrebbero dovuto essere alzate la bandiera israeliana e quella ucraina. Non è avvenuto.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/cosi-si-uccide-una-grande-ricorrenza-6622.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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