
A distanza di cinque mesi dall’unica messinscena che il pubblico aveva potuto seguire soltanto in streaming, causa lockdown, “Così fan tutte” di Mozart è stata finalmente rappresentata al Teatro del Maggio per inaugurare la stagione lirico-sinfonica 2021/22. La regia era la stessa, firmata da Sven-Eric Bechtolf, mentre sul podio al posto di Zubin Mehta figurava l’ungherese Adam Fischer. Proprio quest’ultimo, esperto del repertorio austro-tedesco fra ‘700 e ‘800, ha adottato una lettura decisamente serrata e vibrante, che da una parte ha contribuito a mantenere una certa tensione, dall’altra ha creato qualche momento di sfasatura fra orchestra e palcoscenico; qui i cantanti interpretavano i loro ruoli, muovendosi e recitando sotto la regia accurata di Bechtolf, che restituiva con efficacia i giochi di perfette simmetrie, fondamentali in questa opera dall’equilibrio assai delicato, mentre l’impianto scenografico di Julian Crouch, caratterizzato da un imponente emiciclo ligneo ora aperto ora chiuso, era piacevolmente arricchito da alcune eleganti proiezioni di Josh Higgason.
Il cast dei cantanti era lo stesso di fine marzo, con l’eccezione di Kate Lindsey (al posto di Vasilisa Berzhanskya), che interpretava una Dorabella di non grande autorevolezza e a tratti vocalmente debole; la moldava Valentina Nafornita, nei panni di Fiordiligi, è apparsa invece dotata di un timbro raffinato, che emergeva nelle arie più sognanti, ma più limitata nell’agilità vocale. A completare il gruppo femminile la bravissima Benedetta Torre, una Despina vivace e di efficace presenza scenica. Nel cast maschile spiccava Mattia Olivieri, un Guglielmo sicuro e dalla vocalità avvolgente, accompagnato dal Ferrando interpretato da un Matthew Swensen un po’ spento e dal Don Alfonso di un Thomas Hampson di grande esperienza scenica. Molto buoni gli interventi del coro, istruito da Lorenzo Fratini.
Caloroso successo di un pubblico complessivamente abbastanza cospicuo, considerando le limitazioni numeriche per le norme anti-covid.
Luca Summer

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