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Cos’è la Casa dei riformisti?

di Mauro Del Bue | 4 Giugno 2012

La ricomposizone identitaria della sinistra italiana è necessaria se vogliamo formare l’Europa politica. 

Penso che nel nostro dibattito sia nata una certa confusione fra tre questioni: la politica del nostro partito, la lista elettorale da mettere in campo alle prossime elezioni e la coalizione da comporre. Così si usa lo slogan “Casa dei riformisti” un po’ per l’una questione, un po’ per l’altra e un po’ per l’altra ancora. E ognuno acconsente o polemizza a seconda dell’interpretazione di comodo. La questione politica che dobbiamo agitare, non ci dev’essere alcun dubbio al proposito, è la questione socialista, sottolineando due elementi indiscutibili: e cioè che la ricomposizone identitaria della sinistra italiana è necessaria se vogliamo formare l’Europa politica, e che questo “ventennio nero” senza socialisti, caratterizzato da pidiessismi, diessismi, ulivismi, democratismi, ha portato a svuotare l’anima della sinistra e la sua crisi ha aperto le porte al grillismo. Guai a noi se cediamo su questo punto. Che è poi l’unico motivo che ci spinge ad esistere ancora. Quindi bene tutte le costituenti, gli appelli, le sollecitazioni all’unità dei socialisti ovunque dispersi e sommersi. E’ evidente che il tempo, assai breve, che ci separa dalle elezioni, deve spingerci ad occuparci anche della lista elettorale, Su questo sospendo il giudizio nel senso che prima dovremo accertarci di quale sarà la legge elettorale. Possiamo avanzare solo due ipotesi. Se rimarrà una legge con gli sbarramenti previsti dal Porcellum noi dobbiamo comporre una lista socialista o laico-socialista o radical-socialista. Avremo tutte le possibiltà di eleggere parlamentari e di ritornare così nelle istituzioni coi nostri emblemi. Se invece vi saranno sbarramenti alti, allora sarà inevitabile rivolgerci al Pd e magari parlargli anche di Casa dei riformisti, anche se credo che difficilmente il Pd rinuncerà al suo simbolo. Per ciò che riguarda la coalizione penso che si dovrà fare di tutto per evitare la foto di Vasto, sia perchè non mi sembra, quella, la soluzione migliore per governane il paese, sia perché assomiglia troppo alla gioiosa macchina da guerra che poi divenne così triste dopo l’esito elettorale. Non penso affatto che il centro-destra non produca infatti profonde innovazioni da qui al voto. In genere chi perde cambia. Il pericolo è che non cambi chi crede di aver vinto.

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giorgio moscatelli

    12 Giugno 2012 alle 14:23

    Spero di non aver capito bene il commento di Domenico, Sogno da tempo la rinascita della sinistra …vera. Quella che nei suoi pensieri mette gli “ultimi” avanti ai “primi” e lotta per loro. Ma una sinistra anche di cui essere orgogliosie non doversi vergognare per i suopi uomini e i suoi imbroglioni. Bisogna ripartire da Craxi, per essere orgogliosi dei socialisti?? Ma Craxismo oltre che affari con la politica ormai significa Cicchitto, Brunetta, Sacconi ecc. gente di Craxi che non ha trovato veregognoso espatriare nella destra degli ex Fascisti, e con gentaglia com Berlusconi Piduista e il compagno di merende mafiose Dell’Utri. Avessi detto Pertini allora si. ma con Craxi proprio no! la sua intelligenza non si discute, ma ha portato il malaffare della politica a sistema istituzionale. E ha portato il Partito Socialista alla scomparsa e i veri socialisti ad essere insultati come l’esempio della corruzione e doversi nascondere Ma che per caso fai parte di quella squadra???

    Rispondi
  2. molinari maurizio

    6 Giugno 2012 alle 08:12

    Il problema non è l’orgolio socialista, non sono da 40 anni iscritto al partito per pura indentità ma, losono per portare avanti un progetto politico che porti l’Italia nel consesso dei paesi NORMALI.
    la non politica del PD a creato non un vuoto ma una voragine a sinistra , questa voragine la possiamo colmare solo noi.
    Chianare “casa dei riformisti” una prospettiva politica è infelice, (Boselliana memoria) meglio portare avanti una politica che faccia del nostro partito il rfierimento per tutta l’area che vede nel PSE e nella sua politica una speranza per una Europa che, non è più un gigante economico , è sempre più un nano politico e sempre più una nullità militare Puntiamo su un discorso PSI il resto e nulla , vive solo di mancanza di progetti credibili, progetto che manca talmente tanto che molti preferiscono Grillo e stelle connesse.. all’attuale paralisi
    Compagno Maurizio Molinari PSI

    Rispondi
  3. Domenico Civitano

    6 Giugno 2012 alle 00:14

    Quando i socialisti hanno tentato di poter formare una grande sinista, il Partio Socialista Italiano ha registrato le più grosse sconfitte elettorali.La politica di De Martino portò i socialisti al 7% circa. Certi errori non si devono ripetere. Con il PD bisogna chiudere definitivamente il tema dell’alleanza. I socialisti se sono veramente tali devono partire da Craxi: autonomia assoluta e programma riformista. Rivendicare l’orgoglio socialista con uomini nuovi e onesti, con la sola ambizione di ripristinare la politica con la “P” maiuscola.
    Domenico Civitano

    Rispondi
  4. Domenico Civitano

    6 Giugno 2012 alle 00:10

    Quando i socialisti hanno tentato di poter formare una grande sinista, il Partio Socialista Italiano ha registrato le più grosse sconfitte elettorali.La politica di De Martino portò i socialisti al /% circa. Certi errori non si devono ripetere. Con il PD bisogna chiudere definitivamente il tema dell’alleanza. I socialisti se sono veramente tali devono partire da Craxi: autonomia assoluta e programma riformista. Rivendicare l’orgoglio socialista con uomini nuovi e onesti, con la sola ambizione di ripristinare la politica con la “P” maiuscola.
    Domenico Civitano

    Rispondi

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