
Elly Schlein potrebbe avere un ruolo internazionale importante per favorire il processo di pace a Gaza giunto in questi giorni ad un cruciale punto di svolta. Dopo il cessate il fuoco (precario), il ritorno di tutti gli ostaggi israeliani vivi e deceduti, il riavvio degli aiuti umanitari, l’inizio dei lavoro del comitato tecnico palestinese per la gestione quotidiana della Striscia, la riapertura del valico di Rafah (con il supporto della UE) resta un nodo cruciale da sciogliere per stabilizzare l’ area e avviare la ricostruzione: la smilitarizzazione di Gaza. La pace potrebbe essere a portata di mano, ma servono due condizioni essenziali, fortemente intrecciate tra di loro: il disarmo di Hamas e il dispiegamento di una forza multinazionale di peacekeeping. Su ambedue i punti Elly Schlein dovrebbe lanciare un appello ai progressisti europei e internazionali. E’ fondamentale che personalita’ di sinistra vicine alla causa palestinese ( mi vengono in mente il premier spagnolo Pedro Sanchez, i sindaci di New York Mamdani e di Parigi Idalgo solo per fare tre esempi) si rivolgano ai vertici ed ai miliziani di Hamas con parole di verita’ : senza il disarmo delle brigate Al Quassam il popolo palestinese non avra’ ne’ un futuro ne’ tanto meno un suo stato. Un discorso analogo vale per i contigenti miltari di stabilizzazione: l’ Europa puo’ avere un ruolo fondamentale inviando migliaia di miltari di peacekeeping per la stabilizzazione di Gaza, una scelta da decidere al piu’ presto in sede di Parlamento e di Consiglio Europeo. Solo impegnandosi al massimo su questi due fronti Elly Schlein potra’ dimostrare che l’ impegno per la pace del PD non e’ un espediente retorico,ma una azione tangibile in grado di fermare la tragedia innescata dal massacro del 7 ottobre. Ci sono momenti storici (come quello che stiamo vivendo) in cui rompere il ghiaccio e dare esempio puo’ fare la differenza.
Marco Mayer

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