Almeno salutiamolo per l’ultima volta, il caro ubriacone Boris Nikolajevic Eltsin, abbattuto da un infarto a settantasette anni! 77, come le gambe delle donne, che sicuramente apprezzava alla maniera rustica dei mugiki, visto che una volta in pubblico pizzicò addirittura una polposa ministra (ve l’immaginate Borborigma in analoga situazione con la Melandri? Come minimo, la Fata Turchina darebbe la stura a un ruscelletto di lacrime). Per i comunisti, se credessero al diavolo – e magari è così, dopo tutti i rivolgimenti che li hanno condotti fin dentro la casa democristiana -, il decaduto Zar della Russia dimezzata doveva essere l’incarnazione del signore delle tenebre, a causa della distruzione del ‘paradiso’ sovietico. Proprio per l’interdetto dei ‘compagni’ occidentali, Eltsin è sempre stato considerato in subordine all’imbelle Gorbaciov, cui fu invece accreditata la grandezza del politico di razza. Ma questi sono i misteri nemmanco tanto misteriosi della Storia, una gran baldracca sempre pronta a saltare sul carro del vincitore, anche se si tratta chiaramente di uno sconfitto. Come uomo, Corvo Bianco era prorompente, un magnifico demagogo e un teppista della perestrojka. L’apice lo raggiunse nell’agosto del 1991, issato dalla folla moscovita su un carrarmato golpista già arrestato dalla forza degli eventi. Sarebbe potuto essere un grande della Terra, ma a certi uomini accade di bruciare in un attimo tutte le proprie potenzialità: tuttavia, quell’attimo lo ha consegnato alla baldracca di cui sopra e alla nostra riconoscenza. Gli errori che non gli potremo (forse) mai perdonare, la Cecenia e Putin. Ma al primo era costretto dalla propria natura ‘troppo russa’, come la definì un intenditore quale Solzenicyn, e il secondo sa tanto di scommessa persa: se un ingegnere minerario, funzionario di seconda fila, non fervente marxista, era riuscito a prendere in mano la Russia e a condurla verso una balbettante democrazia (settant’anni e passa di comunismo mica erano bruscolini), perché il gioco non sarebbe potuto essere completato da un oscuro kaghebeista disinteressato alle questioni ideologiche? Be’, ad ogni buon conto, eccoci qui a versare più di un goccio di vodka sulla tomba del vecchio Boris. Speriamo che dall’altra parte ci sia qualche angelessa polposa: anche se sto Occidente bastardo fa finta di nulla, ti deve qualcosa di più della pubblicità di una pizza! Ti deve l’emozione irripetibile di quell’agosto sul carrarmato soggiogato…
Giovanni Maria Mischiati – Torino

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