Spettacolo indecoroso
Quando un giudice ti offende pesantemente, senza sapere neppure chi sei, senza conoscere la tua storia personale, e quando vedi certi politici offendersi tra loro, riesce difficile avere fiducia nel nostro sistema.

Se poi si ha di fronte una donna, gli addetti ai lavori si scatenano con le frasi a doppio senso, del tipo: rimanga a casa a fare la calzetta, è troppo bella per fare politica, farebbe meglio a fare la moglie… Se il tutto avvenisse in privato, rimarrebbe un problema fra di loro. Ma quando i programmi vanno in onda in prima serata, davanti a milioni di spettatori, il comportamento dei parlamentari (non tutti; le eccezioni in senso positivo ci sono) è fortemente diseducativo.
Le persone che siedono in Parlamento dovrebbero rappresentare un’elite sotto l’aspetto comportamentale, dimostrando in ogni occasione equilibrio e signorilità. Viceversa, ci troviamo di fronte a comportamenti scomposti e volgari.
L’immunità parlamentare dovrebbe riguardare solo la critica politica. Quando le offese sono personali e prescindono dalla valutazione politica, il parlamentare dovrebbe rispondere del proprio comportamento alla giustizia ordinaria.
A proposito di giustizia, un altro ambito in cui impera il “diritto di diffamare”, senza avere la possibilità di opporsi, è quello dei tribunali. Intendiamo parlare del cosiddetto “diritto alla difesa” riservato agli avvocati, che viene abusato in tutti i modi. In buona sostanza, un avvocato che difende un delinquente, può riempire di letame la persona che ha promosso la causa (la parte offesa).
In nome del diritto alla difesa possono attribuirti dei misfatti mai commessi, senza poter far nulla.
Una delle ragioni per cui molte persone non denunciano i torti subiti, risiede proprio nel fatto che il cittadino comune, non vuole entrare in questo trita tutto
Quando un giudice ti offende pesantemente, senza sapere neppure chi sei, senza conoscere la tua storia personale, riesce difficile avere fiducia nel nostro sistema giudiziario.
Il più delle volte non vengono denunciati i torti subiti, perché quando si ha a che fare con l’apparato dello Stato i cittadini si sentono tutt’altro che protetti.
Una democrazia può dirsi tale, solo quando il cittadino può salire le scale di un palazzo di giustizia senza aver timori.
In Italia (e non solo da noi) non è così. Così stando le cose, rivolgiamo un messaggio ai più, ma in modo particolare ai giovani, affinché si battano per il cambiamento, e per una democrazia in cui ogni cittadino abbia il diritto di essere rispettato, e per una nazione in cui venga abolito il “diritto di diffamare”. La critica politica deve rimanere tale, il giudice e l’avvocato dovrebbero servirsi solo di fatti che possono dimostrare e non di congetture offensive. Le parole a volte, feriscono più di un’arma.

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