Il continente europeo ha vissuto oltre sessant’anni di pace, fatta eccezione per alcuni Paesi dell’Est, che sono stati toccati da guerre e rivolte che hanno interessato aree ben delimitate. Intendiamo riferirci alle rivolte d’Ungheria (1956) e Cecoslovacchia (1968) e alla guerra interna,che ha portato alla disgregazione dell’ex Jugoslavia. L’Europa occidentale ha vissuto un periodo di tranquillità forse irripetibile. Purtroppo, dopo la caduta dei governi autoritari di Libia, Egitto, Iraq, Tunisia e il fallimento della cosiddetta primavera araba, queste ed altre nazioni dell’Africa e dell’Asia, sono cadute nel caos. Le cose vanno male anche in Siria, dove la guerra civile e l’avanzata del califfato rendono la situazione a dir poco drammatica. In questa situazione esplosiva, si è inserito l’Isis (lo Stato islamico) con la politica del terrore nei confronti dei nemici, ma anche con un’accattivante propaganda che favorisce il reclutamento. Lotta all’alcol e alla droga, internet point gratis nei villaggi conquistati, e lavoro offerto a tanti, sono alla base del proselitismo dell’Isis, i cui promotori fanno presa sulle popolazioni occupate predicando la guerra santa (la jihad), forti del malgoverno patito dalle popolazioni locali, sotto i vari regimi di Ghedaffi e dei suoi omologhi. In questo contesto preoccupante e desolante si inserisce l’Onu, con un ruolo pleonastico, mentre avremmo bisogno di un governo del mondo, capace di gestire tutte le aree di crisi presenti sul pianeta. L’Onu, con le sue regole farraginose è superato. Si pensi al fatto che ancor oggi, ci sono nazioni quali Francia, Cina, Inghilterra, Russia e Stati Uniti, che possono bloccare le decisioni dell’Onu, avendo la facoltà di veto. Centonovanta nazioni votano un provvedimento, ed un solo Paese -che ha capacità di veto- lo può bloccare; questa non è democrazia. Se l’Unione mondiale delle nazioni, dovesse avere una grande forza di intervento, dieci volte più grande di quella degli Stati Uniti, risulterebbe agevole bloccare sul nascere ogni piccolo focolaio di guerra. E noi non avremmo bisogno di mandare in modo diretto quattromila soldati in Libano, Afghanistan, Kosovo, ed Iraq. Certamente, non è facile riformare radicalmente un istituto come l’Onu, ma così com’è non serve. Si pensi a nazioni di antica civiltà come il Venezuela oppressi da un dittatore che ha rimandato indietro il Paese di 50 anni, senza che la comunità internazionale sia intervenuta. Un governo del mondo, con i singoli stati federati, come gli Usa. E con il governo sovranazionale, la nascita del transpartito. Gli attentati che hanno insanguinato la Tunisia, allarmato nuovamente la Francia, ci fanno comprendere che l’Isis è a qualche decina di chilometri dalla Sicilia; praticamente li abbiamo sull’uscio di casa. Così stando le cose, la pace e la tranquillità che per molti decenni ha scandito le nostre vite, potrebbe essere attentata dal fanatismo islamico.
Contro Isis e guerre…
Il Governo del Mondo
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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