La moneta non è in sé cattiva e il suo uso sconsiderato che crea povertà, monete locali per consumi primari può essere la soluzione.

il ruolo della moneta, non ha solo un contenuto economico di equivalente universale, ma anche una valenza sociale perché quantifica anche differenze di valore a seconda dei gruppi sociali dove viene utilizzata.
Virtualizzare l’economia, creare denaro senza produrre nulla: cosa c’è di più semplice. Se poi si genera una crisi finanziaria, in un mondo che ha una circolazione monetaria nove volte superiore ai capitali “reali” poco male. Per le lobby finanziarie si tratta di una semplice eterogenesi dei fini, un “fastidioso” accidente scientificamente giustificabile, se poi come conseguenza milioni di persone muoiono di fame, se l’impoverimento cresce, la colpa è della globalizzazione, mai dei comportamenti. In questi anni di inizio secolo la società non è diventata più cattiva, è l’uomo che non ha più un’ identità , che è più fragile che ha livelli di scolarità medio-alta, ma scarsi interessi intellettuali.
L’eterno conflitto, tra bene e male o quello per dirla alla Battiato tra sesso e castità, fa la storia di ogni uomo. Il “vile danaro” è solo uno strumento, uno dei tanti, con cui il conflitto si svolge, Il denaro è un artificio tecnico, è come un pullman una istituzione un software, non è buono o cattivo in se lo diventa in base all’uso che ne fanno le persone.
Questa considerazione riguarda anche i manager pubblici o gli alti giudici che percepiscono emolumenti vergognosamente alti e che hanno il coraggio di rivendicare l’art.3 cost. se qualcuno mette in discussione queste retribuzioni. Insomma anche nel 2014, purtroppo nonostante tante ubriacature sull’eguaglianza, vale la legge paretiana del 20-80. Vilfredo Pareto, docente all’università di Losanna,agli inizi del 900, studiandoil livello di di benessere in Inghilterra, scoprì una situazione di squilibrio: enormi quantità di denaro eranoconcentrate nelle mani di pochi individui.
Verificò che questa situazione si presentava anche nei secoli precedenti, e che era identica in altri paesi quali, Stati Uniti d’America , la Francia l’Italia ecc. Era come se ci fosse una legge segreta a governare la distribuzione del denaro. Nel 1950 J. Juran, diede il nome a questa scoperta chiamandola il principio 80/20 : il 20% della popolazione beneficia dell’80% delle ricchezze.
Oggi con la globalizzazione questo fenomeni è del tutto evidente,anche se i governi si sono impegnati utilizzando una tassazione progressiva a ridistribuire la ricchezza tra “ricchi e poveri”, il quadro presentato da Pareto è rimasto immutato. Il 20% dei paesi dispone dell’85% del denaro.
Una delle cause moderne di questa situazione è un uso ampio del concetto di libertà, non è vietata o almeno limitata la libertà di non indebitarsi. Questa limitazione, apparentemente violenta, toglierebbe di mezzo la possibilità di ricatto sui popoli e le loro volontà, che, almeno in teoria, dovrebbero essere sovrane, da parte delle democraticissime, laicissime, progressiste lobby finanziarie.
La moneta moderna è adatta a tutti gli impieghi monetari, le monete antiche tendono ad avere scopi limitati. La moneta a scopo limitato, che ha un livello di emissione basso tende ad arricchire l’articolazione della società, con una certa moneta compri beni di prima necessità con un’altra beni di lusso con una terza paghi le tasse ecc.
In Italia, prima dell’Unità nazionale del 1861 esistevano molti centri autonomi di coniazione delle monete e c’erano monete “forti” che servivano per l’esterno e monete “deboli”, in genere di materiale meno prezioso, che servivano per l’economia locale . Dopo l’unità sorse la prima Banca d’Italia che impose il monopolio della produzione monetaria.
La moneta unica si è sviluppata con l’omologazione dei consumi degli stili di vita, ha generato la riduzione della varietà dei legami sociali trasformando quasi tutti i rapporti sociali in scambi monetari tra consumatori e produttori, unitamente alla omologazione delle merci ed alla loro libera circolazione, anche i rapporti affettivi quali ad esempio tra genitori e figli si riducono a scambi i-pod e studi tablet e vieni in gita coi nonni ecc. Il denaro è diventato così un qualcosa di estraneo che appartiene a tutti e a nessuno infatti con la stessa moneta si comprano dei beni alimentari, droghe, armi affetti.
Un’unica moneta per tutti gli scopi ha portato ad una insopportabile, scandalosa, condizione : una parte dell’umanità ha difficoltà a vivere senza moneta perché sono state cancellate le altre forme sociali dello scambio, mentre una minoranza estrema concentra nelle sue mani una quantità enorme di denaro con il solo scopo di accumulare potere. Solo ripristinando l’uso di più monete, e soprattutto coniando monete per i mercati locali e per i beni di prima necessità, è possibile ristabilire l’equilibrio che ha guidato in passato il rapporto tra economia, istituzioni e società. La moneta elettronica le carte prepagate che possono essere utilizzate solo nei mercati locali emesse dalle Regioni possono essere una soluzione da seguire.

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