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Contraccezione e aborto. Diritti o concessioni?

Sono non poche le zone della nostra Penisola dove non si trova un ospedale per abortire, oppure ci sono liste di attesa che portano anche a far venire meno la possibilità pratica di interruzione di gravidanza.

di Vincenzo Donvito | 11 Ottobre 2020

Ora che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato le minorenni ad usare una pillola di “contraccezione d’emergenza”, che se presa entro 5 giorni da un rapporto sessuale a rischio induce le mestruazioni ed evita la formazione del feto (1), il nostro Paese, a livello normativo, si colloca in buona posizione per quanto riguarda la contraccezione. Ricordiamo che anche la pillola contraccettiva può essere utilizzata dalle minorenni.
Ovviamente c’è il problema che tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. Non solo perché per esempio, ci sono ancora persone contrarie alla contraccezione (qualcuno la chiama ancora metodo nazista…[2]), ma perché, quanta informazione – scolastica e non solo – viene data alle ragazze in età fertile per abituarle ad avere a che fare con i farmaci e gli altri dispositivi tecnici per la prevenzione della gravidanza e, in sostanza, informarle sulla loro libera e consapevole espressione sessuale? Le strutture predisposte all’informazione sono limitate e, talvolta, gestite da persone che fanno di tutto per scoraggiare l’uso di qualunque dispositivo abbia a che fare con la contraccezione.

Oltre la contraccezione, quando questa non c’è, si presenta la necessità del ricorso all’interruzione della gravidanza. Che in Italia, nonostante ci sia una legge, la stessa non viene applicata per la sua condizionata interpretazione: il diritto del medico all’obiezione di coscienza viene garantito a discapito del diritto della donna a praticare l’aborto.
Sono infatti non poche le zone della nostra Penisola dove non si trova un ospedale per abortire, oppure ci sono liste di attesa che portano anche a far venire meno la possibilità di pratica interruzione di gravidanza perché si va oltre il periodo consentito per praticarlo (90 giorni dalla gestazione). In Italia, 7 ginecologi che operano negli ospedali su 10 sono obiettori (3). La percentuale di obiezione supera l’80% in ben sette regioni, arrivando al 96,9% in Basilicata (4), senza contare gli anestesisti (48.8%) e il personale non medico (44%).
Per capire meglio: in Germania gli obiettori sono il 6%, in Francia il 3% mentre in Svezia e in Finlandia non esistono nemmeno (5).

Uno degli slogan che spesso si sentono da parte di chi difende il diritto all’aborto è “la 194 [ndr: il n. della legge] non si tocca”. E invece andrebbe proprio toccata, quanto meno per far sì che il diritto di una categoria (medici, e sanitari più in generale) non impedisca l’uso del diritto da parte delle persone per cui esiste questa legge, le donne. Altrimenti è una legge che non ha senso, venendo a mancare il principio base della sua applicazione: la fruizione da parte dei soggetti interessati.

Se quindi oggi abbiamo l’estensione del diritto alla contraccezione d’emergenza per tutte quelle donne che potrebbero averne bisogno, perché non ci deve essere altrettanto diritto per quando, in qualche modo, questa contraccezione viene meno?

NOTE
1 – molti, semplificando, la chiamano pillola abortiva, ma non lo è e, soprattutto, non va confusa con la RU496, questa sì vera e propria pillola abortiva. Qui la notizia: https://www.aduc.it/notizia/pillola+dei+giorni+dopo+anche+minorenni+senza_137437.php
2 – https://www.huffingtonpost.it/entry/azione-cristiana-evangelica-scelta-aifa-sulla-pillola-abortiva-e-nazista-conte-intervenga-o-responsabile-di-strage_it_5f82d175c5b6e5c31fffb5dd
3 – http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2686_allegato.pdf
4 – http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2686_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf
5 – https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/10/aborto-lobiezione-di-coscienza-nel-mondo-in-svezia-e-finlandia-non-esiste-in-italia-le-percentuali-piu-alte/3190037/

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : EditorialeTag: aduc, espressione, francia, germania, informazione, italia, mare, medici, mondo, notizia, persone, slogan

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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