Anche se i signori del rating non si accontentano mai o sono un po’ in ritardo è chiaro che l’Italia sta cambiando.

Monti prende a Parigi, proprio nella terra che ci ha sempre guardato un po’ così, il premio europeo dell’anno non c’ è dubbio che qualcosa sta cambiando e pure alla svelta.
La tappa americana suggella una strategica alleanza e allarga gli orizzonti al mondo globale perché a guardar bene il mercato è proprio tutto bello collegato.
I giovani e il loro lavoro, le imprese e la loro crescita sono nei programmi dell’investimento a lungo termine ma c’è da governare l’indebitamento per il quale si prospettano maglie un po’ più larghe. Ma la somma è sempre lì ad ammonirci che dobbiamo abbattere costi e creare ricchezza.
Quello che è importante è che dopo mesi e anni di procedure di raccordo per tentativi e per summit a due o a tre si vada a …quelle che potremmo chiamare “concordance comunitarie” , procedura di condivisione, nell’interesse dell’Europa che non è solo la somma degli stati che la compongono ma che è anche soggetto economico, politico, sociale.
Da qui la grande sfida di allargare responsabilità e proposte anche a paesi fuori dalla zona stretta euro perché la capacità di recuperare e reinventare il futuro riguarda quadranti geografici ben più grandi della tutto sommato piccola zona euro. India, Brasile, Giappone e Cina sono frontiere economiche sempre più sottili e mercati sempre più integrati. Come dire che fra un po’ non ci sono abbastanza continenti per capire come cambia il mondo dell’economia e delle finanze ma anche dei mercati, delle idee e dell’innovazione.

Lascia un commento