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Conte Presidente sta prendendo le distanze da se stesso. Dicesi Sindrome bipolare.

di Carla Ceretelli | 5 Ottobre 2020
Il Premier Giuseppe Conte (Foto fonte Wikipedia)

Un dotto amico psichiatra mi riprende e corregge: disturbo dissociativo della personalità tipo Jekyl/Hyde. Un altro sostiene che trattasi di senilità precoce dato che non ricorda molte cosette di cui era a conoscenza avendo dato l’avallo, come responsabile per costituzione, all’operato  dei componenti del governo. Esistono, infatti, due atti formali della Presidenza del Consiglio dei Ministri che precedono quell’aumento di stipendio di cui avrebbe beneficiato Tridico: una videoconferenza del 16 giugno e una nota protocollata del 14 luglio.  Con tanto di timbro ufficiale anche relativo alla  retroattività. Dunque Giuseppi o dormiva o era ebbro. Insomma continua a dare i numeri. Quelli che ci ha propinato attraverso i membri della magna task force, comitato tecnico scientifico, durante il terribile lockdown. Ma ora non è più tempo di sterili numeri ma di fare uscire dal coma  il Paese. E si sente, si percepisce che sta brancolando nel buio. Ma navigando a vista. E questo è già ossimoro di per sé. Governo nel fango. Alla luce dei fatti sotto gli occhi di tutti. Non tanto per il merito quanto per il modus operandi. Il paradosso nostrano oggi sfocia nell fatto che sono bastate  ventiquattr’ore  per archiviare quasi definitivamente  e  superare l’anima della vecchia alleanza fra Lega e M5s. Ripudiando   se stesso, visto che di quell’esecutivo lui era il Presidente del Consiglio. Senza annunci clamorosi, quasi in sordina, come consuetudine,  il premier ha bocciato le due misure economiche simbolo di quella esperienza.  Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.  Insieme ai  Decreti sicurezza di cui la modifica è stata già annunciata.  Ache se al RDC dovrebbe dare una ritoccatina. Trucco e parrucco, insomma. Un semplice tagliando. Conte II ha affossato metaforicamente il fiore all’occhiello, la fotina    emblematica del Conte I,  come se lui in quell’immagine non  fosse presente. Nel gennaio 2019, Salvini e Di Maio sorridenti e trionfanti  al suo fianco dopo la conferenza stampa  per annunciare il varo delle due leggi assistenzialiste  che non piacevano all’opposizione. Evidentemente più lungimirante, mentre si sgolava  sostenendo  che i sussidi, associati ai navigator, ectoplasmi viventi,  non servono se non in momenti contingenti e limitatissimi.  Dato che immobilizzano le risorse e le rendono pigre. Non decenni, ma venti mesi fa. Eppure l’opposizione di allora e in parte di oggi, inascoltata  totalmente, anzi insultata, dimostra finalmente,  papale papale, quanto aveva ragione. Del resto qualsiasi cittadino di buon senso con un minimo di cognizione di economia liberale, c’era arrivato. Come non dire e ignorare la Tridicostory? Si riducono i margini per i diritti dei semplici e indifesi cittadini  e crescono gli abusi dei prepotenti. Urge mozione parlamentare   per  dimissionare  Presidente INPS  per totale incapacità gestionale motivate dall’incapacità gestionale oltre a bieco  interesse privato. Ma non per la cifra,  comunque idonea e adeguata  per un  top  manager. Cifra che tutti i cittadini avrebbero approvato o almeno accettato,  se avessero ricevuto  le loro spettanze in tempo utile. Ma, quando il Premier esordisce “In questo momento quindi, il presidente Inps, i lavoratori e tutti coloro che hanno un ruolo, io per primo, dobbiamo lavorare giorno e notte per far sì che tutti percepiscano la Cig nei tempi previsti e senza ritardi.” magari i cittadini che aspettano da  6 mesi, si sentono presi un tantinello in giro. Per non dire della rivelazione  della richiesta del bonus i 600 euro,  di parlamentari e amministratori locali. Indecente  azione  ma lecita, che esprime   l’incapacità del Governo, oltre all’incompetenza dei tecnici che lo circondano di legiferare con  saggezza in regime d’emergenza, cioè senza discussione parlamentare, per  evitare sciacalli e  abusi. Oggi alla ribalta. Ricchi finti poveri , mafiosi e  corrotti. Nonché personaggi inquietanti o addirittura terroristi. Nessun alibi di alcun genere dunque  senza nessuna  riserva,  verso chi, nella  desertificazione dei  cittadini aventi davvero diritto,  ha pensato  al proprio tornaconto,  in modo e in circostanze indecenti. Come si diceva, non tanto per il merito quanto per il modus operandi. Ideatore, sempre lui, Tridico, del  più grosso e costoso fallimento in tema d’interventi sociali. Soldi pubblici regalati a fannulloni, imbroglioni e criminali, con le dovute eccezioni,  senza alcuna apprezzabile produzione di nuovi posti di lavoro.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: buon senso, conferenza stampa, consiglio dei ministri, costituzione, emergenza, euro, fallimento, governo, inps, lavoro, lega, merito, misure, opposizione, personaggi, posti di lavoro, presidente del consiglio, presidenza del consiglio, regime, soldi, sussidi

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi Orsatti

    6 Ottobre 2020 alle 17:45

    Non condivido l’articolo della Sig.ra Carla Ceretelli sulla Sindrome Bipolare in quanto all’epoca del Governo Conte 1, lo stesso Presidente non aveva un mandato pieno ma un accordo a tre dove Salvini tesseva e disfaceva la tela a suo vantaggio rendendo inesistente il lavoro del Presidente tanto che lo stesso veniva definito “il Pinocchio di turno”. Salvini abbandonando la scena governativa in quel giorno d’estate ” Al Moito” ha fatto si che emergessero le qualità del Presidente del Consiglio Conte che diplomaticamente fino ad ora ha rappresentato all’estero e tutelato al meglio il nostro Paese con la sua presenza ovunque..fino a prova contraria!

    Rispondi
  2. Claudio Morgese

    6 Ottobre 2020 alle 15:52

    Ottima iniziativa

    Rispondi

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