C’è la guerra in Ucraina e l’Italia ne è oggettivamente coinvolta, è riesplosa la pandemia, c’è la siccità, la crisi economica incomincia a mordere, le difficoltà degli italiani sono sempre più evidenti con tutti i rincari in corso che ben presto peseranno sulla loro vita quotidiana. Ma all'”avvocato del popolo” interessa ben poco, continua a strappare e a mandare ultimatum irricevibili. Guida una sempre più assottigliata truppa di Che Guevara “de no altri”. Il governo va in crisi e Draghi è costretto a dare le dimissioni e a rivolgersi a Mattarella. La situazione è gravissima e tutto rimane appeso ad un esile filo di speranza. Mercoledì si andrà al redde rationem e in Parlamento si capirà se c’è ancora una possibilità di mantenere in piedi la compagine governativa fino alla scadenza naturale del 2023. Il voto anticipato è sempre più vicino. Questa scelta dei grillini non tiene ovviamente conto del nostro alto debito pubblico e dei miliardi che rischiamo di perdere lasciando il paese in una crisi estiva incomprensibile. L’Europa è preoccupata di questa assurda vicenda, come anche sono preoccupati gli Stati Uniti d’America. Solo Mosca ne è contenta. Purtroppo il rischio reale è quello di un tracollo del Paese. Fin ora a ben poco sono serviti gli appelli dei sindaci, dei settori produttivi e dei governatori che ben sanno cosa porterebbe questa crisi scellerata. In realtà tranne la Meloni nessun partito oggi è realmente pronto ad affrontare una campagna elettorale che sarebbe infuocata ed autodistruttiva. Ne esce a pezzi il “campo largo” di Letta ed anche il centrodestra non è in buona salute. Oltretutto si andrebbe a votare con il vecchio rosatellum che non è certo garanzia di stabilità futura e di una maggioranza certa uscita dalle urne.
Roberto Caputo

Era cosciente o incosciente? Qualcuno l’ha certamente inventato sto personaggio, arrivato “per caso”!