
Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Forum imprenditoriale Italia-Germania. “Ripeto – ha insistito Tajani – il tema fondamentale è l’aspetto costituzionale, è l’articolo 11 che dice che non si può aderire ad un accordo internazionale se non c’è la garanzia di una equiparazione di poteri” e “l’articolo 9 della proposta presentata dal Board of Peace non garantisce questo, è tutto qua”. L’Unione europea “non aspetterà l’istituzione o un mandato chiaro del Board of Peace su Gaza” per fornire sostegno alla Striscia. Lo ha dichiarato un funzionario europeo. Giovedì 29 gennaio si riunirà a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri, con anche la situazione in Medio Oriente in agenda.
Sul Board of Peace, il funzionario ha sottolineato che “tutti stanno studiando l’iniziativa”. L’Ue è stata “presa di sorpresa da termini di riferimento che vanno ben oltre quanto ci si aspettava sulla base delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”. “Non è un’area facile da analizzare dal punto di vista giuridico”, ha aggiunto, chiarendo che al momento si tratta “più di una decisione politica che legale”. Sul Board of Peace per Gaza “la posizione dell’Italia è di disponibilità e interesse verso l’iniziativa. È chiaro a tutti che l’Italia, ma anche credo la Germania, possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione del Medio Oriente, e che un lavoro che serve per consolidare una tregua complessa e fragile in una soluzione di lungo termine fino alla proposta dei due Stati necessiti del nostro coinvolgimento. Sul Board of Peace per Gaza a Donald Trump “ho detto che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l’iniziativa è stata configurata, chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia ma anche di altri Paesi europei. Il ‘Board of Peace’ è “un teatro dell’assurdo che sta ridisegnando la mappa di Gaza affidandola alla sapienti menti di persone alcune delle quali dovrebbero essere all’Aia per crimini di guerra e alle sapienti mani di immobiliaristi americani”. Così la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, intervenendo in Senato alla conferenza ‘Gaza: giornalisti e sanitari vittime ‘collaterali’ o categorie colpite in modo sproporzionato. Washington sta valutando un ritiro completo delle truppe statunitensi dalla Siria. Lo ha riferito il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi.
La valutazione fa seguito alle iniziative del presidente di transizione siriano Ahmed al Sharaa per assumere il controllo della milizia curda sostenuta dagli Stati Uniti nel nordest del Paese, ha riportato il quotidiano. “Noi guardiamo con grande attenzione a tutte le iniziative portatrici di pace, compreso il Board of Peace, però è difficilmente superabile l’ostacolo costituzionale, quindi, prima di qualsiasi valutazione bisogna fare una valutazione di tipo costituzionale, poi un trattato internazionale è chiaro che deve avere anche un passaggio parlamentare, ma questo è secondario come problema, perché prima c’è l’aspetto costituzionale e dopo l’aspetto costituzionale si rientra nel merito e poi una volta entrati nel merito, qualora uno dovesse scegliere di aderire ci dovrebbe essere il passaggio parlamentare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Forum imprenditoriale Italia-Germania. Il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha declinato l’invito di Donald Trump a partecipare al ‘Board of Peace’. “Apprezziamo l’iniziativa ma decliniamo. Lo stiamo facendo, principalmente e fondamentalmente, in nome della coerenza”, ha dichiarato. Coerenza “con l’ordine multilaterale, con il sistema delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Il Premier spagnolo sottolinea anche che nel Consiglio “non include l’Autorità palestinese”. Italia e Polonia vogliono entrare nel Board of Peace per Gaza, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, ai media presenti sull’Air Force One. “Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi ma prima devono espletare le formalità necessarie”, ha spiegato Trump. Doveva essere il simbolo della nuova diplomazia globale targata Donald Trump, da tempo critico verso le Nazioni Unite e desideroso di costruire un’alternativa, ma il logo del neonato “Board of Peace” per Gaza, presentato a Davos, sembra trasmettere un messaggio molto in linea con la sua visione: l’America di nuovo al centro del mondo. La scelta grafica ha immediatamente alimentato paragoni con il logo delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, dai quali riprende il motivo del globo e della corona, ma in una versione giudicata da molti “americanocentrica” e vistosa, quasi interamente dorata rispetto alle tonalità di blu dominanti per Ue e Onu.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento