La tragedia del nonno annegato per salvare due bambini di otto anni, che sul litorale laziale erano andati in acqua nonostante il mare mosso, induce il vecchio cronista a recuperare una pratica giornalistica in voga soprattutto negli anni Ottanta: i mitici consigli per l’estate.
Consigli che sembrano banali, per la loro logica, ma forse non scontati visto quello che ci propone la cronaca. Direi che al primo punto del decalogo dell’estate c’è proprio il rispetto delle indicazioni in spiaggia. Molti turisti, giovani e anziani, annegano per non aver osservato le elementari norme di sicurezza ricordate in riva al mare dai cartelli, dai volantini e dalle radio, diffuse anche sull’arenile.
Se c’è la bandiera rossa e il mare è mosso e tutti ti dicono di non andare a fare il bagno sarebbe bene non andare in acqua. E questo sarebbe bene diventa un divieto: non andare in acqua. Sopratutto poi se sei un bambino, se non sei un nuotatore provetto e se non sai come cavartela con un’onda anomala o una improvvisa correndo forte. Bandiera rossa vuol dire proprio questo, al mare: fermati.
C’è una differenza bella chiara con la bandiera blu che ti dice vai tranquillo osservando le normali regole tipo non andare a nuotare dieci minuti dopo aver mangiato due piatti di spaghetti allo scoglio, e bandiera bianca ti dice attenzione. Consigli non scontati per l’estate. Anche per la montagna: se volete a tutti i costi fare una escursione tra faggi e abeti, lassù nel bosco, munitevi di coperture necessarie in caso di improvviso temporale e di buon senso aggiunto da mettere in campo quando vi solletica la curiosità di infiltrarvi per un sentiero inesplorato.
Così vanno ricordati i sempre fondamentali consigli per il viaggio: se hai fretta e vuoi arrivare prima di tutti in vacanza evita di partire quando lo fanno anche tanti altri. Ci sono ore e giorni tra il venerdì e il sabato, tra il fine mese e l’inizio mese in cui ci sono più auto in autostrada che nel resto del mondo conosciuto. Bisogna capacitarsene.
E poi se ti metti in strada o in autostrada tra il venerdì pomeriggio e il sabato mattina non puoi pretendere di andare come se fosse un mercoledì qualunque di fine autunno. Ci vorrebbero le bandiere rosse anche ai caselli.
Bisogna inoltre ricordare che d’estate è facile che faccia caldo, o a volte molto caldo, e che si debbano ricercare strumenti per rinfrescarsi o rinfrescare e volendo raffescarsi. Accanto ai gelati o al bagno, qualcuno consiglia anche un buon libro per rinfrescare e raffrescare, oltre ai piedi e alla gola, anche il cervello.
Allo stesso modo quando si parte per una escursione alpina sotto un ghiacciaio, lassù ad alta o altissima quota, è consigliabile riscaldare mani, braccia spalle e arti vari; e magari pure il cervello per poter decidere per il meglio gesti e azioni.
Consigli non scontati per l’estate, si diceva, perché a ben vedere questa stagione mette alla prova il nostro corpo ma anche la nostra mente. Che devono dialogare anche d’estate.
Fabrizio Binacchi

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