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Congresso nazionale +Europa: non sarà solo un casino

La candidatura di Della Vedova, persona tranquilla e preparata, che non riserva certo sorprese, è insidiata dal radicale tradizionale Cappato che invece può riservarne molte seguendo una linea pannelliana.

di Giacomo Properzj | 23 Gennaio 2019

L’ex ministro Calenda è uscito ieri con un documento politico sull’Europa del tutto condivisibile anche se un po’ prevedibile. L’importanza della cosa era però sottolineata da un’infinita (108) raccolta di firme appartenente a sindaci, presidenti di regioni, notabili vari del PD: si tratterebbe di una bozza del listone che Calenda vorrebbe fare per le prossime elezioni europee arricchito eventualmente ancora da qualche uomo “prestigioso”.

Naturalmente perderà voti. Sia a sinistra dove non si fa carico di LeU sia, sopratutto, a destra dove elettori che non voteranno più Berlusconi, che si candida con il dichiaratamente anti europeista Salvini, non avranno punti di riferimento elettorali e, come hanno già fatto in altre occasioni, se ne staranno a casa.

Il generale Von Moltke, quello di Sedan, sosteneva con gli alleati imperiali che la linea più efficace era quella di “marciare divisi, colpire uniti”. La stessa frase fu ripresa anche dal Partito d’Azione al tempo dei Fronti Popolari. L’operazione Calenda, finalmente spuntata dopo mesi di segretezza, presenta questa debolezza che deriva tutta, a mio giudizio, dal sistema delle preferenze che occorre raccogliere per farsi eleggere. C’è qualcuno, in altre parole, che teme la capacità attrattiva di candidati come D’Alema o Bersani, schierati a sinistra, o di belle donne già candidate di Berlusconi schierate invece a destra.

Ma anche per questa ragione si è venuto costituendo +Europa che avrà il suo congresso tra pochi giorni (25-26-27 gennaio) a Milano e nel quale concorrono però, parrebbe di capire, anime differenti e guizzanti come sono spesso quelle dei radicali che prevalgono nella massa congressuale anche se non ce ne sono due che abbiano la stessa idea. La candidatura di Della Vedova, persona tranquilla e preparata, che non riserva certo sorprese, è insidiata dal radicale tradizionale Cappato che invece può riservarne molte seguendo una linea pannelliana. Ma non basta. Oltre alla buona volontà del deputato Fusacchia si è presentata sul podio dei concorrenti anche la Signora Radaelli già candidata di Fratelli d’Italia e amica della energica segretaria di quel partito che avendo pretese di nazionalismo para mussoliniano è molto lontana dalla visione politica dell’Europa democratica e federale. Ma, si sa, nella vita tutto può cambiare anche le idee.

I numeri non sono chiari anche perché la maggior parte dei delegati arriva individualmente senza essersi iscritto a nessuna mozione, libero perciò di comportarsi come vuole all’interno del congresso e tutto ciò è molto giusto. Però il magro gruppo di ex repubblicani e liberali che si è costituito in corrente sotto il nome di Libera Europa non è ancora abituato a questi movimenti così repentini e un po’ spaventato si radunerà il giorno prima del congresso in apposita saletta. Essi pensano di portare un contributo di economicismo alle tesi dei radicali, sia quelli moderati sia quelli più tradizionali, ma si sono già trovati a discutere su Keynes perché qualcuno ritiene questo elegante economista inglese un comunista: tutto sbagliato. Nel nostro Paese proprio adesso c’è bisogno di lanciare opere pubbliche e soprattutto di non fermare quelle che sono già in stato di avanzamento. Si tratta di opere che ci legano maggiormente all’Europa perché hanno prevalentemente un carattere viabilistico e dovrebbero permettere ai nostri imprenditori, una volta ultimate, di avere maggiori strumenti per incidere sui commerci europei.

Ma mentre noi siamo qui a preoccuparti della coesione dell’Europa e dei suoi sviluppi commerciali e industriali il Vice Presidente del Consiglio insulta la Francia al punto che il Presidente Macron convoca la nostra Ambasciatrice. Nel frattempo la maggior parte delle risorse viene ancora impiegata nella spesa corrente per ragioni di carattere clientelare e si sostiene, da parte del Governo, che gli enti economici internazionali non siano in grado di fare previsioni che solo l’intuito della coppia Gigino di Maio e Alessandro Di Battista, noti studiosi, potrà definire il nostro pericolante destino. Personalmente mi ritengo particolarmente fortunato perché i primi che compio saranno gli ottanta ma tu che il 24 compi un anno, sei felice e ridi, cosa succederà di te.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: berlusconi, bersani, elezioni, europa, francia, governo, importanza, italia, Liberali, massa, milano, pd, presidente del consiglio, radicali

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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