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Conclusioni difficili da digerire

Quello della droga è un mercato (bello) florido. Il fatto che sia illegale non frega nulla, perché da oltre cento anni è solo in crescita di “fatturato” e di utenti (altro che telefonini).

di Florenza Carsi | 13 Giugno 2016

Ho già fatto la chiacchiera di politica, tanto vale rovinarmi definitivamente la reputazione di spietata cinica oca giuliva d’affari (con sui s’attizza e si rimorchia che è una bellezza) e trattare un argomento davvero spinoso e davvero difficile come quello della droga. Sarò brutale, come fossi di fronte ad un bilancio societario, ed arriverò a conclusioni difficili da digerire (come capita di fronte ad un bilancio societario).
Quello della droga è un mercato (bello) florido. Il fatto che sia illegale non frega nulla, perché da oltre cento anni è solo in crescita di “fatturato” e di utenti (altro che telefonini).
È un mercato composto da diversi attori in concorrenza. Non esiste un’autorità che vigili sul commercio e la qualità dei prodotti. Neppure qualcuno che rilasci licenze. Non esiste la dimensione fiscale: chi vende non paga tasse. È una vera super cuccagna: liberismo selvaggio e chiunque voglia droga la trova sotto casa senza scontrino al prezzo desiderato (dato, oggettivo, incontrovertibile, acclarato, vero. Punto).
Per ottenere questo risultato, lo Stato italiano spende miliardi di euro e mette a repentaglio la vita dei propri (eroici) servitori chiamati a contrastare sto commercio. Secondariamente, mette a repentaglio la vita dei propri cittadini (spesso giovani e ingenui) che acquistano liberamente merce più pericolosa di quello che sarebbe di suo perché potenziata chimicamente (come vino al metanolo).
Nel frattempo, pochi parlano di centinaia di migliaia di ragazzini e ragazzine (cocozzoni) che acquistano schifezze a scuola e si fa solo retorica se centinaia di agenti, carabinieri, magistrati ci lasciano la buccia per cercare (inutilmente) d’impedirlo. Invece, si fanno novene se cinquemila sprovveduti che perdono soldi investendo in obbligazioni bancarie perché non capiscono la relazione tra tassi d’interesse e rischio (in barba all’etica della responsabilità che per troppi è solo buona per “tutti gli altri”, ma chissà perché, mai buona per loro stessi).
In questa schizofrenica alterazione dei rischi in gioco, e visto che il mercato è nei fatti già liberalizzato ma è senza limiti (ed arricchisce criminali), ogni economista seria arriverebbe ad una conclusione ovvia: andrebbe regolato. Sconvolgente? Si.
D’altronde si fa così per evitare che si fumi schifezze; che si beva alcol al metanolo; che si giochi su tavoli truccati. Se il mercato fosse regolato, avremo prodotti verificati, controlli su chi vende e ne fa uso, tasse pagate, forze dell’ordine che si occuperebbero d’altro, una criminalità privata della maggiore fonte di reddito, migliaia di criminali e reati in meno, e soprattutto qualche ragazzo o ragazzina in meno sul selciato.
Obbiezioni sanitarie? Non sarebbero di natura razionale: le statistiche sulle cirrosi epatiche e tumori polmonari da tabacco: campioni del mondo. Obbiezioni perché s’incentiva l’uso della droga? Un treno già partito: non si parla di liberalizzarla perché già lo è, visto che per un minorenne è più difficile comperare alcol o tabacco (che è regolato) rispetto alla droga in un bagno di scuola. Legittimazione morale della droga? Questo rischio non mi pare impedisca di regolare mille altre cose controverse: uso delle armi, divorzio, aborto, alcol, tabacco, la comunione ai divorziati o la chirurgia per rifarsi le tette. Obbiezioni etiche ed estetiche: meglio un’ubriaca che canta o un fumatore che impuzzolentisce la macchina, piuttosto che uno fatto? Chedddevo dire? Si dice che sarebbe complesso regolare il mercato e mezzo mondo si scandalizzerebbe con l’Italia? A parte che abbiamo già dato spettacolo per anni su vari fronti, ma non credo sarebbe più duro che regolare il sistema bancario o più duro che progettare una sonda per Marte.
Lo so. Sono conclusioni difficili da digerire, moralmente spietate e politicamente improponibili. Roba buona per chi è abituata a calcolare rischi opportunità senza alcuna altra considerazione.
Per me, è un contributo infimo, minimale, inutile, colpevole, tradivo ad una ragazzina di sedici anni che si fatta con della roba velenosa ed è morta sola, in un tugurio.
Pronta ad un volo d’aereo. Tristemente

Ps: Non parlo (non a caso) di prostituzione, perché quella cosa è fatta di esseri umani (non di merce). Non è regolabile come un prodotto .

Pubblicato in : Editoriale, Florenza CarsiTag: anni, euro, giovani, mercato, mondo, natura, obbligazioni, scuola, sistema bancario, soldi, tasse, treno

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

Interazioni del lettore

Commenti

  1. dr A. Mangani

    13 Giugno 2016 alle 16:44

    Trovo totalmente veritiera ed appropriata la vostra denuncia.Sono al vostro fianco. Rendere possibile l’acquisto in farmacia , od in un altro negozio , di una dose misurata e calibrata di coca non tagliata porterebbe anche dei vantaggi in termini di salute pubblica : non si ricorrerebbe più ad acquisti via internet di droghe certamente mortali. Parliamone , parliamone per vedere se qualcuno si unisce a noi. Con tanto affetto
    dr A. Mangani

    Rispondi

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