
Non dei sassolini ma dei macigni si è voluta levare dagli stivali tacco 12 l’ex direttrice dell’Unita’ Concita De Gregorio. Alla riunione dell’associazione Tilt, a Pisa, ha avuto un soprassalto di memoria malandrino, facendosi venire in mente un colloquio di oltre un anno prima con un “altissimissimo” dirigente del PD. Emergeva, o sarebbe emerso, da quel colloquio che il PD avrebbe tramato per perdere le elezioni regionali del 2010. E questo non tanto per sabotare Emma Bonino, candidata ufficiale del centrosinistra, che avrebbe potuto fare arrabbiare il Vaticano con le sue posizioni ultralaiche e, presumibilmente, non remissive ai cospicui interessi della Chiesa nel Lazio. Piuttosto per favorire Gianfranco Fini, all’epoca sponsor di Renata Polverini, candidata del centrodestra, in modo da rafforzare il presidente della Camera ed il suo ruolo di avversario interno di Berlusconi. Insomma, una mossa per favorire svolte politiche effettivamente verificatesi, salvo il fatto chela Polveriniha poi mollato Fini restando all’interno del centrodestra (con sofferenze e attriti vari).
Vero? Falso? E che importa! A dimostrazione che il PD si sarebbe effettivamente sganciato, si cita il fatto che Emma Bonino ha avuto più voti a Roma, città grande, dove è più difficile imporre gli ordini di scuderia, e chela Polverinisi sarebbe ampiamente rifatta nelle altre province. Ma non è un dato decisivo: a Roma mancava la lista dei candidati del PDL per i pasticci verificatisi al momento della presentazione. Logico che ciò abbia penalizzato il centrodestra, e non di poco.
I fatti sono andati come sono andati. Mal di pancia si verificano sempre all’interno dei partiti, ad ogni elezione. Vere e proprie manovre di sabotaggio sono difficili da attuare in proporzione tanto ampia da coinvolgere gli iscritti e gli attivisti di una regione ampia come il Lazio.
Concita De Gregorio non ha reso noto il nome dell’”altissimissimo” dirigente PD con cui avrebbe parlato. E, fatto più grave, non convince quando afferma, lei giornalista, di aver taciuto la succosa notizia per non danneggiare la campagna elettorale perla Bonino.Eallora, perché parlare ora? Perché è stata rimossa dall’incarico di direttore del giornale del PD?
Quale che sia la risposta, non si può dire che questi guai il PD non se li vada a cercare. Lasciarsi abbagliare da nomi sulla cresta dell’onda in quanto star televisive, industriali, banchieri, giornalisti, attori, saltimbanchi, etc. rappresenta per questo partito una attrazione fatale. Senza cedere al cattivo gusto di fare alcuni nomi, con il rischio di dimenticarne altri, sono decine i casi di uomini e donne che immessi nel circuito istituzionale con una certa generosità, si sono poi rivoltati contro.
Almeno il vecchio PCI li sceglieva tra personalità che già avevano alle spalle una carriera. Se poi venivano messi da parte, non cadevano in depressione o in crisi di autostima. Oggi prendono dei signori o delle signore nessuno e li lanciano in orbita. Il fatto è che, finita la spinta propulsiva, pretendono di restarci con le proprie scarse forze.

Provate a considerare anche che tanti partigiani della guerra di liberazione dal Berlusconi potrebbero.adesso guardare retrospettivamente meglio a compagni di lotta e/o sentirsi liberi o obbligati di raccontarne le eventuali nefandezze osservate da sotto l’elmetto in trincea. Nel dubbio non credo sia utile contribuire a risospimgerli in altre trincee o nel deserto-
Concita soffre della stessa sindrome delle mamme che cadono n depressione dopo aver partorito. Lei si è messa d’impegno ed ha partorito, nella sua direzione, un pauroso calo di vendite. Adesso non so se in crisi depressiva ma non credo di autostima (quella è veramente difficile da perdere) ha riacquistato la memoria. Bella novità, al momento delle regionali del Lazio tanti parlavano di uno strano inciucio che era di una chiarezza spaventosa. I radicali avevano subito denunciato quello che stava accadendo ma si sa loro sono sempre pronti a vedere complotti (hanno una buona vista). Ma quale deontologia professa un giornalista che DOVREBBE essere super partes quando tace qualcosa che potrebbe danneggiare il partito cui sente di appartenere? Ma allora cambi mestiere oppure chieda di diventare dirigente di quel partito. La memoria che torna nel momento in cui vieni defenestrata è una strana memoria che non ci piace.
Certo che tra concitite, travaglite e santorite il PD è messo proprio male.
Non ci rimane che intonare il de profundis. Dopo la dipartita dei fasulli democratici, cercasi veri liberalsocialisti.