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Con i resti non si governa

La domanda da porsi è perché i partiti di opposizione non riescono a coagulare e incanalare quel consenso che invece sanno mobilitare altri, svincolati dai partiti.

di Nicola Cariglia | 12 Novembre 2018

Tutti avrebbero potuto esternare soddisfazione e plauso per le ben riuscite manifestazioni antigovernative di Torino, Milano e Roma non promosse da alcun partito ma, si diceva una volta, dalla “società civile”. Tutti, ma non proprio Renzi e Berlusconi che invece lo hanno fatto, dimentichi di un piccolo particolare, o, forse, per cercare di farcelo dimenticare.

Il particolare è che se il governo pentaleghista sembra non avere avversari e può permettersi di maramaldeggiare sulle opposizioni annichilite, lo si deve proprio a Berlusconi e Renzi. Sono loro che tengono bloccati i due partiti che dovrebbero costituire, l’uno a sinistra, l’altro a destra baluardi contro le immani sciocchezze del governo Conte: in campo economico, sulla politica della Giustizia, nella ignoranza delle più elementari regole dello Stato di diritto e della democrazia liberale.

Il successo delle manifestazioni, soprattutto quelle per le grandi opere e contro il decreto sicurezza, dimostra quanto sia vulnerabile il governo quando si passa dalla generica propaganda (di cui le macchine del consenso che fanno riferimento a 5 Stelle e Lega ci sommergono) ai concreti provvedimenti che lasciano insoddisfatta una gran parte del nostro Paese.

La domanda da porsi è perché i partiti di opposizione non riescono a coagulare e incanalare quel consenso che invece sanno mobilitare altri, svincolati dai partiti. La risposta è che gli unici partiti che potrebbero farlo, per la loro dimensione, il PD a sinistra e Forza Italia sul versante moderato di destra, sono da troppo tempo bloccati dalla loro incapacità di darsi una leadership nuova e credibile. E in questo Berlusconi, logorato ma incapace di creare una classe dirigente alla quale lasciare le redini e Renzi per scarsa generosità sono i principali ostacoli. Le energie dei due partiti si logorano nelle lotte interne e poco viene speso per immaginare qualche novità a beneficio degli elettori. Il tempo passa inesorabilmente e giorno dopo giorno PD e Forza Italia appaiono sempre più i resti di ciò che erano una volta. Se non si sbloccano queste situazioni o se non nasce qualcosa di nuovo, si determinerà una situazione paradossale: che 5 Stelle e Lega perdano parte del consenso ma che nessuno sia in grado di sostituirli.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, berlusconi, classe dirigente, consenso, democrazia, democrazia liberale, governo, grandi opere, italia, leadership, lega, macchine, milano, opposizione, pd, provvedimenti, renzi, roma

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    15 Novembre 2018 alle 09:17

    Caro Paolo, che il cattolico liberale, illuminista e socialansioso sia sereno e incurabile, tanto più se ” fiorentino ” che di Firenze non ha capito nulla sulla scia del Gran Tour e degli accademici, è cosa nota da decenni. Non di meno siamo al cospetto di una protervia così incistata e secolare da risultarmi più ingenua che stupida, una protervia da animaletti malati che non riesci a scacciare dalla cuccia, perché ti guardano con civilissima pietà ma mordono appena vuoi mandarli via. Ora si dà il caso che costoro siano i nostri compagni di strada, ed anche se so bene che è inutile parlar loro tanto sono blindati dentro coltroni di fede e ateismo, proseguirò a farlo almeno nella speranza di seminarvi acari e costringere i poltroni nei coltroni a grattarsi di brutto. Altro non so.

    Rispondi
    • paolo francia

      15 Novembre 2018 alle 13:55

      Ahahaah, mi fai sganasciare, abbiamo entrambi fervida fantasia e senso dell’umorismo, pungente e spesso sarcastico, ma descrivi benissimo la situazione. Io anche mi vedo come acaro che da prurito a tanti, e infatti raramente passo inosservato, soprattutto quando ci sono ingiustizie e idiozie, mi hanno alle calcagne fino alla morte mia e loro!
      In pratica vogliono scalzare questo governo con difetti ma anche con pregi, per sostituirlo con un blob moderatissimo, garbato, tanto gentile e tanto onesto pare, ma che si piega a 90° di fronte all’Europa e ci rende sul lastrico come han fatto coi greci, proprio un bell’affare!
      Insomma, ce lo dicano subito e finiscano con questa commediola delle elezioni e della democrazia, che de facto non esisterebbe piu. Bisogna che gli italiani si calino le braghe e paghino tutti i centesimi di debito? Allora a che servono le elezioni, i programmi, le manovre, a icché?!? Punto e a capo, ma andove?!? Roba da matti! Dietro c’é solo il ritorno del rignanese colla corte, e queste siglette gruppettini di moderati impauriti dal fascismo, ma non dal farsi azzerare pensioni e risparmi.
      Forse quando i “moderati” avranno il ben servito dovendosi scucire, come si dice, torneranno a ragionare, fino ad allora, punto e basta.

      Rispondi
  2. paolo francia

    15 Novembre 2018 alle 00:50

    Caro Marzio, mi chiedo perché tu continui a perdere le tue energie su questo sito che pare sempre piu una pagina delle ACLI, solo che le ACLI aiutavano per come potevano la gente a sbrigare pratiche, e credo lo facciano anche adesso.
    Non solo non c’é piu bisogno dei resti, che non servono a nulla, sarà un’operazione camuffata di “Fronte Repubblicano” contro il pericolo fascista. LEU, PAC, IDV, LBPE (lista bonino Piu Europa…) forza, chi ne inventa altre 100….sembrano sigle di esami medici. Le ordino un PAC e un IDV……..
    In piu, antipatico già a pelle, da maestrino petulante, “Punto a capo”, ma punto dicché a capo dicché?!?
    Quello che nasconde questo pezzo di Nicola è che, nonostante l’agitazione, i punti e a capo, il governo va avanti e sta facendo quello che puo’ nonostante cerchino disperatamento di fargli girare la pagina. Tutto questo per rivedere Renzi che conbatte con gli altri galletti del pollaioPD e per farci ritornare la Boschi?!? NO, punto e basta.
    Ecco, io fondo il partito Punto e Basta.
    Caro Marzio, perdi tempo.
    Punto e Basta.

    Rispondi
  3. nc

    13 Novembre 2018 alle 10:33

    Caro Marzio,

    perchè non posti questo commento nella sede appropriata, cioè dove si parla di Punto e a Capo? Tra l’altro potresti verificare che nel programma di Punto e a Capo quanto scrivi in tema di edilizia è contenuto.

    Rispondi
    • carla ceretelli

      13 Novembre 2018 alle 13:48

      Caro Direttore.. scusa se intervengo ma hai davvero una tolleranza a 370°….
      Ringrazio il tuo interlocutore per avere nominato una decina di volte P.a.C, a cui tengo molto

      Rispondi
    • marzio siracusa

      13 Novembre 2018 alle 19:09

      Caro Nicola, non vedo nelle dichiarazioni sul programma quanto propongo riguardo all’avvio dello smantellamento dell’industria turistica e dell’edilizia, il sogno di due interventi giganteschi e pluridecennali attuabili solo con una reale rivoluzione, prima italiana, poi europea e planetaria. Tutto ciò sarà possibile solo quando una cultura nuova opererà contro l’ingessamento cosmopolita del ” bel paese “. Fino ad allora sorbiamoci le spiritosaggini degli amanti della cultura turistica e del portafoglio.

      Rispondi
  4. marzio siracusa

    13 Novembre 2018 alle 10:03

    Se incanalare il consenso significa mettere su il ” Punto e a capo ” fiorentino di questi giorni, mi sembra si sia al solito fermento politico ottenuto artificialmente col frullatore di pseudonovità condivise da tutti da sempre. Di ” Punto e a capo ” sono piene le fosse della storia dei partiti, e altre fosse si preparano. Non è per scoraggiare, ma se ” Punto e a capo! ” lo urlano tutti, compreso Nardella a Firenze, o Renzi e Berlusconi a Roma, non siamo sempre al cospetto della consueta baraonda per trasformare le prossime amministrative nel solto ufficio di collocamento per giovani, e ora anche per vecchi riciclati? C’è solo un ” Punto e a capo “, che vale per Firenze e per l’Italia tutta, smobilitare radicalmente l’industria turistica, vietare con legge nazionale nuove edificazioni tout court, e trasformare l’edilizia in semplice manutenzione dell’esistente. C’è qualcuno che abbia il coraggio di unificare un blocco di forze sociali, politiche, intellettuali e militari per un simile ” Punto e a capo ” e per il trasferimento dei nuovi milioni di disoccupati in settori industriali tali da proiettare la nazione ai vertici mondiali, chiudendo per sempre con lo stucchevole ” bel-paese “, covile per parassiti e canaglie? No, ovviamente, sia mai! Allora fate solo ridere a spiattellare per novità programmi che sono nel ” Punto e a capo ” di tutti da sempre. Ormai visto che Rai. Mediaset, la 7 e tutti gli altri cialtroni fanno pena, siamo alla politica come intrattenimento, il ” dai-da-te ” a imitazione dello spontaneismo sessantottino gabellato per esigenze dal basso. ” Punto e a capo “, col furbissimo Nardella prossimo sindaco.

    Rispondi
  5. LUCIANO PALLINI

    13 Novembre 2018 alle 09:29

    più IN GENERALE UNA SOMMA DI MINORANZE NON FA UNA MAGGIORANZA.. vALE PE RI DEMOCRATICI usa COME PER LA SITUAZIONE ITALIANA

    Rispondi

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