
Al Teatro del Maggio ritorna l’opera lirica con La cenerentola, ossia la bontà in trionfo, di Gioachino Rossini (la prima venerdì 20 alle 20 e le repliche il 22 alle15.30, poi il 24 e 27 settembre alle ore 20). A dirigere Orchestra e del Coro del Maggio Gianluca Capuano, mentre la regia è firmata da Manu Lalli. Per quanto riguarda, invece, gli interpreti vocali, nei panni di Cenerentola/Angelina figura il mezzosoprano Teresa Iervolino, che si unisce a tutti gli altri cantanti: Patrick Kabongo (Don Ramiro), William Hernandez (Dandini), Marco Filippo Romano (Don Magnifico), Matteo D’Apolito (Alidoro). Aleksandra Meteleva (Tisbe) e Maria Laura Iacobellis (Clorinda).
L’allestimento, l’ultima volta visto al Teatro del Maggio nel novembre 2018 per le celebrazioni del 150enario dalla morte di Rossini, nasce dalla messa in scena ridotta del 2017 ideata per il pubblico dei giovani e giovanissimi, sempre di Manu Lalli per Venti Lucenti, e poi ampliato per “i grandi” ancora nel giugno 2017 a Palazzo Pitti. Nella versione di Lalli, piena di spirito e fascino, si ricompongono con efficacia narrativa molti dei tratti favolistici della trama liberamente tratta da Perrault e che il musicista pesarese aveva tuttavia messo in secondo piano a favore di elementi comici e realistici. La messinscena si avvale anche delle belle scene dipinte e degli elementi architettonici di Roberta Lazzeri, dei fantasiosi costumi di Gianna Poli e delle luci di Vincenzo Apicella, riprese da Valerio Tiberi.
La regista Manu Lalli sottolinea che Cenerentola “è certo una fiaba (e in questa versione le suggestioni narrative della fiaba classica sono mantenute quasi per intero, dalla fata, alla zucca), ma è anche molto di più. Rossini scrive come uomo del suo tempo e ciò che scrive, pur senza una dichiarata intenzione edificante, risponde al sentire comune del tempo nel quale l’artista vive e lavora. È la storia del desiderio di un riscatto sociale che così tanto in quel momento storico l’Italia sta vivendo. Un desiderio di libertà, ma più ancora di rivendicazione di diritti, che in tutto il paese, come in casa del cattivo Barone, patrigno di Angelina, sono stati repressi dalla stupidità e dall’ignoranza”.
Il direttore Gianluca Capuano, premio Abbiati come miglior direttore del 2022, ha già collaborato con il Maggio, dirigendo nel 2017 – nell’ambito dell’80esimo Festival – Idomeneo di Mozart con la regia di Damiano Michieletto, messa in scena al Teatro Manzoni di Pistoia e più recentemente, nell’ottobre 2022, Alcina di Georg Friedrich Händel, ancora con la regia di Michieletto. La musica di Rossini è sicuramente molto congeniale a Capuano, il quale afferma:” Frequentemente dirigo orchestre con strumenti originali e quando affronto Rossini, magari con una Orchestra meravigliosa (e moderna) come quella del Maggio, m’impegno con i musicisti a riprodurre il suono e l’archetipo di articolazione come se fosse un’orchestra composta da strumenti originali. Il mio approccio è dettato dall’essere il più fedele possibile, con una lettura stretta e rigorosa, al testo e alla partitura rossiniana per “scrostare” una certa tradizione che ha stravolto questo aspetto e lo ha rivestito di elementi che a mio avviso vanno ripensati proprio per tornare alla freschezza originaria di Rossini”.
Luca Summer

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