Già papa Francesco aveva rimproverato il movimento fondato da don Luigi Giussani, Comunione e Liberazione circa un anno or sono di essere chiuso in sé stesso, un’ala tradizionalista del cattolicesimo, e lo aveva invitato ad aprirsi al dialogo. Forse per questo quest’anno la presenza di uomini di richiamo è stata scarsa, a meno che non si voglia chiamare l’usuale Paolo Gentiloni “uomo di richiamo”. Viene da chiedersi se il Papa abbia depresso gli entusiasmi degli iscritti con tale esortazione o li abbia maggiormente confusi. Poiché in verità il movimento non è mai stato chiuso in sé. Ogni anno faceva cavalcare i meeting a quei personaggi che a loro sembravano i purosangue vincenti più vicini al loro pensiero anche nel tentativo di condizionarli elettoralmente o ideologicamente; poi si sa, anche i destrieri possono azzopparsi: Berlusconi, Formigoni, Renzi…la storia dei meeting di C.L. è piena di cavalli o “mezzosangue” o ronzini azzoppati. In tali frangenti bastava far finta di nulla, in fondo mica erano col bollino di C.L. Erano privati cittadini al potere che avevano sbagliato: nella migliore delle ipotesi compagni dirazzanti, amici che si erano persi: “tre volte sull’altare, tre volte nella polvere”. Più aperti di così non li si poteva immaginare! Poi, a dire il vero, con tutte quelle Compagnie delle Opere, alcune volte incorse in qualche reatuccio patrimoniale, si erano aperti tantissimo ! Dalle Alpi al Lilibeo. D’altronde chi va al mulino s’infarina e chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Ma il papa parlò; e se il papa dice che qualcosa non va occorre quantomeno un ripensamento. Forse voleva dire esattamente il contrario ? Che si erano aperti troppo poco? Ricordiamo è sempre un gesuita papa Francesco. Anche il cambio di vertice da don Giussani a don Julian Carròn, molto soft, può aver determinato un cambio di rotta del movimento. Il nuovo Presidente è molto vicino e parla la stessa lingua di papa Francesco. Carròn aveva incontrato già nel 1982 C.L. in Spagna ed aveva fatto confluire il suo movimento “Nueva Tierra”, un associazione peril recupero di giovani in difficoltà in C. L. Nel 2004 è chiamato a Milano da don Giussani consapevole di lasciargli la guida. Dopo la morte del fondatore nel marzo 2005 viene eletto dalla Diaconia centrale, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione e poco dopo nominato, dal Pontificio Consiglio per i Laici, Assistente Ecclesiastico dei Memores Domini. Nel marzo 2014 verrà confermato presidente della Fraternità per i successivi sei anni. E’ un sacerdote molto colto, ha viaggiato in numerosi paesi con incarichi di grande responsabilità, quali quelli di riallacciare sentimenti unificanti con l’ortodossia russa, inoltre ha studiato alcun tempo in Israele … Insomma, un uomo dai confini molto larghi. Nei prossimi anni vedremo dove butterà C.L. sotto la sua guida. Comunque non potrà fare a meno delle Compagnie delle Opere con tutto il loro carico di responsabilità, poiché è sempre il quattrino che fa ballare il burattino !
Guglielmo Adilardi

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