Succede spesso che le circostanze aiutino gli uomini a crescere. L’impressione è che ciò sia accaduto anche a Silvio Berlusconi. Appena formato il suo quarto governo, il leader del PDL si è trovato di fronte a tre drammatiche emergenze: l’immondizia che seppellisce Napoli, la paura che attanaglia le nostre città, l’Alitalia sull’orlo del baratro. Tre problemi ingigantiti e resi più pressanti perché lasciati a se stessi nella totale inerzia dello Stato. Berlusconi non aveva altra scelta se non quella di rivolgere loro le sue prime attenzioni- E così è stato attraverso il consiglio dei ministri convocato emblematicamente a Napoli.
Le misure adottate presentano anche aspetti criticabili e non convincenti. Ma nell’insieme l’impressione data è stata quella di un governo che finalmente si prendeva cura dei mali che affliggono il Paese: un ritorno dell’autorità dello Stato.
Gli avversari di Berlusconi, in primo luogo il PD, sarà bene che prendano atto di una situazione mutata: il governo in carica gode al momento di un favore che rende la situazione assai diversa da quelle del ’94 e del 2001: gli italiani sono stufi di vivere una sorta di guerra civile combattuta con le armi della reciproca delegittimazione e degli insulti. E, come sempre, i “poteri forti” sono stati pronti a prendere atto della nuova situazione, come dimostrano gli articoli favorevoli al governo del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera. Con un particolare di non poco conto: banche, finanza e industria hanno rapidamente realizzato che l’armistizio con Berlusconi è reso inevitabile dal collasso del PD e della sinistra che nei prossimi anni, causa la loro crisi, non saranno in grado di offrire una sponda alternativa.
Di questa nuova situazione dovranno prendere atto anche tutti coloro che, in Europa, continuano a sperare di poter prendere a pretesto Berlusconi e la presenza al governo di AN e della Lega per lanciare strali, questi si razzisti, contro l’Italia trattata come una sorta di partente povero nel contesto europeo. L’antico gioco di sponda tra fazioni italiane e potentati stranieri non funziona più. Se ne renda conto il capogruppo del PSE al parlamento europeo Martin Schultz, promotore di un dibattito su misure che il governo italiano ancora non aveva adottato. Piuttosto che esercitare una supplenza nel ruolo di opposizione che al momento in Italia il PD, ancora tramortito, non è in grado di svolgere, cerchi di insegnare a Veltroni & C. come ci si prepara a diventare maggioranza. Parli loro di Willy Brandt, Helmut Schmidt, Gerard Schroeder. Spieghi loro che erano socialdemocratici e che, a differenza dei post¬comunisti e dei postdemocristiani nostrani erano orgogliosi di professarsi tali.
P.
COMPAGNO SCHULTZ SI DIA UNA REGOLATA!
Piuttosto che esercitare una supplenza nel ruolo di opposizione che al momento in Italia il PD, ancora tramortito, non è in grado di svolgere, cerchi di insegnare a Veltroni & C. come ci si prepara a diventare maggioranza.

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