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COMMENTO ELETTORALE ED ERRORI TECNICI NEL PROGRAMMA DEL CENTRO-DESTRA A FIRENZE.

Da un lato, la percentuale conseguita dal centro-destra è oggettivamente buona, anche se non esaltante. Dall’altro, è impossibile nascondere un sentimento di rammarico per avere perso un …..tram. di Carlo Vivaldi Forti

di Carlo Vivaldi-Forti | 1 Luglio 2009

Il risultato delle elezioni comunali a Firenze si presta a una doppia e contrastante lettura. Da un lato, la percentuale conseguita dal centro-destra è oggettivamente buona, anche se non esaltante. Dall’altro, è impossibile nascondere un sentimento di rammarico per avere perso un …..tram,(è proprio il caso di dire), che difficilmente ripasserà, anche perché stavolta si poteva davvero vincere. Sul perché ciò non sia avvenuto, credo di poter aggiungere qualche ipotesi a quelle già sentite. Non le ho esternate in campagna elettorale per non sembrare un guastafeste, ma oggi , a bocce ferme, mi sento di poterle esprimere, anche per evitare che certi errori tecnici, o almeno tali li considero, possano indebolire l’opposizione nei prossimi anni.
Mi riferisco al settore di cui sono maggiormente esperto, quello della mobilità e dei trasporti, avendone attentamente studiato i problemi al tempo della Giunta Lando Conti , la prima a presentare un progetto tranviario per Firenze, anche se molto diverso dall’attuale. Ebbene, in questo campo ho rilevato i seguenti errori e contraddizioni, di cui il centro-destra si dovrebbe in fretta liberare, se vuole impostare un’opposizione di governo, come ha dichiarato Galli, e non puramente velleitaria o demagogica, come talvolta sembra.
1. Tranvie : linee 2 e 3. La proposta di cancellare , sic et simpliciter, il progetto delle linee 2 e 3 , come ebbi già occasione di dire a novembre in un Seminario presso il Circolo dei Liberi , non solo non è realistica, ma addirittura controproducente . Infatti, essa giunge fuori dai tempi massimi, quando i progetti sono già in fase esecutiva e i lavori sono pure iniziati , da mesi, in Viale Morgagni. Ritengo invece realistico e possibile invocare talune correzioni di percorso, specie quello riguardante il centro storico, di cui sarebbe opportuno chiedere la totale pedonalizzazione , nell’area compresa fra Piazza S. Marco e Piazza Pitti, eliminando sia macchine che autobus, e conservando solo qualche collegamento mediante minibus elettrici. Le tranvie dovrebbero invece assicurare il trasporto esterno a quest’area , con instradamento sui viali o su strade parallele.
2. Tranvie: linea 1. La linea 1 , di prossima inaugurazione. , era stata concepita nell’ottica di una rete fiorentina integrata, vòlta a collegare tutte le principali direttrici convergenti sulla città. Qualora si rinunciasse alla 2 e alla 3 , la stessa 1 verrebbe a perdere gran parte della propria utilità e resterebbe gravemente sottoutilizzata , per cui ne sarebbe prevedibile la cessazione al massimo entro 2 o 3 anni, gettando dalla finestra le ingenti risorse in essa investite.La linea tranviaria unica, infatti, non ha mai retto in nessuna città europea. Eclatanti gli esempi di Ginevra e Marsiglia , ove si è iniziato venti o trenta anni fa con una linea, ma adesso ne circolano tre o quattro.
3. Metropolitana. A parte che il centro-destra ha praticamente accantonato questo argomento in campagna elettorale, l’ipotesi di sostituire la rete tranviaria con una metropolitana classica non è oggi proponibile , tenendo conto che i tempi minimi di ultimazione di quest’ultima non sarebbero inferiori ai trent’anni. Tempi non compatibili con la gravità dei problemi del trasporto urbano e dell’inquinamento.

4. Stazione TAV. L’idea di spostare la fermata TAV fuori del territorio urbano rappresenta, a mio giudizio, un grave nocumento per le comunicazioni fra Firenze e il resto d’Italia. Oltretutto, ciò crea un precedente unico nella nostra Penisola , in quanto tutte le altre città servite dalla linea fruiscono di stazioni centralissime ,( Milano, Bologna, Roma, Napoli). Qualora si dovesse realizzare la stazione a Castello, come proposto , il viaggiatore in arrivo o in partenza dovrebbe servirsi o di treni regionali per collegarsi con S. Maria Novella , (sempre affollati e quasi sempre in ritardo), ovvero di mezzi pubblici su strada, bloccati nel perenne ingorgo nella zona di Piazza Dalmazia , che ovviamente peggiorerebbe parecchio. In entrambe le ipotesi , per raggiungere il centro dovremmo calcolare da quaranta a cinquanta minuti (oltre a notevoli disagi), ai tempi di percorrenza del treno. Questo ci riporterebbe in pratica agli anni Settanta , vanificando tutti i benefici conquistati grazie alla TAV, come per esempio recarsi a Roma e a Milano in un’ora e mezzo, a Bologna in mezz’ora. Neppure la soluzione dei Macelli , sia chiaro, appare ottimale. La migliore sarebbe tornare alla prima ipotesi di una Stazione sotterranea sotto quella di S. Maria Novella, ma ciò implicherebbe la necessità del sottoattraversamento , che invece si vuole escludere. A questo punto, i Macelli rappresentano la soluzione meno peggiore.

CONCLUSIONE. Mi sembra di aver dimostrato a sufficienza le contraddizioni e i limiti del programma, su un tema che mi è particolarmente familiare. Penso che anche molti altri fiorentini se ne siano accorti, e che questa sia una delle ragioni , di sicuro non la sola, del deludente risultato. Invito pertanto tutti gli amici che mi leggono , a voler riflettere seriamente su un dato storico inoppugnabile : a devastare e rendere sempre più invivibile la nostra meravigliosa città, non sono stati né i tram, né i treni , ma l’abuso dell’automobile e le migliaia di maxibus , rumorosi e inquinanti , che giornalmente la percorrono. Una buona “cura del ferro”, come avviene in tutte le città europee, purchè somministrata in forme e tempi realistici, è dunque indispensabile.
Sono sempre disposto a discutere “come”, ma non “se”.
Resto disponibile per qualunque chiarimento, intervento, dibattito.

Carlo Vivaldi-Forti

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anni settanta, bologna, campagna elettorale, conti, dalmazia, dichiarato, elezioni, fiorentina, fiorentini, firenze, governo, lando conti, macchine, milano, napoli, roma, soluzione, trasporti, trasporto urbano, treno

Info Carlo Vivaldi-Forti

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    13 Luglio 2009 alle 01:12

    “a devastare e rendere sempre più invivibile la nostra meravigliosa città, non sono stati né i tram, né i treni , ma l’abuso dell’automobile e le migliaia di maxibus , rumorosi e inquinanti , che giornalmente la percorrono “. Partiamo dalle conclusioni ,se vogliamo affrontare seriamente la discussione.
    A prescindere dalla scelta “ferro” / “gomma”, effettuata aprioristicamente senza una seria valutazione costi/benefici , io credo di aver visto ( non è solo un pensiero) nella scelta tram-treno ,così come attuata ,una vera opera devastante. E Firenze “ha perso il tram”: sia con la miserevole campagna elettorale del centro destra ,sia con l’assoggettamento al comitato d’affari dell’asse Domenici-Matulli-Verdini.
    Se ogni appalto porta gratitudine,i grandi appalti portano gratitudine grande. Nessuno si è quindi opposto ad opere faraoniche ,evitando di raffrontarle (appunto, sottoponendo ad esame costi/benefici ) con soluzioni più rapide ed economiche . Nessuno ha protestato per l’approssimazione delle scelte ( la montagnola del parcheggio alla Fortezza sembra sia “emersa” quando ci si è accorti che lì sotto dovea transitare anche la TAV !),nè é intervenuto sulla pratica dei lavori infiniti e delle riprogettazioni in corso d’opera ( con revisioni ad libitum dei costi d’appalto );nessuno ha confrontato l’attribuzione (sui cartelli ) della qualfica di “patrimonio dell’umanità” con il tracciato della linea 2 accanto al Battistero (qual’è la Firenze patrimonio,quella con o quella senza il tram?);nessuno ha soppesato la necessità di sottoattraversamento per la TAV , confrontando le soluzioni alternative.
    Ora appare facile limitarsi alla “necessità” del treno,accusando un traffico caotico dovuto alla mancanza di strade e di “viabilità ” resa ancor più impossibile da realizzazioni cervellotiche e da lavori ,appunto ,infiniti.
    Ora c’è solo da sperare che la città possa davvero essere “amministrata”,avendo a Sindaco un fiorentino e non un funzionario di partito (mandato a gratificare l’Europa della competenza acquisita ). E che sia possibile discutere del “come” ,che resta il sale di tutte le cose.

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