
Mi riferisco al settore di cui sono maggiormente esperto, quello della mobilità e dei trasporti, avendone attentamente studiato i problemi al tempo della Giunta Lando Conti , la prima a presentare un progetto tranviario per Firenze, anche se molto diverso dall’attuale. Ebbene, in questo campo ho rilevato i seguenti errori e contraddizioni, di cui il centro-destra si dovrebbe in fretta liberare, se vuole impostare un’opposizione di governo, come ha dichiarato Galli, e non puramente velleitaria o demagogica, come talvolta sembra.
1. Tranvie : linee 2 e 3. La proposta di cancellare , sic et simpliciter, il progetto delle linee 2 e 3 , come ebbi già occasione di dire a novembre in un Seminario presso il Circolo dei Liberi , non solo non è realistica, ma addirittura controproducente . Infatti, essa giunge fuori dai tempi massimi, quando i progetti sono già in fase esecutiva e i lavori sono pure iniziati , da mesi, in Viale Morgagni. Ritengo invece realistico e possibile invocare talune correzioni di percorso, specie quello riguardante il centro storico, di cui sarebbe opportuno chiedere la totale pedonalizzazione , nell’area compresa fra Piazza S. Marco e Piazza Pitti, eliminando sia macchine che autobus, e conservando solo qualche collegamento mediante minibus elettrici. Le tranvie dovrebbero invece assicurare il trasporto esterno a quest’area , con instradamento sui viali o su strade parallele.
2. Tranvie: linea 1. La linea 1 , di prossima inaugurazione. , era stata concepita nell’ottica di una rete fiorentina integrata, vòlta a collegare tutte le principali direttrici convergenti sulla città. Qualora si rinunciasse alla 2 e alla 3 , la stessa 1 verrebbe a perdere gran parte della propria utilità e resterebbe gravemente sottoutilizzata , per cui ne sarebbe prevedibile la cessazione al massimo entro 2 o 3 anni, gettando dalla finestra le ingenti risorse in essa investite.La linea tranviaria unica, infatti, non ha mai retto in nessuna città europea. Eclatanti gli esempi di Ginevra e Marsiglia , ove si è iniziato venti o trenta anni fa con una linea, ma adesso ne circolano tre o quattro.
3. Metropolitana. A parte che il centro-destra ha praticamente accantonato questo argomento in campagna elettorale, l’ipotesi di sostituire la rete tranviaria con una metropolitana classica non è oggi proponibile , tenendo conto che i tempi minimi di ultimazione di quest’ultima non sarebbero inferiori ai trent’anni. Tempi non compatibili con la gravità dei problemi del trasporto urbano e dell’inquinamento.
4. Stazione TAV. L’idea di spostare la fermata TAV fuori del territorio urbano rappresenta, a mio giudizio, un grave nocumento per le comunicazioni fra Firenze e il resto d’Italia. Oltretutto, ciò crea un precedente unico nella nostra Penisola , in quanto tutte le altre città servite dalla linea fruiscono di stazioni centralissime ,( Milano, Bologna, Roma, Napoli). Qualora si dovesse realizzare la stazione a Castello, come proposto , il viaggiatore in arrivo o in partenza dovrebbe servirsi o di treni regionali per collegarsi con S. Maria Novella , (sempre affollati e quasi sempre in ritardo), ovvero di mezzi pubblici su strada, bloccati nel perenne ingorgo nella zona di Piazza Dalmazia , che ovviamente peggiorerebbe parecchio. In entrambe le ipotesi , per raggiungere il centro dovremmo calcolare da quaranta a cinquanta minuti (oltre a notevoli disagi), ai tempi di percorrenza del treno. Questo ci riporterebbe in pratica agli anni Settanta , vanificando tutti i benefici conquistati grazie alla TAV, come per esempio recarsi a Roma e a Milano in un’ora e mezzo, a Bologna in mezz’ora. Neppure la soluzione dei Macelli , sia chiaro, appare ottimale. La migliore sarebbe tornare alla prima ipotesi di una Stazione sotterranea sotto quella di S. Maria Novella, ma ciò implicherebbe la necessità del sottoattraversamento , che invece si vuole escludere. A questo punto, i Macelli rappresentano la soluzione meno peggiore.
CONCLUSIONE. Mi sembra di aver dimostrato a sufficienza le contraddizioni e i limiti del programma, su un tema che mi è particolarmente familiare. Penso che anche molti altri fiorentini se ne siano accorti, e che questa sia una delle ragioni , di sicuro non la sola, del deludente risultato. Invito pertanto tutti gli amici che mi leggono , a voler riflettere seriamente su un dato storico inoppugnabile : a devastare e rendere sempre più invivibile la nostra meravigliosa città, non sono stati né i tram, né i treni , ma l’abuso dell’automobile e le migliaia di maxibus , rumorosi e inquinanti , che giornalmente la percorrono. Una buona “cura del ferro”, come avviene in tutte le città europee, purchè somministrata in forme e tempi realistici, è dunque indispensabile.
Sono sempre disposto a discutere “come”, ma non “se”.
Resto disponibile per qualunque chiarimento, intervento, dibattito.
Carlo Vivaldi-Forti

“a devastare e rendere sempre più invivibile la nostra meravigliosa città, non sono stati né i tram, né i treni , ma l’abuso dell’automobile e le migliaia di maxibus , rumorosi e inquinanti , che giornalmente la percorrono “. Partiamo dalle conclusioni ,se vogliamo affrontare seriamente la discussione.
A prescindere dalla scelta “ferro” / “gomma”, effettuata aprioristicamente senza una seria valutazione costi/benefici , io credo di aver visto ( non è solo un pensiero) nella scelta tram-treno ,così come attuata ,una vera opera devastante. E Firenze “ha perso il tram”: sia con la miserevole campagna elettorale del centro destra ,sia con l’assoggettamento al comitato d’affari dell’asse Domenici-Matulli-Verdini.
Se ogni appalto porta gratitudine,i grandi appalti portano gratitudine grande. Nessuno si è quindi opposto ad opere faraoniche ,evitando di raffrontarle (appunto, sottoponendo ad esame costi/benefici ) con soluzioni più rapide ed economiche . Nessuno ha protestato per l’approssimazione delle scelte ( la montagnola del parcheggio alla Fortezza sembra sia “emersa” quando ci si è accorti che lì sotto dovea transitare anche la TAV !),nè é intervenuto sulla pratica dei lavori infiniti e delle riprogettazioni in corso d’opera ( con revisioni ad libitum dei costi d’appalto );nessuno ha confrontato l’attribuzione (sui cartelli ) della qualfica di “patrimonio dell’umanità” con il tracciato della linea 2 accanto al Battistero (qual’è la Firenze patrimonio,quella con o quella senza il tram?);nessuno ha soppesato la necessità di sottoattraversamento per la TAV , confrontando le soluzioni alternative.
Ora appare facile limitarsi alla “necessità” del treno,accusando un traffico caotico dovuto alla mancanza di strade e di “viabilità ” resa ancor più impossibile da realizzazioni cervellotiche e da lavori ,appunto ,infiniti.
Ora c’è solo da sperare che la città possa davvero essere “amministrata”,avendo a Sindaco un fiorentino e non un funzionario di partito (mandato a gratificare l’Europa della competenza acquisita ). E che sia possibile discutere del “come” ,che resta il sale di tutte le cose.