Questo Comitato, quale sua prima iniziativa finalizzata alla regolarizzazione dei lavoratori subordinati extracomunitari effettivamente presenti in Italia ed irregolari, ha inviato da diversi giorni via e-mail la seguente lettera aperta a tutti i Deputati e Senatori della Repubblica:
Il Comitato, nellambito della funzione che si è data, pone allattenzione dei Parlamentari di tutti i partiti politici la singolare e drammatica situazione dei cittadini extracomunitari irregolarmente impiegati in attività di lavoro subordinato, il più delle volte domestiche o assistenziali presso famiglie od anziani.
Essa viene segnalata nellappassionata lettera indirizzata alle massime Aut orità de8llo Stato dalla Presidente dellAssociazione Rondine, sig.ra Alla Hrytsay, la quale espone il suo caso personale come emblematico di quello di centinaia di migliaia di immigrati; ella, cittadina ucraina, venuta deliberatamente in Italia con visto turistico ma con la diversa finalità di reperire un lavoro, è riuscita a trovarlo in nero, dovendo subire ricatti ed angherie connesse a tale condizione ed infine, conquistandosi sul campo la stima del proprio datore di lavoro ultimo, ha ottenuto che questo richiedesse di poterla assumere nominativamente con regolare contratto di lavoro nellambito della quota annuale di immigrazione regolamentata in applicazione degli artt. 21 e 22 D. L.vo 286/1998.
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Eppure, ella assume di non poter comunque regolarizzare la sua posizione: la legge infatti, nella sua interpretazione corrente, presuppone che il cittadino extracomunitario chiamato a lavorare in Italia debba risiedere nel suo Paese di origine alla tto della chiamata e per ciò stesso debba solo successivam! ente ott enere il visto dingresso per lItalia, laddove egli è già in Italia e per fingere il possesso di tale imprescindibile requisito dovrebbe rientrare illegalmente nel suo Paese per poi ritornare legalmente nel nostro: una pantomima dalla realizzazione quasi impossibile, se si considerano le difficoltà e i costi collegati al rientro in patria e più ancora le vere e proprie traversie e le collegate attività estorsive- per poter nuovamente varcare la frontiera in uscita.
Un siffatto stato di cose rende di fatto inutilizzabile la massima parte dei nulla-osta concessi dalle Prefetture nellambito delle quote annuali dei flussi, vanificando del tutto il lavoro effettuato dagli uffici e cagionando quale effetto diretto la perduranza di uno stato di diffusa illegalità con effetti penalistici per datori di lavoro (nella quasi totalità italiani) e lavoratori extracomunitari, e quali effetti indiretti lappesantimento della gestione amminis trativa del controllo del fenomeno migratorio (anche per ciò che attiene alla repressione delle attività criminali ad esso collegate), il disagio sociale derivante dalla deleteria situazione di precarietà dei rapporti lavorativi (e più spesso umani) che si vorrebbero stabilizzati, ma anche un minor gettito fiscale e previdenziale collegato ad unevasione imposta dagli eventi.
La sua gravità è di tutta evidenza, ma ancora più grave è che essa non è ignorata dagli organi di governo cui è stata segnalata, che per bocca del Ministro della solidarietà sociale on. Ferrero ne hanno ammesso lesistenza senza peraltro avere dato alcuna ipotesi solutoria; eppure essa sarebbe a portata di mano, ove con una semplice circolare si desse della normativa complessivamente vigente una interpretazione diversa e possibile, fondante sullo stesso dettato dellart. 22 D. L.vo 286/1998 nella parte in cui, sopraggiungendo nuovi elementi (e, nella fa ttispecie, il nuovo elemento sarebbe appunto costituito dal ! nulla os ta al lavoro rilasciato dalla Prefettura), consente il rilascio del permesso di soggiorno. .
Intendimento della presente lettera aperta è la segnalazione agli On.li Parlamentari cui è diretta del problema e della sua possibile soluzione, perché ne facciano oggetto di interventi sollecitatori e risolutivi nei modi e nelle forme ritenute più opportune; ed a tal fine, per approfondimenti sia delluno che dellaltra, questo Comitato, e per esso lo scrivente presidente, manifesta la sua più piena disponibilità anche ad incontri diretti, alluopo segnalando il suo sito internet giovannifiorentino@studiofiorentino.it, confidando in un riscontro che dia la misura di quellattenzione civile ed umana di cui la evidenziata casistica è certamente meritevole.
Per il Comitato, Il Presidente
(avv. Giovanni Fiorentino)
A tuttoggi nessun deputato o senatore, nonostante il problema sta sviscerandosi anche nei termini prob lematici (ma non in quelli solutori) prospettati sulle televisioni pubbliche e privati con interventi di autorevoli uomini politici, ha ritenuto di doverci contattare.
Resta tuttavia da sottolineare positivamente che notizie di stampa segnalano una proposta di legge governativa per la quale lo straniero irregolare può ottenere un permesso se dimostra spirito di appartenenza alla comunità nazionale.
E un primo passo sostanziale, che comunque nelle more della definizione normativa (che potrebbe comportare mesi) esige lemanazione di disposizioni transitorie urgenti per consentire a chi si trova irregolarmente in Italia di poterne fruire allesito della sua emanazione.
Questo Comitato resta disponibile ad ogni collaborazione al riguardo, chiedendo altresì di essere contattato per esprimere più puntuali valutazioni.
Per il Comitato,
Il Presidente
(avv. Giovanni Fiorentino)

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