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Comincia una nuova fase: per laici e socialisti è la prima vera occasione ma anche l’ultimo treno

Sbagliato atteggiarsi a cipigliosi dispensatori di patenti politiche quando da un quarto di secolo si è senza una Patria che possa accogliere la nostra cultura politica.

di Nicola Cariglia | 26 Febbraio 2017

Ho intenzione di partecipare all’assemblea “Socialisti in Movimento” che si svolgerà a Roma domenica 12 marzo presso la Sala Casa Bonus Pastor (via Aurelia 208). Come per la riunione di Proposta, a Bologna il 4 febbraio, ci vado senza il “sacro fuoco dentro”, tranquillo e sereno. Voglio vedere se l’occasione che si presenta di dare vita ad un agglomerato di socialisti, laici e liberali trova orecchie attente oppure è destinata ad affogare in un mare di sottigliezze che alla sostanza antepongono il narcisismo, la voglia di distinguersi, cavillare sulle parole e sullo spostamento delle virgole.
I lettori di Pensalibero lo sanno. E’ una fissazione la mia. Ritengo che la presenza di un pensiero laico e riformista nella politica italiana darebbe un contributo decisivo per uscire dalle secche nelle quali ci troviamo: secche politiche, economiche e morali. L’aspettativa del proporzionalismo elettorale, del resto, sta provocando sommovimenti in tutto il panorama politico: a destra, a sinistra e perfino nei movimenti che altre idee non nutrono se non quella di cavalcare ogni protesta. Ed anche quel poco che c’è, di organizzato, nel campo laico-socialista non si sottrae: una miriade di iniziative sono in corso ed il problema è di riuscire a coordinarle offrendo uno sbocco che dovrà essere il medesimo per tutti.
Ed il punto è proprio questo: mettere assieme, rassemblare. Si parta, senza perdere tempo, con l’unire tutti coloro che hanno le stesse radici nella cultura liberale e socialista. Si stia alla larga da coloro che vorrebbero prima individuare al millimetro il percorso, decidere alleanze, cincischiare con fitti programmi destinati ad essere letti solo mentre si scatenano le risse per scegliere aggettivi e avverbi. Tutto questo venga dopo, uno volta creato un soggetto (associazione, movimento partito: ciò che sarà possibile). Piuttosto ci si preoccupi sin da primo momento di stabilire quote che consentano di svolgere un minimo di attività. E’ importante per due motivi: perché i soldi servono in politica e si deve sapere chi ce li mette; perché è garanzia che chi partecipa lo fa con convinzione e serietà.
Alla luce di ciò che ho appena scritto, non mi sembrano per niente saggi alcuni commenti che ho letto sull’esito della riunione che ha portato alla nascita dei Democratici e Progressisti di Rossi, Speranza e Scotto. Mi riferisco a chi è rimasto deluso perché gli scissionisti del PD non hanno usato la parola “socialista”. O, al contrario, perché non si sono subito scagliati a testa bassa contro Renzi e il partito da cui sono usciti. A me pare, francamente, che il linguaggio di Rossi e di Speranza ben potrebbe situarsi in un partito socialdemocratico. Ed anche quello di Orlando, che pure è rimasto a combattere la sua battaglia all’interno del PD. Mentre credo sia sbagliato atteggiarsi a cipigliosi dispensatori di patenti politiche quando da un quarto di secolo si è senza una Patria che possa accogliere la nostra cultura politica. Ed è anche il caso di ricordare che i partiti socialisti e socialdemocratici di altri paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo) accolgono al loro interno una gamma di posizioni fra loro distanti, più di quanto non lo siano quelle di uomini e donne che, in Italia, militano in partiti differenti e, talvolta “nemici”.
Nel momento in cui ci si incontra per cercare di creare una rete fra associazioni, club, siti web, individui di cultura laica e riformista, lo si tenga bene a mente, per non perdersi in inutili distinguo. Questa operazione è indispensabile per concorrere in qualche modo (da soli o con altri) alle prossime elezioni che segneranno l’inizio di una nuova fase della politica in Italia. Si sappia che è la prima vera occasione, perché tutto si sta muovendo. Ma è anche l’ultimo treno e non c’è da stare a guardare se i sedili sono sdruciti o c’è da fare il viaggio in piedi anziché seduti.
Nicola Cariglia

Pubblicato in : Il punto del DirettoreTag: battaglia, bologna, cultura liberale, cultura politica, elezioni, francia, germania, gran bretagna, italia, Laici, Liberali, mare, movimento, nuova fase, paesi europei, pd, Pensalibero, politica italiana, renzi, roma, Socialdemocratici, socialisti, soldi, speranza, stia

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    1 Marzo 2017 alle 12:37

    Cari Nicola e Paolo, vi ringrazio della stima e dell’affetto che sinceramente ricambio. Un po’ per ragioni personali, un po’ per noia, come dice bene Paolo, mi sono zittito. Ma soprattutto, e mi rivolgo a te Nicola, perché mi sembra che Pensalibero non sfrutti il potenziale che avrebbe in rete, e che davvero si allargherebbe abbandonando il mito della moderazione che, a torto o ragione, agli occhi di giovani e vecchi sa sempre di non scelta e rinvio. Ovvio che il superamento della moderazione ha un portato ideologico assolutamente estraneo all’urlo e all’invito alla scelleratezza. Ma superare la moderazione per me vuol dire farla finita col mito delle canne al vento che si piegano e resistono mentre le querce crollano. Piegarsi e resistere serve a poco, e poi se non c’è in noi l’abito della quercia, almeno diventiamo pioppi, che si piegano e poi svettano sempre più belli delle canne.

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    1 Marzo 2017 alle 01:31

    Come Nicola l’ha sottolineato (e saputo da me), la “mancanza” di Marzio si faceva pesantemente sentire, quando un’assenza puo’ rivelarsi piu pesa della presenza….ma non credo affatto alla sua assenza, piuttosto noia, o mancanza di ispirazione per argomenti che evidentemente non lo interessavano.
    Mi piacciono i riferimenti di Marzio al concetto di “moderazione” e bene ha fatto a citare la DC, perché dietro la moderazione si nascondo gli squali piu’ feroci, di inaudita violenza. Questa non è una cosa di poco conto, perché si interseca con l’ipocrisia. Far passare qualcuno per “moderato” o affermarsi “moderati”, implica che con gentilezza fai passare le peggiori nefandezze, moderatamente….quindi Obama che bombarda è moderato, come Hollande che blocca la frontiera, de facto, con un muro tra Ventimiglia e Menton, mentre chi strabuzza gli occhi come Grillo, è sistematicamente tacciato di populista.
    La gente che si incavola e lo dice, o lo urla, non è populista, è solo gente incazzata. Incazzata con quelli, moderati, responsabili della situazione che si è creata. Ci si indigna contro l’indice che indica i colpevoli, piu di quanto si faccia coi responsabili diretti.
    Lasciamo perdere l’efficacità delle primarie, in Italia o Francia, per trovarsi un guru di turno, Renzi ha distrutto prima il Paese, paralizzando l’Italia per la propria megalomania, poi continuando sulla stessa strada e dimostrando di non aver capito un accidente della lezione avuta il 4 dicembre 2016, continua a fare il giullare e distrugge il PD dando la colpa agli altri. Con un personaggio simile che si definisce di sinistra e poi va a bazzicare alla silicon valley, mi pare ovvio che non sia piu possibile parlare in termini di ideali politici, quelli ce lo ha Nicola e pochissimi altri, ma oggi quello che la politica offre è una banda di accattoni senza fede e senza casa, che pascola da una parte all’altra per restare a galla e continuare a vivere di politica. Sto seguendo la campagna elettorale francese, e posso assicuare che Marine Le Pen uscirà in netto vantaggio al primo turno, il secondo essendo la per bloccarle la strada, lo perderà, ma proprio per colpa dei “moderati”. In realtà la gente ha capito, anche qui, che le ricette delle tradizionali forze PS e Repubblicani, son buone soltanto alla classe politica per arricchirsi sulle spalle della gente.

    Rispondi
    • Gianfranco Giorgini, 09123,Cagliari, Via Vittorio Veneto, 17 - Cel.: 3272408219

      2 Marzo 2017 alle 16:44

      A volte, onusto sotto il peso della mia verdissima età – solo 79, almeno sino a Settembre prossimo – mi viene da pensare che tutto sommato non ho vissuto invano. Tutti questi anni mi hanno consentito di vedere, in un periodo ormai lontano, un sacco di cose: la fine del Fascismo; un pezzetto di Nazismo; la DC, il PCI, il PSI nelle sue varie sfumature diversamente nomate, il PRI, il MSI e chi più ne ha, più ne metta. Poi tutto è cambiato, magari per far si, in sempiterna memoria di Tomasi di Lampedusa, che nulla cambiasse.
      Non so se il Sig. Francia abbia vissuto quanto me, ma qualche dubbio lo nutro, francamente.
      Io ho conosciuto un mondo nel quale – vilipesi, traditi, sputtanati – gli Ideali, (do you understand what that means?) esistevano e molti tra noi pensavano perfino che valesse la pena di vivere in loro funzione. E per molti di noi, in un variopinto ventaglio, quegli Ideali, spesso contrapposti, a volte uniti in grovigli serpentini, furono tuttavia perfino essenziali. Per tanti, di noi, perlomeno fino al ’68, che Dio l’abbia in gloria…
      Accorgermi che qualcuno, oggi, ne parla come di roba ormai sorpassata, da buttare alle ortiche, priva di valore, mi sembra possa fare davvero male a tutti quei molti…vecchi, anche se mi dà fastidio usare questa parola. E quel che è peggio, penso proprio che, in quel modo, si faccia del male, e non poco, anche ai “nuovi”.
      Se poi l’alternativa offerta non va oltre il M5S, francamente mi sento molto, ma molto perplesso. Uso questa “figura” solo per evitare delle volgarità. Il problema, mi sembra, non è quello di introdurre ancora dei nuovi Soggetti politici. Tanto, ormai, chiunque si svegli la mattina con lo stomaco per aria, risolve (risolve?!) i suoi problemi fondando nuovi Partiti o Movimenti dall’involucro allettante e tuttavia, semivuoti di contenuti ma, sopratutto, di virtù. Certo, anche ai tempi ai quali accenno, le tessere si facevano prelevando i nomi dalle targhe dei cimiteri. Ma gli attuali nuovi attori, in cosa si differenziano da quei metodi, per offrire maggiori margini di credibilità ai propri supporters?
      Rafforzo: il problema può forse risolversi, recuperando, agendo in melius, almeno alcuni degli antichi valori, ripulendoli dalle scorie che indubbiamente portavano addosso, incrostate, ed applicandoli alla nuova realtà che viviamo, secondo prassi di lealtà e senso della democrazia. Evitando, per quanto possibile di commettere ancora degli errori come quelli che posero le basi del sostanziale fallimento del Signor Berlusconi che, partito con l’intento di dar vita ad una Formazione pulita e trasparente, non si accorse di quanto grande fosse la massa di immondezza che stava eleggendo domicilio in “Forza Italia”.
      Ma, mi creda, Sig. Francia: la Storia è già piena di tanti e tali avventurismi, da rendere tutt’altro che necessaria la ricerca di altri ancora, che già da prima di nascere hanno la fondamentale caratteristica di lasciare perplessi coloro che dalla Politica si aspettano ben altro.

      Rispondi
  3. NICOLA CARIGLIA

    28 Febbraio 2017 alle 16:57

    Caro Marzio,
    intanto ben tornato: era un sacco di tempo che non sentivamo lo schiocco salutare della tua frusta. E questo intristiva molti di noi, in particolare Paolo Francia. Non sono tra i promotori della riunione cui fai riferimento e posso dirti solo di me. Se parlerò, non pronuncerò una sola parola sulla linea politica o sul programma. Dirò che se si vuole dare vita ad una casa o una casetta per laici, liberali e socialisti, ognuno cacci i soldi a garanzia del proprio impegno. E si cominci subito a creare una rete di presenza sul territorio. Di soluzioni politiche e di programmi se ne parli solo dopo avere creato questa rete. E per il momento ci bastino, per stare assieme, le antiche radici. Intanto, insomma, valga la scelta culturale. Non penso, infatti, che siano giuste le motivazioni che, secondo te, sarebbero alla base del consenso di 5 Stelle e Salvini. Secondo me è solo protesta (anche se tu lo neghi), come quando si scompagina un puzzle perchè non si è capaci di comporlo correttamente. Infatti, fuori dell’uscio, come tu dici, ci saranno pure la signora Le Pen e tanti altri discutibili figuri; ma il bandolo della matassa, da molto tempo e ancora per il futuro, sta fortunatamente, nelle mani della tradizionale dialettica tra moderati-conservatori e moderati-riformisti. Ciò che penso sulla amministrazione fiorentina ed altro, che mi chiedi, non ho bisogno di ribadirlo con le parole. In anni passati, lo sai, per dimostrare tutto il nostro dissenso, abbiamo dato vita a liste di testimonianza mai alleate né con l’uno né con l’altro dei due poli dell’allora vigente (presunto) bipolarismo. E continuato, con pubblicazioni ed altro, una battaglia di idee che il più delle volte, con il tempo si sono rivelate giuste. E dovremmo abbandonarle solo perchè insoddisfatti di come sono andate le cose a causa di scelte che non abbiamo determinato noi?

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    28 Febbraio 2017 alle 13:04

    Caro Nicola, l’attesa di una casa che riunisca socialdemocratici e liberali è più una coazione a ripetere che una speranza, è il ritorno alla ricerca della terza via iniziata prima del primo conflitto e dimostratasi sempre fallimentare, se non ai tempi in cui la balena bianca recitava da social liberale, appunto nella nostra gioventù per fortuna conclusa. Alla nostra età, se non sbaglio siamo coetanei, ci si dovrebbe liberare di quanto credemmo un tempo e che oggi è concluso, irriversibilmente concluso anche se socialdemocratici e liberali si illudono di difendere l’eternità delle loro idee sette-ottocentesche sotto l’ombrello della moderazione e dell’equilibrio. Parliamoci chiaro: la speranza inconscia dei cosiddetti laici sta nella resurrezione di un’altra balena bianca e niente più. Non è un caso, e vengo al punto, che su Pensalibero, sito nato e prosperante in una città malata di cosmopolitismo d’accatto, non si parli mai o poco né dei problemi di Firenze, né di quanto accade nel mondo, e ciò è molto singolare visto che il filone prediletto su Pensalibero dovrebbe essere il pragmatismo, e in nome del pragmatismo andrai a Roma alla riunione social liberale. Non parlare di Firenze e di quanto accade fuori d’Italia rivela l’astrattezza nascosta nel pragmatismo e in discorsi fumosi che dicono e non dicono e dove naufraga la moderazione. Due domande concrete: come giudichi la questione della stazione Foster e l’amministrazione che ha governato la vicenda? Come credi che Salvini o 5stelle possano essere liquidati semplicemente tacciandoli di demagogia, quando la loro unica responsabilità è guardare fuori dall’uscio di casa, senza avere la forza di varcarlo quell’uscio? E infine che ne pensi del cretinetti, il futuro inquilino di Palazzo Chigi in seconda versione, che per meglio armarsi contro i populismi va a scuola nella Silicon Valley, ovvero nella centrale motrice del populismo mediatico planetario? Parlerete di questo nella riunione romana, oltre alle quote di adesione di un nuovo soggetto laico di cui si sente un immenso bisogno nel tempo in cui anche i Papi sono prossimi all’ateismo? E perdona se nelle mie parole c’è sottile sarcasmo, certo più sottile della cieca fede nella moderazione democristiana.

    Rispondi
  5. Paolo Francia

    27 Febbraio 2017 alle 23:51

    No, scusi, perché Renzi a IKKE serve?!? Si è precipitato dai suoi “eroi”, i nuovi dittatori in erba alla Silicon Valley che tra robot e lavaggi di cervello stanno distruggendo le nostre vite, le speranze e ovviamente il lavoro. Allora, basta con questa economia delle banche, dei soliti ricchi, dei soliti usurpatori, la sinistra del PD vende chimere? Lasciateci almeno quelle, sempre meglio della folle ipocrisia dei renzisti e del loro guru da 2 soldi.
    Anzi, lasciate che la gente non piu di destra, centro o sinistra, si riprenda il proprio destino in mano. Finché sarà loro permesso.

    Rispondi
  6. NICOLA CARIGLIA

    27 Febbraio 2017 alle 23:05

    “Capisco umanamente l’esigenza di Nicola”. Caro Paolo, io, invece, faccio ragionamenti sulle cose che riesco a capire nella politica italiana. E capisco “umanamente” coloro che preferiscono buttare il cappello in aria piuttosto che ragionare. E, magari, votano 5 stelle o Salvini.

    Rispondi
  7. Paolo Francia

    27 Febbraio 2017 alle 21:43

    A leggere tutto cio’, la convinzione di dover sostenere i 5 stelle diviene estrema. Capisco umanamente l’esigenza di Nicola, ma i tempi e le misure sono oltrepassati, altro che ultimo treno. Quanto a Renzi rappresenta il pericolo estremo, ha distrutto il proprio partito per fini personali di megalomania psichiatrica, di questo individuo non si dovrebbe neanche piu’ sospirare, ma purtroppo egli è gia nel futuro, col doppio mento e le sue doppie bugie.

    Rispondi
  8. GIAMPAOLO

    27 Febbraio 2017 alle 20:00

    Vedo che aumentano i tuoi estimatori i quali, come capita a tutti noi, vorrebbero insegnarti come comportarti.
    E’ regola comune quella di insegnare. Quando anni luce fa fui eletto segretario del mio partito, su un programma ben definito, i miei sostenitori ovviamente mi dissero cosa DOVEVO fare.
    Preso il “coraggio a due mani” spiegai loro che non si può eleggere un comandante che deve seguire i suoi soldati, perché questo è il modo migliore per perdere la guerra. Quasi tutti lo capirono, ma non tutti; sembra impossibile!

    Rispondi
  9. Franco Guerrazzi

    27 Febbraio 2017 alle 10:51

    Il tuo sogno, credo che sia il sogno di molti bempensanti che hanno alle spalle una vita spesa per la realizzazione di questi ideali compatibili fra loro di cui il nostro paese ha bisogno……Cosa che mi lascia un po’ perplesso Rossi, Speranza & C. assimilarli ad una socialdemocrazia in quanto militanti di quel partito che di ferite ce ne ha fatte e ancora ne portiamo alcune cicatrici. Sarei arcicontento che una piattaforma comprendente i partiti laici prendesse veramente vita e che i suoi valori venissero applicati e realizzati, ma stiamo attenti che pur di far numero , imbarcare persone che un domani potrebbero far tornare questo sogno un’utopia,……vedi il PD………..

    Rispondi
  10. NICOLA CARIGLIA

    27 Febbraio 2017 alle 09:14

    Caro Formicola,
    la simpatia istintiva (e inspiegabile) che provo per lei mi induce grandemente in tentazione…
    Ma sappia che sono uno scissionista compulsivo. In ogni caso, appena lo vedo, le saluto Matteo.

    Rispondi
  11. Gianfranco Formicola

    27 Febbraio 2017 alle 06:58

    Caro Cariglia,
    lei cerca una casa comune per laici e socialisti . Una patria per socialdemocrati, liberali e riformisti.
    Perche’ cercarla se ce l’ha sotto gli occhi, a portata di mano ? Non vede che il PD di Renzi e’ quello che lei cerca ? O forse e’ proprio “il narcisismo, la voglia di distinguersi, cavillare sulle parole e sullo spostamento delle virgole”, che la acceca e le impedisce di vedere ?
    Suvvia si rassegni. Quello che cerca ce l’ha.
    Si inscriva a PD e lotti con noi per una Italia piu’ libera e piu’ grande. L’aspettiamo.
    Sono certo che il suo sara’ un apporto prezioso e proficuo, innanzitutto per la socialdemocrazia italiana.
    A presto.
    Gianfranco Formicola

    Rispondi

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