Tra qualche mese (forse il 20 settembre, a 150 anni esatti dalla breccia di Porta Pia e dalla “fine” del potere temporale del Papa …) alcune Regioni ed oltre 1000 Comuni andranno al voto e ci sarà anche un referendum confermativo, dopo che per la pandemia si era rimandato il voto previsto in primavera. Finalmente un election day?
A parte la data inusuale e forse non ottimale (altre volte si è votato in autunno, di solito la seconda domenica di ottobre, anche per permettere una campagna elettorale senza patemi), sarebbe possibile modificare il procedimento elettorale per ridurre l’affollamento al seggio? E senza ricorrere alla “prenotazione del posto”, a cui qualche superesperto telegenico sta sicuramente pensando?
E soprattutto, in questi tempi crisi, è possibile anche spendere meno?
Secondo me sì. Vediamo come.
SNELLIMENTO:
- SEPARARE LE SCHEDE PER PRESIDENTE/SINDACO per le Regioni ed i Comuni fino a 15.000 abitanti. Gli elettori devono fare una croce sul nome. In questo modo si rende lo scrutinio rapidissimo facendo i mucchietti, tanto non c’è pericolo di aggiungere preferenze…
- ADOTTARE LA LISTA BLOCCATA e con la cosiddetta “cerniera” (cioè alternanza donna-uomo nell’ordine dei candidati) in modo da non richiedere la scrittura dei nomi dei candidati. Con questo accorgimento nel 1994, con la applicazione del “Mattarellum”, si raggiunse il record di donne in parlamento, ancora ineguagliato. Sarà compito dei partiti/liste deciderne l’ordine in modo da massimizzare il consenso, magari con le primarie. Si eliminerebbe così quel malcostume tutto italiano dei “santini”, che creano la competizione tra i candidati della lista, mentre dovrebbe essere tra le liste. Anche qui lo scrutinio è rapido perché non si possono aggiungere preferenze. Sul pericolo costituito dalle preferenze ho già scritto in altro articolo.
- SI VOTA DALLE 8.00 ALLE 20.00. Per esperienza vi assicuro che dopo le 20.00 viene a votare circa l’1% degli elettori. Una volta si votava anche al lunedì dalle 7.00 alle 14.00: sette ore di sbadigli per i componenti del seggio. Per agevolare l’affluenza vedere il punto 4.
- VOTO PRECOCE. In molti stati, (tra cui gli USA) esiste il voto precoce (non mi piace invece il voto per posta, si presta bene al controllo da parte della criminalità organizzata). Potrebbe funzionare così: presso l’Ufficio Elettorale del Comune (nelle grandi città anche nelle sedi dei Quartieri/Municipi/Zone) viene istituito un seggio che sarà aperto dalle 8.00 alle 18.00 dal lunedì al giovedì precedente le elezioni. Il venerdì l’ufficio elettorale predisporrà le liste degli elettori dei seggi omettendo quanti hanno già votato. Nel seggio precoce il Presidente ed il segretario sono scelti nel modo usuale. Gli scrutatori sono forniti dal Comune o da altri Enti Pubblici (Provincia, Regione, etc).
Con queste condizioni al contorno un presidente esperto (un bel corso di formazione non sarebbe male) dopo le 20.00 chiude i verbali per la parte voto in circa 15’ per ogni urna da scrutinare: quindi nel caso di elezione Comune e Regione più referendum dopo 1 ora ed un quarto inizia lo scrutinio. Per ogni votazione sono sufficienti 30’ di spoglio e 15’ per chiudere il verbale. Quindi dopo 5 ore dalla chiusura della votazione nel caso di 5 urne lo scrutinio è finito ed i verbali sono consegnati per il ritiro. Non dimentichiamo che la stanchezza è un fattore fondamentale nel favorire gli errori. Cominciare lo scrutinio dopo la mezzanotte e nel caso di due preferenze terminarlo dopo 5 ore per ogni elezione, quindi a mattina inoltrata e dopo essere stati tutto il giorno al seggio, anche se con intervalli, è il miglior modo per fare errori. È per questo che ho smesso di fare il presidente.
RIDUZIONE DEI COSTI.
- IL PRESIDENTE ed il segretario sono scelti secondo il metodo ordinario.
- GLI SCRUTATORI sono dipendenti dei Comuni, Province, Regioni, etc. comandati a tale compito. Solo in mancanza si ricorre ad altre persone disponibili. Vi assicuro che trovarsi al sabato pomeriggio con uno o due scrutatori mancanti e doversi arrangiare per la sostituzione non è piacevole, anche perché di solito non ci sono “il più anziano ed il più giovane degli elettori presenti” da nominare seduta stante, come vorrebbe il T.U.
- Le ore di servizio ai seggi sono conteggiate come lavoro straordinario e dànno diritto a recupero come giorni di ferie (non vengono pagate).
- Per gli scrutatori, come per presidente e segretario, è richiesto il titolo di studio di scuola media secondaria di secondo grado.
Non so quantificare al centesimo quanto si risparmia in termini economici diretti, ma non dimentichiamo che anche le forze di polizia che sono al seggio a fare servizio maturano degli straordinari, e quindi ogni ora di sorveglianza in meno sono migliaia di Euro risparmiati.
Fino a 5 elezioni contemporanee il presidente di seggio percepisce 150 Euro, il segretario 120. Secondo fonti del Governo le lezioni del 2013 sono costate 389 milioni di Euro, la maggior parte per i compensi ai componenti dei seggi. Ragionevolmente mi aspetto che si possa dimezzare. Non mi sembra poco.
Ivan Beltramba

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