• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Come fregare Trump, se ci si riesce

Perché Putin vorrebbe prorogare il New Start, il trattato sulla non prolificazione nucleare, di un altro anno? Perché essendo già riuscito a fregare Obama nel 2011, ci riprova. Questa volta con Trump. Il New Start impedisce di schierare più di mille cinquecento missili nucleari e circa settecento bombardieri, con la particolarità che la Russia non ha un aggiornamento sufficiente per garantire l’efficienza di tutte queste armi, per non dire che i principali bombardieri atomici russi sono dei ferrivecchi buoni per l’esposizione al museo, come i vecchi Tupolev. Quando la Russia si credeva una vera potenza militare, Breznev non ne voleva sapere di limitare gli armamenti. Ci volle tutta la pressione militare occidentale per convincerla.

di Riccardo Bruno | 14 Ottobre 2025

Perché Putin vorrebbe prorogare il New Start, il trattato sulla non prolificazione nucleare, di un altro anno? Perché essendo già riuscito a fregare Obama nel 2011, ci riprova. Questa volta con Trump. Il New Start impedisce di schierare più di mille cinquecento missili nucleari e circa settecento bombardieri, con la particolarità che la Russia non ha un aggiornamento sufficiente per garantire l’efficienza di tutte queste armi, per non dire che i principali bombardieri atomici russi sono dei ferrivecchi buoni per l’esposizione al museo, come i vecchi Tupolev. Quando la Russia si credeva una vera potenza militare, Breznev non ne voleva sapere di limitare gli armamenti. Ci volle tutta la pressione militare occidentale per convincerla.

Obama a Putin prima regalò la Crimea. Poi salvò Asad figlio dalle incriminazioni per l’uso dei gas nella guerra civile, agevolando la penetrazione russa nel continente africano. Ad Obama non parve vero di poter annunziare al mondo di aver firmato il nuovo trattato Start, senza rendersi conto di aver fatto un terzo favore alla Russia. Trump è di una pasta molto diversa. Al suo primo mandato presidenziale, la prima cosa che fece fu di bombardare le basi russe in Siria, da dove erano partiti dei raid contro Israele. Agli Ucraini già impegnati nel Donbass, Trump diede i javelin, le armi anti carro con cui avrebbero fermato l’invasione di quattro anni dopo. Obama aveva dato coperte. Il motivo per il quale Trump potrebbe comunque prorogare il New Start è che, tutto sommato, anche sulla base del solo equilibrio tattico strategico vigente, l’America ha una superiorità schiacciante, quella tecnologica. Alla Russia converrebbe puntare sulla prolificazione per rinnovare un arsenale oramai obsoleto. Disgraziatamente per Putin, con tutte le sanzioni in corso, solo la Cina potrebbe assisterlo adeguatamente. Rimettersi ai cinesi anche sul nucleare, per la Russia sarebbe davvero troppo. Meglio ancora un accordo con l’America, magari nella speranza di evitare che quella decida di dare i Tomahawk all’Ucraina.

In vero, anche senza i Tomahawk, l’Ucraina, grazie all’intelligence statunitense, colpisce la Russia in profondità su fabbriche, raffinerie, depositi, da mesi. Arrivassero i missili a lungo raggio di maggior successo statunitensi, si potrebbero bucare le difese dei principali centri abitati. I russi colpiscono regolarmente le città, gli ucraini non possono farlo per le restrizioni dei paesi Nato e perché i loro droni sono troppo lenti. L’ultimo argine alla guerra totale cadrebbe. Alla Russia resterebbe l’atomica. Non fosse che Il confronto atomico Russia Stati Uniti è stato perso nel 1963 e d’allora non è mai stato recuperato. Quando Mosca lo ammise, crollò l’Unione sovietica. Glasnost e perestroika avvennero perché non c’era più un equilibrio nucleare, come non c’era nell’armamento convenzionale. La Russia di Putin è solo una caricatura della passata potenza. Ridotta a combattere nel suo giardino di casa, l’Ucraina, dal 2022, e non ci si crede. Non è che la Russia ancora non ha conquistato Kyiv, che Hitler prese in una settimana. La Russia non ha nemmeno occupato Povrosk, tremila abitanti. E senza riuscire a conquistare Povrosk, la Russia ha perso nel tentativo centomila uomini in sei mesi. Ancora prima aveva perso i carri armati. La fanteria russa andava all’attacco in motocicletta: Una formidabile innovazione strategica, costata altri 50 mila morti in tre settimane. La grande offensiva estiva appena conclusa.

In condizioni simili, meglio atteggiarsi a lungimiranti statisti dell’era nucleare, offrendo a Trump, con grazia, il trattato di non proliferazione. Se lo si compensa proliferando le bottiglie di vodka, magari il presidente statunitense si convince.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: putin, Russia, Trump, usa

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti