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Come diceva un mio vecchio e saggio amico, l’Italia è il paese degli eccessi.

Aspettando emozioni e impressioni di settembre. E l’obbligo fessibile.
L’Italia è diventata il paese in cui un preside fa notare ad un ministro che una circolare non può abrogare una legge.

di Carla Ceretelli | 14 Agosto 2018

Un governo bipolare fino a questo punto, a questo livello,  non lo avevamo ancora visto. Miope  presbite e anche un po’ strabico.

E meno male che ci avevano promesso che i ministeri sarebbero stati ben stretti e sinergici. Che prima di prendere provvedimenti di varia entità si sarebbero consultati fino a un risultato credibile e saggio.

Assistiamo alla commedia degli errori, se non degli orrori. Citano, i ministri,   e mettono in mostra,  professori  esperti di varia estrazione ai quali ricorrono data la loro palese ignoranza.  Come se questo risolvesse i problemi, che sono tanti,  come la panacea di tutti i mali.

Il ministro della salute spara a zero con qualunque ovvietà, si dice d’accordo con quello del l’istruzione mentre i dirigenti scolastici prendono le distanze da scelte perverse come l’obbligo flessibile, l’ossimoro più evidente esistente in vita. Ed è inutile che cerchi  di rivoltolarsi con pensieri pescati non si sa da dove, come quello di far osservare la legge in modo diverso,  temporalmente e localmente. E, inviperita non ha di meglio da dire se non che ce l’hanno tutti con lei. E con chi dovrebbero avercela? “L’idea di un obbligo flessibile a seconda dei territori è l’idea più sensata” afferma stentorea il ministro  che piagnucola sorridendo  per il fatto che la prendono  in giro. Ma questa ragazza aspetta un bambino e gli ormoni la fanno da padrone.  Fra ridicoli ossimori e non sense per capire le esternazioni del ministro   ci vorrebbero  lessicologi esperti in sinonimi e contrari, di fama internazionale.  Mentre proferisce verbo pensa immediatamente a che cosa può dire per prenderne le distanze. Della serie, non sono stata io e nessuna legge porta il mio nome, perchè si meravigliano tutti di qualcosa che esiste già.   Auguri al ministro che, comunque , afferma, il suo pargolo lo farà vaccinare. Ah ecco. E allora perchè creare tutto questo pandemonio? Se è convinta che le vaccinazioni sono sacrosante e utili, perchè insiste? Forse perchè si è ritrovata in un cul de sac dal quale non sa come uscire e si attacca alle funi del cielo. Affermando e confermando che la legge non è sua, che non esiste una legge Grillo. ecc. ecc . Mentre i Presidi e i dirigenti scolastici  affermano e confermano che non  accetteranno le autodichiarazioni dunque non ammetteranno la frequenza scolastica senza certificato ASL.  Mentre il Collegio dei professori  Universitati pediatri afferma e conferma che  la non obbligatorietà  e l’autocertificazione vaccinale è illegale. Come tutte quelle in materia sanitaria. A meno che non ci sia una legge che lo prevede.

La proposta di legge della maggioranza  spinge al metodo   della raccomandazione, prediletto  da un punto di vista politico dei penta, sostiene Grillo. No, non il comico, la comica. Dato che loro son buoni e  ne prevedono  delle misure flessibili di obbligo sui territori, e quindi anche nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche.  Ma, assicura immantinente il ministro, è davvero difficile poterlo applicare. Ma ci fa o ci è? Dunque metodo della convinzione ben sapendo  che almeno una parte dei novax, quelli  duri e puri, non si convinceranno mai. Fato non voglia che la signora speri di arrivare a superare la soglia dell’immunità di   gregge del 95 per cento. Così, pari e patta. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.

Sui diritti degli immunodepressi meglio stendere un velo pietoso. Quelli che dovrebbero trovare una collocazione sparsi fra i vaccinati.  Se ci fosse la certezza che lo sono davvero.

Su  Danilo, Toninelli per gli amici, quello che guarda imperituro la madonna o cade in estasi mentre legge qualunque cosa. Perchè leggere sa, pensare un po’ meno. Su Danilo, dicevo, mi taccio. Perchè non si spara sulla crocerossa.

Ma non solo su questo tema  il governo   sen va in vari rivoli. Immigrazione, Tav Tap decreto dignità, producono mugugni di qua o di là. Ma anche all’interno dei  diqua.

Si narra che ogni giorno che passa si stanno pentendo di governare. Pensavano che fosse una passeggiata di salute e che giacchettina  e cravattina anche in pieno solleone,  potessero offrire  immunità totale. Anche dalle idiozie più semplici o contorte.

Per intanto il Conte si applica da parte sua a fare la bella statuina, talvolta il gioco delle parti, come se quello che gli  accade intorno  non lo riguardasse neanche un po’.  Ni Tav ni Tap sì vax. Rai forse che si forse che no.  Promoveatur ut amoveatur ? E dice di aver fatto vaccinare il figlio. Dunque quella è la linea. Ma si affretta poi ad informare che è di poche parole ma lavora molto. Ci auguriamo, per tutti, che sia davvero così.

L’Italia è diventata il paese in cui un preside fa notare ad un ministro che una circolare non può abrogare una legge.

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : SituazioneTag: bambino, figlio, governo, immigrazione, italia, misure, proposta di legge, provvedimenti, punto di vista, rai

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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