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Coloni usati come pedine anti Israele

I settler, i coloni… accanto a questo sostantivo non importa ormai aggiungere l’aggettivo “violenti”, va da sé per l’immaginario del mondo intero, la propaganda antisraeliana ha scelto soprattutto di esporre i giovani uligani con lunghi riccioli laterali, armati, aggressivi, quelli che assediano Qusra, che abbiamo visto in tutti i telegiornali, violenti, insistenti… dannosi a Israele. La risposta automatica è la stessa di quando dici “genocidio”: orrore, rifiuto di Israele.

di Fiamma Nirenstein | 5 Settembre 2026

I settler, i coloni… accanto a questo sostantivo non importa ormai aggiungere l’aggettivo “violenti”, va da sé per l’immaginario del mondo intero, la propaganda antisraeliana ha scelto soprattutto di esporre i giovani uligani con lunghi riccioli laterali, armati, aggressivi, quelli che assediano Qusra, che abbiamo visto in tutti i telegiornali, violenti, insistenti… dannosi a Israele. La risposta automatica è la stessa di quando dici “genocidio”: orrore, rifiuto di Israele. È un gioco sofisticato che finge che la semplice risposta sia cacciare i coloni dalla Giudea e dalla Samaria per farci uno Stato palestinese, al di là del rischio evidente di un nuovo 7 ottobre. Otto arresti della polizia israeliana, l’esercito di guardia, la condanna ai violenti di Netanyahu e di quasi tutta Israele non intaccano nel mondo l’accusa basilare e generale di colonialismo, il vittimismo palestinese.

Una risoluzione dell’UNHRC, Consiglio per i diritti umani dell’ONU che si riferisce ai settler come “nazisti”, risulta da ore di testimonianze ostili, e quando uno studioso del Jerusalem Center per Foreign Affairs Maurice Hirsh ha chiesto 90 secondi di difesa, gli sono stati negati. I “coloni” sono circa 770 mila persone variegate socialmente e per educazione, abitanti dal ’67 delle zone che dopo la guerra in cui Israele fu assalita dalla Giordania, furono popolate su iniziativa di Rabin e Peres e poi condivise con gli accordi di Oslo negli anni ‘90. Cittadine e fattorie si trovano su una terra su cui si riconoscono nome per nome tutte le indicazioni geografiche della storia degli Ebrei, fin dai tempi della Bibbia.

Quell’area mai fu riconosciuta di proprietà della Giordania, pure dal 1967 si pretende quello che mai si è preteso da nessun Paese che ha vinto una guerra: che venga consegnata ai nemici che seguitano a educare i bambini alla sua distruzione.
I settler hanno fra loro alcuni giovani violenti e razzisti, alcuni terroristi:devono essere fermati. Ma il blood libel della criminalità di massa è dovuto molto all’OCHA (UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) sulla base di testimonianze antisraeliane. Nella realtà, nel 2024 ci sono stati 6300 attacchi terroristi contro ebrei nei territori, con 27 omicidi e 300 feriti. Nel 2025, 5051, con 24 omicidi e 400 feriti. Spesso i morti sono causati da scontri che seguono agguati palestinesi: fra questi, il quindicenne Muhammad Naasan purtroppo è un caso del genere, e oggi sui media è glorificato fra gli shahid. La grande vicenda della sicurezza di Israele non si risolverà mai vittimizzando i palestinesi o criminalizzando i settler, questo non influenzerà la determinazione palestinese a distruggere lo Stato d’Israele, e di Israele a impedirlo con confini sicuri. L’Europa sembra non volere capire ciò che è evidente. 

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/coloni-usati-come-pedine-anti-israele-6698.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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